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	<title>Commenti a: Sagrantino: secondo il teorico del vino frutto una Docg che non teme confronti</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Giampiero Nadali alias Aristide</title>
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		<dc:creator>Giampiero Nadali alias Aristide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 16:44:40 +0000</pubDate>
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		<description>@Franco Ziliani: qualche commento più sopra (3 Ottobre, 2007 at 08:52) non citi la fonte che definisci «un altro “difensore” ed elogiatore di Maroni». Per consentire ai tuoi lettori di farsi un&#039;idea più precisa su quanto scritto su Aristide, permittimi di segnalare il link al post intitolato «Alice, Luca Maroni, e il vino delle meraviglie»:
http://www.aristide.biz/2007/10/alice-luca-maro.html
Grazie per l&#039;ospitalità e la cordiale attenzione.
Giampiero Nadali alias Aristide</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Franco Ziliani: qualche commento più sopra (3 Ottobre, 2007 at 08:52) non citi la fonte che definisci «un altro “difensore” ed elogiatore di Maroni». Per consentire ai tuoi lettori di farsi un&#8217;idea più precisa su quanto scritto su Aristide, permittimi di segnalare il link al post intitolato «Alice, Luca Maroni, e il vino delle meraviglie»:<br />
<a href="http://www.aristide.biz/2007/10/alice-luca-maro.html" rel="nofollow">http://www.aristide.biz/2007/10/alice-luca-maro.html</a><br />
Grazie per l&#8217;ospitalità e la cordiale attenzione.<br />
Giampiero Nadali alias Aristide</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Merolli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5256</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 16:59:31 +0000</pubDate>
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		<description>@Alessandro: concordo in pieno sul NB che Luca Maroni dovrebbe aggiungere
nel sito e nelle guide. Sarebbe solo un&#039;informazione in piú al lettore della guida
ed aiuterebbe molto la chiarezza generale. Non credo che sia utopico, anzi credo sarebbe una mossa accorta e che farebbe aumentare l&#039;apprezzamento  da parte degli aficionados. Un vero professionista non si vergogna di dire per chi lavora.
Anzi io farei una sezione a parte di : &quot;Produttori da me/noi curati&quot;

@Roberto Giuliani: e´precisamente quello che ho sempre cercato di dire io.
Grazie per la puntualizzazione. Mercato estero: non so quanto le diverse guide vendano all&#039; estero. Sarebbe interessante conoscere le cifre del Gambero Rosso che é la piu´diffusa nella sua edizione inglese. Danno non fá, peró non credo che &quot;sposti&quot; molte bottiglie, anche perché esce con notevole ritardo sull&#039;edizione italiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Alessandro: concordo in pieno sul NB che Luca Maroni dovrebbe aggiungere<br />
nel sito e nelle guide. Sarebbe solo un&#8217;informazione in piú al lettore della guida<br />
ed aiuterebbe molto la chiarezza generale. Non credo che sia utopico, anzi credo sarebbe una mossa accorta e che farebbe aumentare l&#8217;apprezzamento  da parte degli aficionados. Un vero professionista non si vergogna di dire per chi lavora.<br />
Anzi io farei una sezione a parte di : &#8220;Produttori da me/noi curati&#8221;</p>
<p>@Roberto Giuliani: e´precisamente quello che ho sempre cercato di dire io.<br />
Grazie per la puntualizzazione. Mercato estero: non so quanto le diverse guide vendano all&#8217; estero. Sarebbe interessante conoscere le cifre del Gambero Rosso che é la piu´diffusa nella sua edizione inglese. Danno non fá, peró non credo che &#8220;sposti&#8221; molte bottiglie, anche perché esce con notevole ritardo sull&#8217;edizione italiana.</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandro</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5247</link>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 09:42:55 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno,
ho letto il post di Franco e tutti i commenti.
Sono un semplice appassionato e cerco di bere bene a cifre &quot;ragionevoli&quot; acquistando nella GDO, raramente in enoteca e 15/20 volte all&#039;anno dalle liste vini dei ristoranti (in pratica il bersaglio ideale di Guide - giornali- programmi TV).
Conosco Maroni dalla mia partecipazione a un suo seminario di 2 ore all&#039;interno di un VinItaly di fine anni &#039;90.
Il suo approccio basato su Consistenza - Equilibrio - Integrità lo trovai molto &quot;immediato&quot; e riproducibile nelle valutazioni dei vini, anche con amici meno esperti. 
Da allora, durante le cene oltre a considerazioni su prugna, peperone verde e pipì di gatto, si sentono affermazioni tipo: per me 26/25/28; io invece aggiungo due punti all&#039;equilibrio; guarda che non è così integro, non più di 26; ecc...
 
