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	<title>Commenti a: Sorpresa! In Spagna Le Roi non é El Rey… Cronache da Lo Meyor de la Gastronomia</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
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		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 10:51:43 +0000</pubDate>
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		<description>puntuale C.M. si fa vivo ripetendo, come un registratore impazzito, le solite cose. Mi sa che arriverò a creare, apposta per lui, una rubrica dove pubblicare, non come commenti, ma come contributi, i suoi interventi. Il titolo? Merollate. Oppure Baggianate, proprio come quelle che dice che io scrivo.Ma perché, visto che ha sempre da dire e da rompere, non accoglie il mio invito e si accomoda altrove? C&#039;é tanto da leggere nella wine blogosfera!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>puntuale C.M. si fa vivo ripetendo, come un registratore impazzito, le solite cose. Mi sa che arriverò a creare, apposta per lui, una rubrica dove pubblicare, non come commenti, ma come contributi, i suoi interventi. Il titolo? Merollate. Oppure Baggianate, proprio come quelle che dice che io scrivo.Ma perché, visto che ha sempre da dire e da rompere, non accoglie il mio invito e si accomoda altrove? C&#8217;é tanto da leggere nella wine blogosfera!</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-6001</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 10:21:27 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Non sarà mica che il tentativo di “contrabbandare” un’immagine dell’Italia enologica standardizzata, all’inseguimento di modelli globali con i quali non ha nulla da spartire si sta rivelando fallimentare? Non sarà che, anziché puntare sui “road show” con protagonisti le “aziende top”, che sanno tanto di elitario ed esclusivo, sarebbe meglio tentare di proporre i nostri vini per quello che sono, con tutto il loro patrimonio di tipicità e storia, possibilmente associandoli in maniera inequivocabile al territorio nel quale nascono e del quale sono espressione? &quot;

Sarebbe molto meglio!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non sarà mica che il tentativo di “contrabbandare” un’immagine dell’Italia enologica standardizzata, all’inseguimento di modelli globali con i quali non ha nulla da spartire si sta rivelando fallimentare? Non sarà che, anziché puntare sui “road show” con protagonisti le “aziende top”, che sanno tanto di elitario ed esclusivo, sarebbe meglio tentare di proporre i nostri vini per quello che sono, con tutto il loro patrimonio di tipicità e storia, possibilmente associandoli in maniera inequivocabile al territorio nel quale nascono e del quale sono espressione? &#8221;</p>
<p>Sarebbe molto meglio!!</p>
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		<title>Di: Carlo Merolli</title>
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		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 09:00:30 +0000</pubDate>
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		<description>@Sara: voglio rispondere alla tua domanda diretta (grazie) . Tu sei liberissima, dopo averne letto mezza pagina o anche solo visto una fotografia in quarta di copertina, di dire che lo scrittore X non ti piace. Giá dire che non sa scrivere é un passo piu´in la. E comunque la differenza é fondamentale: tu non ti presenti come &quot;giornalista ed enologo che propone riflessioni critiche sul vino e sulla enogastronomia&quot;. Il nostro padron di casa si. Chi si assume - e si vanta di - posizioni critiche, prende un impegno di indipendenza, di imparzialitá e di virtu´giornalistica con i propri lettori. Impegno che obbliga ad un minimo di trasparenza  e ad un minimo di oggettivitá. Saró rimasto il solo a non capirlo, e me ne scuso con tutti,  ma questa antipatia di Franco per diversi attori del mondo vinicolo italiano non mi sembra oggettivamente motivata da i vini di questi attori.  Anche perché questi vini buoni o cattivi che siano, non vengono recensiti da Franco. Quindi mi sembra che venga meno al suo stesso assunto di riflessioni critiche. Allora siamo all&#039;antipatia pura, fine a se stessa ? E va bene: sano sentimento e diritto di Franco e di tutti. Peró secondo me ne perde, il blog,  in chiarezza.  Chi capitasse qui per la prima volta avrebbe qualche difficoltá a capire la &quot;malcelata esultanza&quot; ( l&#039; espressione non é mia, ma va a pennello) di un giornalista ed enologo, quindi di uno che appartiene allo stesso mondo, per un incidente di percorso di un Angelo Gaja. Quindi : visto che vini di Gaja non vengono assaggiati/ recensiti, visto che nel giro di dieci giorni gli viene &quot;dato addosso&quot;due volte, mi sembra legittima la domanda :&quot;Oltre la sana e naturale antipatia di cui sopra, cosa avrá fatto Angelo Gaja a Franco Ziliani ?&quot; La risposta la puo´dare solo Franco Ziliani.
