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	<title>Commenti a: Tu chiamale, se vuoi, sinergie… Del ménage à deux Slow Food – Gruppo Italiano Vini</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/tu-chiamale-se-vuoi-sinergie%e2%80%a6-del-menage-a-deux-slow-food-%e2%80%93-gruppo-italiano-vini.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 16:09:25 +0000</pubDate>
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		<title>By: Briscola</title>
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		<author>Briscola</author>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 09:54:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sotto l'ombra di possenti fichi d'India dell'Etna, si riunì il nobile consesso. Ciascun nobile, con il suo blasonato patronimico. Spiccava, tra gli altri, il primo stato, quello dei prosciutti: il Marchese Prosciutto di Carpegna, il Conte Prosciutto di Modena, il Duca Prosciutto di Parma, il Principe Prosciutto di San Daniele, il Plenipotenziario Prosciutto Toscano e il Cavalier Prosciutto di Veneto Berico Euganeo. Nel parterre de roi, attendevano in silenzio altri figuri di sangue blu, tra i quali si distinguevano Madama Oliva La Bella della Daunia e Don Capocollo di Calabria. "Orsù - proruppe in incipit il cerimoniere ufficiale, Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese Nocerino, anch'egli di gentile blasone - diamo avvio alla journée d'étude. Pare, si rumoreggia, si dice, si sussurra, che a taluni, ma pochi, dia fastidio la tipicità". Un "ohhhhhhhhhhhh" di disappunto si levò dalla sala. "Vi prego di contenere le vostre esternazioni, miei nobili amici, senza scordare il vostro alto rango", riprese il cerimoniere. "Ora illustrerò a voi tutti le ragioni della querelle - proseguì con tono deciso Pomodoro San Marzano dell'Agro Senese Nocerino -. Pare che il popolo di umani...". Il cerimoniere dovette interrompersi e attendere che il consesso nobiliare si riprendesse dal disagio creato dalle ultime parole da lui pronunciate. "Sono consapevole quanto voi - continuò, ottenuto il silenzio - della gravità di quanto detto. Ho detto 'popolo', ebbene, sì. Sono costretto a dirlo, sebben mi ripugni. Ho detto 'popolo' e mi riferisco a... - e qui Pomodoro fece una pausa di suspense, si schiarì la voce, si levò in piedi e tuonò - ... a quanti non son disposti a ossequiare e venerare la differenza fra salame del qui e salame del là, limone del giù e limone del su, cipolla di manca e cipolla di dritta, caciotta dell'hic e caciotta dell'hoc, salsiccia dell'ora  e salsiccia del prima!". Madama Oliva La Bella della Daunia ebbe un accenno di svenimento, immediatamente soccorsa dal valletto Aceto Balsamico di Modena. "E' chiaro invece a noi tutti che ogni luogo ha la sua tipicità, che va riconosciuta, finanziata, valorizzata e pagata, sì, signori, pagata sottolineo, perché la patata di rango non è un caso, né lo è la gallina nata da uova auliche o il maiale scaturito da nobili lombi". L'applauso scattò spontaneo. "E aggiungo: vero è che, per fortuna, non esiste paese o villaggio che non abbia la sua tipicità, cosa che ci aggrada e che ancor più ci rincuorerebbe se ogni frazione, che dico... ogni casa, ogni alloggio di ogni condominio, avesse la propria! E saremmo orgogliosi se i pasti, cucinati con le tipicità, raddoppiassero, meglio, triplicassero, oppure, centuplicassero il loro costo!". Il pubblico sollevò le braccia e una ola partì nel parterre. "Prendo atto della vostra condivisione del mio pensiero - proseguì Pomodoro - e vorrei prendeste voi atto che, negli ultimi anni, vari umani ci hanno sostenuto in questo, inventando migliaia di micro e macro iniziative, una per ogni paese, talora più iniziative nello stesso paese, nella stessa piazza, nella stessa sera, nella stessa ora. Evviva!". Di nuovo scattò l'applauso. "Ma - e il tono si fece solenne - qualcuno ora insinua il dubbio che le tipicità siano troppe, che un po' ovunque in Italia, ad esempio, si faccia il pane! A voi risulta?". La folla urlò all'unisono: "No!". "Qualcuno - continuò Pomodoro - sostiene, mi spiace dovervelo riferire e far nomi, ma la causa lo esige - che il tartufo sia un tubero, un  tu - be - ro!, il cui prezzo raggiunto è in - giu - sti - fi - ca - to!". Alcuni nobili piemontesi abbandonarono la sala. "Vi prego, rincorrete gli amici sabaudi e riportateli a noi - chiese Pomodoro -. Nel loro caso, ad esempio, gli umani danno man forte: alle loro fiere di promozione, gli adulti pagano l'ingresso ma i bambini sotto i 12 anni, che son come si sa i più forti acquirenti e consumatori di tartufi, entrano gratis!". "Bravi, bravi gli organizzatori!", urlò la folla. Il Pomodoro proseguì: "Dobbiamo armarci, difendere il nostro rango e il nostro ruolo. C'è chi organizza tornei e concerti, balli in piazza, cene da non meno di 300 euro procapite pur di sostenerci...Non possiamo deluderli. Resistiamo, noi che siamo la roccaforte del meglio del meglio del meglio. Resistiamo anche verso i parvenus, le tipicità dell'ultima ora, che vivono parassite del nostro successo, borghesi arrivati, anguille delle Alpi, fonduta del Golfo di Taranto, cappero del Monte Bianco, cinta di Misterbianco! Noi costiamo perché valiamo!". Uno scrosciante applauso terminò il consesso.