Vengo al &quot;conflitto d&#039;interessi&quot;.
Hanno ragione sia Franco (che difende una visione ideale) che Carlo (approccio pragmatico).
Credo che Maroni dovrebbe scrivere sulla Guida e sulla Home page del sito: N.B. l&#039;autore direttamente e le sue società possono essere coinvolte in attività di consulenza enologica e/o marketing con Cantine o Consorzi.
Mettere un asterisco di fianco a queste cantine e, a coloro che tra i suoi clienti non vuole essere segnalato, NON deve fare la recensione.

Utopistico? Forse...
Saluti
alessandro

p.s.
per me Feudi, Icardi e Lavis producono ottimi vini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno,<br />
ho letto il post di Franco e tutti i commenti.<br />
Sono un semplice appassionato e cerco di bere bene a cifre &#8220;ragionevoli&#8221; acquistando nella GDO, raramente in enoteca e 15/20 volte all&#8217;anno dalle liste vini dei ristoranti (in pratica il bersaglio ideale di Guide &#8211; giornali- programmi TV).<br />
Conosco Maroni dalla mia partecipazione a un suo seminario di 2 ore all&#8217;interno di un VinItaly di fine anni &#8217;90.<br />
Il suo approccio basato su Consistenza &#8211; Equilibrio &#8211; Integrità lo trovai molto &#8220;immediato&#8221; e riproducibile nelle valutazioni dei vini, anche con amici meno esperti.<br />
Da allora, durante le cene oltre a considerazioni su prugna, peperone verde e pipì di gatto, si sentono affermazioni tipo: per me 26/25/28; io invece aggiungo due punti all&#8217;equilibrio; guarda che non è così integro, non più di 26; ecc&#8230;</p>
<p>Vengo al &#8220;conflitto d&#8217;interessi&#8221;.<br />
Hanno ragione sia Franco (che difende una visione ideale) che Carlo (approccio pragmatico).<br />
Credo che Maroni dovrebbe scrivere sulla Guida e sulla Home page del sito: N.B. l&#8217;autore direttamente e le sue società possono essere coinvolte in attività di consulenza enologica e/o marketing con Cantine o Consorzi.<br />
Mettere un asterisco di fianco a queste cantine e, a coloro che tra i suoi clienti non vuole essere segnalato, NON deve fare la recensione.</p>
<p>Utopistico? Forse&#8230;<br />
Saluti<br />
alessandro</p>
<p>p.s.<br />
per me Feudi, Icardi e Lavis producono ottimi vini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5244</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 06:57:54 +0000</pubDate>
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		<description>Permettetemi un piccolo inciso. Le &quot;Guide&quot; si chiamano appunto &quot;Guide&quot;, non dictat. Se qualcuno le interpreta come vangelo quello rimane comunque responsabile della sua superficiale visione. Sarà lo stesso che vedrà per vangelo tutto ciò che viene detto dal giornalista del suo canale televisivo preferito, sarà lo stesso che dirà &quot;l&#039;ha detto il telegiornale&quot; ecc. ecc.
A me sembra che sono anni che una marea di gente esprime in un modo o nell&#039;altro le sue critiche a quanto legge, il che dimostra che Maroni, GR, Bibenda, Espresso, Veronelli e tutti gli altri sono visti come vangelo da molta meno gente di quanto si possa credere. Questo per quanto riguarda l&#039;Italia. In realtà le guide, quelle &quot;che contano&quot; sono orientate a condizionare molto di più il mercato estero che quello interno. Sappiamo bene che i vini costosi, i supertuscan, i bicchierati e stellati di turno, ottengono maggiore successo di vendite fuori, dove la gente si può anche permettere simili cifre. Qui, a parte qualche appassionato che si vuole togliere lo sfizio provandone uno ogni tanto, sono altri i vini di cui poi si parla e si beve.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Permettetemi un piccolo inciso. Le &#8220;Guide&#8221; si chiamano appunto &#8220;Guide&#8221;, non dictat. Se qualcuno le interpreta come vangelo quello rimane comunque responsabile della sua superficiale visione. Sarà lo stesso che vedrà per vangelo tutto ciò che viene detto dal giornalista del suo canale televisivo preferito, sarà lo stesso che dirà &#8220;l&#8217;ha detto il telegiornale&#8221; ecc. ecc.<br />