Io non ne ho la piu´pallida idea.

@Marco Arturi: Franco ha riferito di seconda mano. Non é un peccato mortale, ma e´un dato di fatto.
Non altre volte, non sempre: questa volta si. La domanda seguente che poni é interessantissima. In ogni caso é una &quot;riflessione critica&quot; che credo interessi tutti i visitatori di questo blog. Qualche idea la avrei ma per non uscire dal seminato  rispondo velocemente 

@Mario Crosta: esiste in rete un simpaticissimo sito &quot;Anti-Juve&quot;. Uno capita lì ed almeno sa che aria tira. 
Visto che  il vino bevuto sul sito Vino al Vino divide moltissimo  spazio  con una serie di &quot;antipatie&quot; istituzionali, forse sarebbe bene chiamarlo &quot;Anti Slow Food&quot; o &quot;Anti Luca Maroni&quot; o magari cambiare il titolo di settimana in settimana per onorare l&#039; antipatico di turno. In tal modo Franco potrebbe con maggior tranquillitá argomentare con gli insulti ed insultini che se da una parte rafforzano la sua &quot;griffe&quot; dall&#039;altra possono anche servire a mascherare il fatto che di risposte concrete nisba. Correggimi se sbaglio, ma oltre il fatto di metterci nome e cognome, non mi sembra né di aver dato colpi sotto la cintura, né di provocare per provocare, né di non fare altro che &quot;riflettere criticamente&quot; su quanto Franco, scrivendo, mette a disposizione dei frequentatori del suo blog. Il fatto di proclamarsi indipendente e´cosa buona, ma non é che liberi dal dovere di un minimo di oggettivitá. Poi mi sembra che oltre a te esistano
giornalisti enogastronomici, validi, che campano dignitosamente senza asservirsi a chicchessia e senza eleggersi dei &quot;contrasti&quot; per mettere in luce se stessi. Quindi anche la frase &quot;...perché in Italia si fa carriera blandendo i potenti, anche nel mondo del vino, non criticandoli&quot; mi sembra non solo una grandissima baggianata, ma anche, con il suo sparare nel mucchio, offensiva verso tutti i suoi colleghi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Sara: voglio rispondere alla tua domanda diretta (grazie) . Tu sei liberissima, dopo averne letto mezza pagina o anche solo visto una fotografia in quarta di copertina, di dire che lo scrittore X non ti piace. Giá dire che non sa scrivere é un passo piu´in la. E comunque la differenza é fondamentale: tu non ti presenti come &#8220;giornalista ed enologo che propone riflessioni critiche sul vino e sulla enogastronomia&#8221;. Il nostro padron di casa si. Chi si assume &#8211; e si vanta di &#8211; posizioni critiche, prende un impegno di indipendenza, di imparzialitá e di virtu´giornalistica con i propri lettori. Impegno che obbliga ad un minimo di trasparenza  e ad un minimo di oggettivitá. Saró rimasto il solo a non capirlo, e me ne scuso con tutti,  ma questa antipatia di Franco per diversi attori del mondo vinicolo italiano non mi sembra oggettivamente motivata da i vini di questi attori.  Anche perché questi vini buoni o cattivi che siano, non vengono recensiti da Franco. Quindi mi sembra che venga meno al suo stesso assunto di riflessioni critiche. Allora siamo all&#8217;antipatia pura, fine a se stessa ? E va bene: sano sentimento e diritto di Franco e di tutti. Peró secondo me ne perde, il blog,  in chiarezza.  Chi capitasse qui per la prima volta avrebbe qualche difficoltá a capire la &#8220;malcelata esultanza&#8221; ( l&#8217; espressione non é mia, ma va a pennello) di un giornalista ed enologo, quindi di uno che appartiene allo stesso mondo, per un incidente di percorso di un Angelo Gaja. Quindi : visto che vini di Gaja non vengono assaggiati/ recensiti, visto che nel giro di dieci giorni gli viene &#8220;dato addosso&#8221;due volte, mi sembra legittima la domanda :&#8221;Oltre la sana e naturale antipatia di cui sopra, cosa avrá fatto Angelo Gaja a Franco Ziliani ?&#8221; La risposta la puo´dare solo Franco Ziliani.<br />
Io non ne ho la piu´pallida idea.</p>
<p>@Marco Arturi: Franco ha riferito di seconda mano. Non é un peccato mortale, ma e´un dato di fatto.<br />