Fuori iniziava a piovere, sebbene fosse luglio, un 14 luglio.

Many kisses!
Brisco.La</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto l&#8217;ombra di possenti fichi d&#8217;India dell&#8217;Etna, si riunì il nobile consesso. Ciascun nobile, con il suo blasonato patronimico. Spiccava, tra gli altri, il primo stato, quello dei prosciutti: il Marchese Prosciutto di Carpegna, il Conte Prosciutto di Modena, il Duca Prosciutto di Parma, il Principe Prosciutto di San Daniele, il Plenipotenziario Prosciutto Toscano e il Cavalier Prosciutto di Veneto Berico Euganeo. Nel parterre de roi, attendevano in silenzio altri figuri di sangue blu, tra i quali si distinguevano Madama Oliva La Bella della Daunia e Don Capocollo di Calabria. &#8220;Orsù - proruppe in incipit il cerimoniere ufficiale, Pomodoro San Marzano dell&#8217;Agro Sarnese Nocerino, anch&#8217;egli di gentile blasone - diamo avvio alla journée d&#8217;étude. Pare, si rumoreggia, si dice, si sussurra, che a taluni, ma pochi, dia fastidio la tipicità&#8221;. Un &#8220;ohhhhhhhhhhhh&#8221; di disappunto si levò dalla sala. &#8220;Vi prego di contenere le vostre esternazioni, miei nobili amici, senza scordare il vostro alto rango&#8221;, riprese il cerimoniere. &#8220;Ora illustrerò a voi tutti le ragioni della querelle - proseguì con tono deciso Pomodoro San Marzano dell&#8217;Agro Senese Nocerino -. Pare che il popolo di umani&#8230;&#8221;. Il cerimoniere dovette interrompersi e attendere che il consesso nobiliare si riprendesse dal disagio creato dalle ultime parole da lui pronunciate. &#8220;Sono consapevole quanto voi - continuò, ottenuto il silenzio - della gravità di quanto detto. Ho detto &#8216;popolo&#8217;, ebbene, sì. Sono costretto a dirlo, sebben mi ripugni. Ho detto &#8216;popolo&#8217; e mi riferisco a&#8230; - e qui Pomodoro fece una pausa di suspense, si schiarì la voce, si levò in piedi e tuonò - &#8230; a quanti non son disposti a ossequiare e venerare la differenza fra salame del qui e salame del là, limone del giù e limone del su, cipolla di manca e cipolla di dritta, caciotta dell&#8217;hic e caciotta dell&#8217;hoc, salsiccia dell&#8217;ora  e salsiccia del prima!&#8221;. Madama Oliva La Bella della Daunia ebbe un accenno di svenimento, immediatamente soccorsa dal valletto Aceto Balsamico di Modena. &#8220;E&#8217; chiaro invece a noi tutti che ogni luogo ha la sua tipicità, che va riconosciuta, finanziata, valorizzata e pagata, sì, signori, pagata sottolineo, perché la patata di rango non è un caso, né lo è la gallina nata da uova auliche o il maiale scaturito da nobili lombi&#8221;. L&#8217;applauso scattò spontaneo. &#8220;E aggiungo: vero è che, per fortuna, non esiste paese o villaggio che non abbia la sua tipicità, cosa che ci aggrada e che ancor più ci rincuorerebbe se ogni frazione, che dico&#8230; ogni casa, ogni alloggio di ogni condominio, avesse la propria! E saremmo orgogliosi se i pasti, cucinati con le tipicità, raddoppiassero, meglio, triplicassero, oppure, centuplicassero il loro costo!&#8221;. Il pubblico sollevò le braccia e una ola partì nel parterre. &#8220;Prendo atto della vostra condivisione del mio pensiero - proseguì Pomodoro - e vorrei prendeste voi atto che, negli ultimi anni, vari umani ci hanno sostenuto in questo, inventando migliaia di micro e macro iniziative, una per ogni paese, talora più iniziative nello stesso paese, nella stessa piazza, nella stessa sera, nella stessa ora. Evviva!&#8221;. Di nuovo scattò l&#8217;applauso. &#8220;Ma - e il tono si fece solenne - qualcuno ora insinua il dubbio che le tipicità siano troppe, che un po&#8217; ovunque in Italia, ad esempio, si faccia il pane! A voi risulta?&#8221;. La folla urlò all&#8217;unisono: &#8220;No!