A me sembra che sono anni che una marea di gente esprime in un modo o nell&#8217;altro le sue critiche a quanto legge, il che dimostra che Maroni, GR, Bibenda, Espresso, Veronelli e tutti gli altri sono visti come vangelo da molta meno gente di quanto si possa credere. Questo per quanto riguarda l&#8217;Italia. In realtà le guide, quelle &#8220;che contano&#8221; sono orientate a condizionare molto di più il mercato estero che quello interno. Sappiamo bene che i vini costosi, i supertuscan, i bicchierati e stellati di turno, ottengono maggiore successo di vendite fuori, dove la gente si può anche permettere simili cifre. Qui, a parte qualche appassionato che si vuole togliere lo sfizio provandone uno ogni tanto, sono altri i vini di cui poi si parla e si beve.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
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		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 15:20:27 +0000</pubDate>
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		<description>@Carlo
Per chi lo segue come me da anni, la polemica è il sale che del giornalismo del Franco Tiratore! Si può essere d&#039;accordo (come spesso mi capita) oppure no nel merito delle questioni sollevate, ma parlare di un giornalismo che addita il malcapitato di turno al pubblico ludibrio mi pare un po&#039; esagerato.
Tornando &quot;in topic&quot;, io leggo spesso le degustazioni di Maroni, anche se non mi piace tantissimo il suo stile, alcune le ho trovate corrispondenti e centrate rispetto alle mie (da non professionista). Nel mio intervento ho solo citato un esempio che potrebbe nascondere qualche piccolo conflitto d&#039;interesse (o mi sbaglio?): una recensione un po&#039; sopra le righe per un prodotto (come hai detto anche tu) non cattivo ma abbastanza modesto. Ne potrei citare altri: ad es. il Morellino di Massi di Mandorlaia (zona che conosco molto bene), 83 punti contro gli 84 de Le Pupille (che io trovo nettamente superiore su tutti i fronti: tipicità, freschezza, bevibilità, &quot;frutto&quot; per dirla con Maroni).
Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Carlo<br />
Per chi lo segue come me da anni, la polemica è il sale che del giornalismo del Franco Tiratore! Si può essere d&#8217;accordo (come spesso mi capita) oppure no nel merito delle questioni sollevate, ma parlare di un giornalismo che addita il malcapitato di turno al pubblico ludibrio mi pare un po&#8217; esagerato.<br />
Tornando &#8220;in topic&#8221;, io leggo spesso le degustazioni di Maroni, anche se non mi piace tantissimo il suo stile, alcune le ho trovate corrispondenti e centrate rispetto alle mie (da non professionista). Nel mio intervento ho solo citato un esempio che potrebbe nascondere qualche piccolo conflitto d&#8217;interesse (o mi sbaglio?): una recensione un po&#8217; sopra le righe per un prodotto (come hai detto anche tu) non cattivo ma abbastanza modesto. Ne potrei citare altri: ad es. il Morellino di Massi di Mandorlaia (zona che conosco molto bene), 83 punti contro gli 84 de Le Pupille (che io trovo nettamente superiore su tutti i fronti: tipicità, freschezza, bevibilità, &#8220;frutto&#8221; per dirla con Maroni).<br />
Saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Merolli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5235</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 13:34:21 +0000</pubDate>
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		<description>Se il sor Merolli ha capito bene, il Franco ex Tiratore (di... cosa é tutto da capire)
fa un distinguo importante e sostanziale : da una parte il recensore, libero professionista, freelance impiegato da un editore, un&#039;associazione, un consorzio, insomma da terzi e ad hoc, per compiti specifici. Dall&#039; altra parte il recensore consulente che ha scelto se stesso come &quot;padrone&quot; e datore di lavoro.

Quest&#039; ultimo, per definizione, dovrebbe essere piu´&quot;disonesto&quot; perché recensisce soggetti da cui percepisce direttamente una ricompensa. E quindi e´
perlomento tentato a favorirli.