Non altre volte, non sempre: questa volta si. La domanda seguente che poni é interessantissima. In ogni caso é una &#8220;riflessione critica&#8221; che credo interessi tutti i visitatori di questo blog. Qualche idea la avrei ma per non uscire dal seminato  rispondo velocemente </p>
<p>@Mario Crosta: esiste in rete un simpaticissimo sito &#8220;Anti-Juve&#8221;. Uno capita lì ed almeno sa che aria tira.<br />
Visto che  il vino bevuto sul sito Vino al Vino divide moltissimo  spazio  con una serie di &#8220;antipatie&#8221; istituzionali, forse sarebbe bene chiamarlo &#8220;Anti Slow Food&#8221; o &#8220;Anti Luca Maroni&#8221; o magari cambiare il titolo di settimana in settimana per onorare l&#8217; antipatico di turno. In tal modo Franco potrebbe con maggior tranquillitá argomentare con gli insulti ed insultini che se da una parte rafforzano la sua &#8220;griffe&#8221; dall&#8217;altra possono anche servire a mascherare il fatto che di risposte concrete nisba. Correggimi se sbaglio, ma oltre il fatto di metterci nome e cognome, non mi sembra né di aver dato colpi sotto la cintura, né di provocare per provocare, né di non fare altro che &#8220;riflettere criticamente&#8221; su quanto Franco, scrivendo, mette a disposizione dei frequentatori del suo blog. Il fatto di proclamarsi indipendente e´cosa buona, ma non é che liberi dal dovere di un minimo di oggettivitá. Poi mi sembra che oltre a te esistano<br />
giornalisti enogastronomici, validi, che campano dignitosamente senza asservirsi a chicchessia e senza eleggersi dei &#8220;contrasti&#8221; per mettere in luce se stessi. Quindi anche la frase &#8220;&#8230;perché in Italia si fa carriera blandendo i potenti, anche nel mondo del vino, non criticandoli&#8221; mi sembra non solo una grandissima baggianata, ma anche, con il suo sparare nel mucchio, offensiva verso tutti i suoi colleghi.</p>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5990</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 14:35:46 +0000</pubDate>
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		<description>Marco, non mi riferivo di certo a te e ho ben capito e apprezzato lo spirito del tuo commento. Sono consapevole che se solo non ci mettiamo a parlare di politica (o forse anche in quel caso, chissà...) io e te siamo destinati ad andare d&#039;accordo (ricordi quell&#039;incontro tra i vigneti di Rabajà a Barbaresco lo scorso settembre?) soprattutto quando é il Nebbiolo (di Langa of course) il filo rosso che unisce i nostri discorsi... :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, non mi riferivo di certo a te e ho ben capito e apprezzato lo spirito del tuo commento. Sono consapevole che se solo non ci mettiamo a parlare di politica (o forse anche in quel caso, chissà&#8230;) io e te siamo destinati ad andare d&#8217;accordo (ricordi quell&#8217;incontro tra i vigneti di Rabajà a Barbaresco lo scorso settembre?) soprattutto quando é il Nebbiolo (di Langa of course) il filo rosso che unisce i nostri discorsi&#8230; <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Marco Arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5989</link>
		<dc:creator>Marco Arturi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 14:22:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ Ziliani: il mio commentino voleva essere solo una battuta riferita a un recente post che vedeva protagonista lo stesso Gaja in relazione alla classifica di Wine Spectator. Non sono esattamente io, ti informo, a mettere in discussione il tuo pieno e sacrosanto diritto di fare informazione. Forse non hai avuto il tempo di leggere tutti i commenti dell&#039;altro post dedicato a Gaja.
@ Merolli: Io non condivido le sue impressioni, signor Merolli, perché non credo che Ziliani faccia del &quot;giornalismo di seconda mano&quot;. Anzi, contesto questa affermazione che, me lo lasci dire, mi ha fatto sorridere. Ma tutto sommato credo che lei sia andato oltre le sue stesse intenzioni scrivendo una cosa del genere.