&#8221;. &#8220;Qualcuno - continuò Pomodoro - sostiene, mi spiace dovervelo riferire e far nomi, ma la causa lo esige - che il tartufo sia un tubero, un  tu - be - ro!, il cui prezzo raggiunto è in - giu - sti - fi - ca - to!&#8221;. Alcuni nobili piemontesi abbandonarono la sala. &#8220;Vi prego, rincorrete gli amici sabaudi e riportateli a noi - chiese Pomodoro -. Nel loro caso, ad esempio, gli umani danno man forte: alle loro fiere di promozione, gli adulti pagano l&#8217;ingresso ma i bambini sotto i 12 anni, che son come si sa i più forti acquirenti e consumatori di tartufi, entrano gratis!&#8221;. &#8220;Bravi, bravi gli organizzatori!&#8221;, urlò la folla. Il Pomodoro proseguì: &#8220;Dobbiamo armarci, difendere il nostro rango e il nostro ruolo. C&#8217;è chi organizza tornei e concerti, balli in piazza, cene da non meno di 300 euro procapite pur di sostenerci&#8230;Non possiamo deluderli. Resistiamo, noi che siamo la roccaforte del meglio del meglio del meglio. Resistiamo anche verso i parvenus, le tipicità dell&#8217;ultima ora, che vivono parassite del nostro successo, borghesi arrivati, anguille delle Alpi, fonduta del Golfo di Taranto, cappero del Monte Bianco, cinta di Misterbianco! Noi costiamo perché valiamo!&#8221;. Uno scrosciante applauso terminò il consesso.<br />
Fuori iniziava a piovere, sebbene fosse luglio, un 14 luglio.</p>
<p>Many kisses!<br />
Brisco.La</p>
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		<title>By: Piripacchio</title>
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		<author>Piripacchio</author>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 16:15:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri il ministro era impegnato in comparsate varie. Anche a Milano, dicono in notevole ritardo, alla prima uscita ufficiale della Worldwide Sommelier Association. Ma lui si é visto, mentre il Sindaco Moratti pare di no...</description>
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		<title>By: Paradox</title>
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		<author>Paradox</author>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 16:05:24 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito di ministro: Paolo De Castro ha fatto una comparsata - stile "Carramba, che sorpresa!" alla premiazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di ministro: Paolo De Castro ha fatto una comparsata - stile &#8220;Carramba, che sorpresa!&#8221; alla premiazione&#8230;</p>
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		<title>By: paolo</title>
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		<author>paolo</author>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 14:44:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sciùr Franco, ma ancora si stupisce? G.I.V. é sponsor e quindi i vini li fornisce GRATIS, parola magica che in Italia piace a molti, soprattutto a Slowfood ed a LegaCoop. Quei cibi non sono ben abbinabili con quei vini? Ma loro li abbinano lo stesso e ce la raccontano che va bene così, tanto il consumatore é imbecille nonché pecora perché si autotassa per finanziare con le tessere i loro interessi. Ca va sans dire...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sciùr Franco, ma ancora si stupisce? G.I.V. é sponsor e quindi i vini li fornisce GRATIS, parola magica che in Italia piace a molti, soprattutto a Slowfood ed a LegaCoop. Quei cibi non sono ben abbinabili con quei vini? Ma loro li abbinano lo stesso e ce la raccontano che va bene così, tanto il consumatore é imbecille nonché pecora perché si autotassa per finanziare con le tessere i loro interessi. Ca va sans dire&#8230;</p>
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