Detto questo, vorrei solo aggiungere che magari (ma è solo una mia umilissima opinione) sarebbe più utile e interessante  chiedersi perché il nostro vino all&#039;estero continua a non essere riconosciuto come meriterebbe, neanche quando a vestire i panni dell&#039;&quot;ambasciatore&quot; è Angelo Gaja, comunicatore e imprenditore di altissimo livello. Non sarà mica che - provo ad azzardare - il tentativo di &quot;contrabbandare&quot; (passatemi il termine) un&#039;immagine dell&#039;Italia enologica standardizzata, all&#039;inseguimento di modelli globali con i quali non ha (avrebbe...) nulla da spartire si sta rivelando fallimentare? Non sarà che, anziché puntare sui &quot;road show&quot; con protagonisti le &quot;aziende top&quot;, che sanno tanto di elitario ed esclusivo sarebbe meglio tentare di proporre i nostri vini per quello che sono, con tutto il loro patrimonio di tipicità e storia, possibilmente associandoli in maniera inequivocabile al territorio nel quale nascono e del quale sono espressione? Sicuramente si tratta di una strada più difficile, ma chi ha detto che sarebbe impercorribile? Non sarà per caso arrivato il momento di proporre il nostro vino come fenomeno culturale anziché come prodotto di lusso, come &quot;bene voluttuario&quot;? In fondo, tutto ciò che abbiamo da perdere sono la &quot;Top 100&quot; di Wine Spectator e una sala vuota a San Sebastian. Ma forse ho scritto poi le stesse cose che pensa Franco, che cerca attraverso l&#039;arma dell&#039;ironia di mettere alla berlina i risultati di quella che si sta rivelando una strategia da rivedere. Il che non toglie proprio nulla alle capacità e al valore di Angelo Gaja, che rimane sempre &quot;le Roy&quot;. Almeno qui in Italia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Ziliani: il mio commentino voleva essere solo una battuta riferita a un recente post che vedeva protagonista lo stesso Gaja in relazione alla classifica di Wine Spectator. Non sono esattamente io, ti informo, a mettere in discussione il tuo pieno e sacrosanto diritto di fare informazione. Forse non hai avuto il tempo di leggere tutti i commenti dell&#8217;altro post dedicato a Gaja.<br />
@ Merolli: Io non condivido le sue impressioni, signor Merolli, perché non credo che Ziliani faccia del &#8220;giornalismo di seconda mano&#8221;. Anzi, contesto questa affermazione che, me lo lasci dire, mi ha fatto sorridere. Ma tutto sommato credo che lei sia andato oltre le sue stesse intenzioni scrivendo una cosa del genere.<br />
Detto questo, vorrei solo aggiungere che magari (ma è solo una mia umilissima opinione) sarebbe più utile e interessante  chiedersi perché il nostro vino all&#8217;estero continua a non essere riconosciuto come meriterebbe, neanche quando a vestire i panni dell&#8217;&#8221;ambasciatore&#8221; è Angelo Gaja, comunicatore e imprenditore di altissimo livello. Non sarà mica che &#8211; provo ad azzardare &#8211; il tentativo di &#8220;contrabbandare&#8221; (passatemi il termine) un&#8217;immagine dell&#8217;Italia enologica standardizzata, all&#8217;inseguimento di modelli globali con i quali non ha (avrebbe&#8230;) nulla da spartire si sta rivelando fallimentare? Non sarà che, anziché puntare sui &#8220;road show&#8221; con protagonisti le &#8220;aziende top&#8221;, che sanno tanto di elitario ed esclusivo sarebbe meglio tentare di proporre i nostri vini per quello che sono, con tutto il loro patrimonio di tipicità e storia, possibilmente associandoli in maniera inequivocabile al territorio nel quale nascono e del quale sono espressione? Sicuramente si tratta di una strada più difficile, ma chi ha detto che sarebbe impercorribile? Non sarà per caso arrivato il momento di proporre il nostro vino come fenomeno culturale anziché come prodotto di lusso, come &#8220;bene voluttuario&#8221;? In fondo, tutto ciò che abbiamo da perdere sono la &#8220;Top 100&#8243; di Wine Spectator e una sala vuota a San Sebastian. Ma forse ho scritto poi le stesse cose che pensa Franco, che cerca attraverso l&#8217;arma dell&#8217;ironia di mettere alla berlina i risultati di quella che si sta rivelando una strategia da rivedere. Il che non toglie proprio nulla alle capacità e al valore di Angelo Gaja, che rimane sempre &#8220;le Roy&#8221;. Almeno qui in Italia&#8230;</p>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5988</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 14:11:53 +0000</pubDate>
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		<description>grazie Mario a ricordare quell&#039;articolo pubblicato su WineReport. Con Gaja sono anni che scrivo, in solitudine, cose che suscitano discussioni,che possono piacere o meno, ma che sono convinto che lui, intendo El Rey, in cuor suo considera oneste e legittime, perché scritte senza alcun secondo fine. Ma  certi personaggi non perderanno tempo a leggere e a capire e continueranno la loro stroncatura nei miei confronti, ricorrendo anche a colpi sotto la cintura, per puro partito preso, per provocare. Ma chi se ne frega Mario, sono solo &quot;merollate&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Mario a ricordare quell&#8217;articolo pubblicato su WineReport. Con Gaja sono anni che scrivo, in solitudine, cose che suscitano discussioni,che possono piacere o meno, ma che sono convinto che lui, intendo El Rey, in cuor suo considera oneste e legittime, perché scritte senza alcun secondo fine. Ma  certi personaggi non perderanno tempo a leggere e a capire e continueranno la loro stroncatura nei miei confronti, ricorrendo anche a colpi sotto la cintura, per puro partito preso, per provocare. Ma chi se ne frega Mario, sono solo &#8220;merollate&#8221;!</p>
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		<title>Di: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5987</link>
		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 14:05:17 +0000</pubDate>
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		<description>Per i pigri, riporto la conclusione del tuo articolo (ricordando che pero&#039; 600 persone del vino l&#039;hanno pensata diversamente da te e da me...):
&quot;E poi, signori cari, autorevoli esperti e osservatori, ma come diavolo si fa a pensare ad una classifica di 12 vini dodici “considerati vere bandiere di qualità”, vini che, lo dicono gli organizzatori, “hanno segnato in maniera incisiva la rinascita e il trionfo della moderna enologia italiana”, senza includere, doverosamente, un personaggio come Angelo Gaja, che ha rivoluzionato (nel bene e nel male) il panorama del Barbaresco e di tutti i vini albesi e piemontesi, e ha fatto per l’immagine e per il prestigio del vino italiano più di tutto quello che potranno fare, messi insieme, i Planeta, gli Argiolas, la famiglia Rallo e Jermann ?
Dove sarebbero oggi, buona parte dei produttori italiani, su quali mercati proverebbero a vendere i loro vini (e a quale prezzo?) se non fosse esistito un personaggio locomotiva come monsù Angelo Gaja ? Dimenticare il ruolo fondamentale di questo uomo del vino, che spesso ho criticato per talune sue scelte discutibili, ma che resta sempre e comunque una persona dall’intelligenza e dalle capacità fuori dal comune, che ha avuto un ruolo centrale nella storia del vino italiano degli ultimi venticinque anni, costituisce non solo una miopia intollerabile per degli “esperti”, ma assume tutto l’aspetto di un irriconoscente e, mi si consenta, un po’ vile calcio dell’asino, (il secondo sferrato a Gaja dopo il recente pesante attacco rivoltogli dal Robert Parker der Tufello: leggi l&#039;articolo), atteggiamento ancora più squallido, soprattutto da parte di persone, che per una vita, si sono distinte nel legare l’asino dove voleva il padrone di turno…

Il Franco tiratore&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per i pigri, riporto la conclusione del tuo articolo (ricordando che pero&#8217; 600 persone del vino l&#8217;hanno pensata diversamente da te e da me&#8230;):<br />
&#8220;E poi, signori cari, autorevoli esperti e osservatori, ma come diavolo si fa a pensare ad una classifica di 12 vini dodici “considerati vere bandiere di qualità”, vini che, lo dicono gli organizzatori, “hanno segnato in maniera incisiva la rinascita e il trionfo della moderna enologia italiana”, senza includere, doverosamente, un personaggio come Angelo Gaja, che ha rivoluzionato (nel bene e nel male) il panorama del Barbaresco e di tutti i vini albesi e piemontesi, e ha fatto per l’immagine e per il prestigio del vino italiano più di tutto quello che potranno fare, messi insieme, i Planeta, gli Argiolas, la famiglia Rallo e Jermann ?<br />
Dove sarebbero oggi, buona parte dei produttori italiani, su quali mercati proverebbero a vendere i loro vini (e a quale prezzo?) se non fosse esistito un personaggio locomotiva come monsù Angelo Gaja ? Dimenticare il ruolo fondamentale di questo uomo del vino, che spesso ho criticato per talune sue scelte discutibili, ma che resta sempre e comunque una persona dall’intelligenza e dalle capacità fuori dal comune, che ha avuto un ruolo centrale nella storia del vino italiano degli ultimi venticinque anni, costituisce non solo una miopia intollerabile per degli “esperti”, ma assume tutto l’aspetto di un irriconoscente e, mi si consenta, un po’ vile calcio dell’asino, (il secondo sferrato a Gaja dopo il recente pesante attacco rivoltogli dal Robert Parker der Tufello: leggi l&#8217;articolo), atteggiamento ancora più squallido, soprattutto da parte di persone, che per una vita, si sono distinte nel legare l’asino dove voleva il padrone di turno…</p>
<p>Il Franco tiratore&#8221;</p>
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		<title>Di: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5986</link>
		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 14:01:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html#comment-5986</guid>
		<description>Francoooooooo, tre pappine ai turcomanni e rimaniamo in Coppa, ma come tutti gli interisti sia tu che io siamo anche fin troppo critici con la nostra squadra del cuore, speriamo che vinca la Coppa ma siamo i primi a non esserne convinti. Il cuore non va dove va il cervello. E con Angelo Gaja e&#039; la stessa cosa. Uno dei suoi disse una volta che Gaja era come la Juve, obbligato sempre a vincere. Poi e&#039; arrivata Calciopoli e quello stesso suo amico non se l&#039;e&#039; piu&#039; sentita di dire la stessa cosa. In effetti Gaja fa notizia solo quando non vince, proprio perche&#039; quando vince lo fa sempre e solo meritatamente, senza alcun sotterfugio, senza muovere le amicizie potenti, senza svendere i gioielli di famiglia, senza pretendere Coppe nei corridoi sotterranei degli stadi con la guerriglia sopra le teste dei calciatori, come avvenne a Bruxelles. Non capisco perche&#039; quelli che scrivono che tu sei anti-Gaja non vadano a leggersi questo tuo articolo http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=21&amp;IDNews=1215</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francoooooooo, tre pappine ai turcomanni e rimaniamo in Coppa, ma come tutti gli interisti sia tu che io siamo anche fin troppo critici con la nostra squadra del cuore, speriamo che vinca la Coppa ma siamo i primi a non esserne convinti. Il cuore non va dove va il cervello. E con Angelo Gaja e&#8217; la stessa cosa. Uno dei suoi disse una volta che Gaja era come la Juve, obbligato sempre a vincere. Poi e&#8217; arrivata Calciopoli e quello stesso suo amico non se l&#8217;e&#8217; piu&#8217; sentita di dire la stessa cosa. In effetti Gaja fa notizia solo quando non vince, proprio perche&#8217; quando vince lo fa sempre e solo meritatamente, senza alcun sotterfugio, senza muovere le amicizie potenti, senza svendere i gioielli di famiglia, senza pretendere Coppe nei corridoi sotterranei degli stadi con la guerriglia sopra le teste dei calciatori, come avvenne a Bruxelles. Non capisco perche&#8217; quelli che scrivono che tu sei anti-Gaja non vadano a leggersi questo tuo articolo <a href="http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=21&amp;IDNews=1215" rel="nofollow">http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=21&amp;IDNews=1215</a></p>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5984</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 12:38:21 +0000</pubDate>
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		<description>gentilissima Sara, non perdere tempo con quella persona che non solo io, ma molti lettori di questo blog hanno imparato a conoscere. E&#039; un defensor fidei a spada tratta, qualsiasi cosa faccia, di El Rey, uno che interviene solo per darmi contro e tentare di provocarmi. Ma io non abbocco più, pubblico, anche quando sarebbero da querela, le sue intemerate e lascio dire. Non ti curar di lui ma guarda e passa. Al massimo una postilla ai suoi commenti con questa scritta &quot;ma chi se ne frega!&quot;. Ai lettori e commentatori di buona volontà, non al tizio, chiedo invece: come giudichereste un giornalista che fosse stato presente a San Sebastian al &quot;floppone&quot; di Gaja e che invece di raccontarlo avesse preferito tacere? Quale aggettivo utilizzereste per lui: saggio e ragionevole, conformista, pavido, oppure complice? Io che non sono nessuna di queste cose (perché in Italia si fa carriera blandendo i potenti, anche nel mondo del vino, non criticandoli) ho deciso, di fronte ad un&#039;informazione precisa arrivatami da più fonti presenti alla conferenza, pubblicare, facendo il mio dovere di giornalista, che é quello d&#039;informare e non di tacere o fare finta di niente, seppure per umana pietas...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gentilissima Sara, non perdere tempo con quella persona che non solo io, ma molti lettori di questo blog hanno imparato a conoscere. E&#8217; un defensor fidei a spada tratta, qualsiasi cosa faccia, di El Rey, uno che interviene solo per darmi contro e tentare di provocarmi. Ma io non abbocco più, pubblico, anche quando sarebbero da querela, le sue intemerate e lascio dire. Non ti curar di lui ma guarda e passa. Al massimo una postilla ai suoi commenti con questa scritta &#8220;ma chi se ne frega!&#8221;. Ai lettori e commentatori di buona volontà, non al tizio, chiedo invece: come giudichereste un giornalista che fosse stato presente a San Sebastian al &#8220;floppone&#8221; di Gaja e che invece di raccontarlo avesse preferito tacere? Quale aggettivo utilizzereste per lui: saggio e ragionevole, conformista, pavido, oppure complice? Io che non sono nessuna di queste cose (perché in Italia si fa carriera blandendo i potenti, anche nel mondo del vino, non criticandoli) ho deciso, di fronte ad un&#8217;informazione precisa arrivatami da più fonti presenti alla conferenza, pubblicare, facendo il mio dovere di giornalista, che é quello d&#8217;informare e non di tacere o fare finta di niente, seppure per umana pietas&#8230;</p>
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		<title>Di: Sara</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html/comment-page-1#comment-5983</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 12:25:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2007/11/sorpresa-in-spagna-le-roi-non-e-el-rey%e2%80%a6-cronache-da-lo-meyor-de-la-gastronomia.html#comment-5983</guid>
		<description>Io non capisco. Allora: a me uno scrittore non piace, non mi piace il suo stile, non mi piacciono gli argomenti che tratta e nemmeno il modo in cui li tratta. Sono quindi libera di dire che, secondo il mio punto di vista, non sappia scrivere. I motivi del mio giudizio non sono importanti. Ora: quando parlerò con altre persone di questo scrittore, esporrò sempre e comunque su di lui un giudizio negativo. &quot;Ma cosa ti ha fatto di male, questo povero tizio?&quot; Niente. E perché mai dovrebbe avermi fatto qualcosa? Tanto più che potrebbe essere morto cent&#039;anni fa e, anche se fosse ancora vivo, potrei non averlo mai incontrato.
Quindi chiedo al sig. Merolli: perché continua a credere che sotto il giudizio di Ziliani ci sia qualcosa che egli non vuole dire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non capisco. Allora: a me uno scrittore non piace, non mi piace il suo stile, non mi piacciono gli argomenti che tratta e nemmeno il modo in cui li tratta. Sono quindi libera di dire che, secondo il mio punto di vista, non sappia scrivere. I motivi del mio giudizio non sono importanti. Ora: quando parlerò con altre persone di questo scrittore, esporrò sempre e comunque su di lui un giudizio negativo. &#8220;Ma cosa ti ha fatto di male, questo povero tizio?&#8221; Niente. E perché mai dovrebbe avermi fatto qualcosa? Tanto più che potrebbe essere morto cent&#8217;anni fa e, anche se fosse ancora vivo, potrei non averlo mai incontrato.<br />
Quindi chiedo al sig. Merolli: perché continua a credere che sotto il giudizio di Ziliani ci sia qualcosa che egli non vuole dire?</p>
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