Mentre, il primo, l&#039;impiegato, dovrebbe essere per definizione &quot;onesto&quot;, perché tra il soggetto recensito ed il recensore c&#039;é il filtro dell&#039; editore, del datore di lavoro dell&#039; onesto giornalista. O anche : il filtro della libera scelta
del soggetto da recensire.

Se pur volessimo prendere questa differenza come buona e ascrivere per esempio  Franco Ziliani  alla prima categoria e Luca Maroni alla seconda, si lascia comunque aperto il fianco a qualche critica. Vediamo perché :

(a) il giudice categorizzante é una delle parti in causa. Nel caso particolare
Franco Ziliani (intellettualmente onesto)  mette Luca Maroni nella categoria degli &quot;intellettualmente disonesti&quot;. 

A me sembra che sia il pubblico con le proprie scelte a decretare la validitá dell&#039; uno piuttosto che dell&#039;altro.

(b) il datore di lavoro potrebbe essere in &quot;combutta&quot; con il recensito e passare
al recensore solo quei compiti che sa verrebbero svolti con esito favorevole al recensito.

(c) La &quot;libera scelta&quot; rimane  sempre influenzata da fattori come
simpatia, antipatia, gusti e quindi presenta una realtá comuqnue &quot;sbilanciata&quot;.

Allora, come se ne esce ? 

In due modi: non uscendone, cioé ognuno segue il Ziliani o il Maroni che preferisce e che apprezza per il loro essere &quot;onesti&quot; o &quot;disonesti&quot;. Oppure: secondo modo, disinteressandosi altamente di cosa c&#039;é dietro di chi sia prezzolato o integerrimo. Leggersi le recensioni, leggerne il piu´possibile, da piu´fonti possibili. Farsi una propria idea e a fine giornata riconoscere  che l&#039;etica é una gran bella cosa nelle aule di filosofia, ma che ha ben poco a che fare con le recensioni dei vini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se il sor Merolli ha capito bene, il Franco ex Tiratore (di&#8230; cosa é tutto da capire)<br />
fa un distinguo importante e sostanziale : da una parte il recensore, libero professionista, freelance impiegato da un editore, un&#8217;associazione, un consorzio, insomma da terzi e ad hoc, per compiti specifici. Dall&#8217; altra parte il recensore consulente che ha scelto se stesso come &#8220;padrone&#8221; e datore di lavoro.</p>
<p>Quest&#8217; ultimo, per definizione, dovrebbe essere piu´&#8221;disonesto&#8221; perché recensisce soggetti da cui percepisce direttamente una ricompensa. E quindi e´<br />
perlomento tentato a favorirli.</p>
<p>Mentre, il primo, l&#8217;impiegato, dovrebbe essere per definizione &#8220;onesto&#8221;, perché tra il soggetto recensito ed il recensore c&#8217;é il filtro dell&#8217; editore, del datore di lavoro dell&#8217; onesto giornalista. O anche : il filtro della libera scelta<br />
del soggetto da recensire.</p>
<p>Se pur volessimo prendere questa differenza come buona e ascrivere per esempio  Franco Ziliani  alla prima categoria e Luca Maroni alla seconda, si lascia comunque aperto il fianco a qualche critica. Vediamo perché :</p>
<p>(a) il giudice categorizzante é una delle parti in causa. Nel caso particolare<br />
Franco Ziliani (intellettualmente onesto)  mette Luca Maroni nella categoria degli &#8220;intellettualmente disonesti&#8221;. </p>
<p>A me sembra che sia il pubblico con le proprie scelte a decretare la validitá dell&#8217; uno piuttosto che dell&#8217;altro.</p>
<p>(b) il datore di lavoro potrebbe essere in &#8220;combutta&#8221; con il recensito e passare<br />
al recensore solo quei compiti che sa verrebbero svolti con esito favorevole al recensito.</p>
<p>(c) La &#8220;libera scelta&#8221; rimane  sempre influenzata da fattori come<br />
simpatia, antipatia, gusti e quindi presenta una realtá comuqnue &#8220;sbilanciata&#8221;.</p>
<p>Allora, come se ne esce ? </p>
<p>In due modi: non uscendone, cioé ognuno segue il Ziliani o il Maroni che preferisce e che apprezza per il loro essere &#8220;onesti&#8221; o &#8220;disonesti&#8221;. Oppure: secondo modo, disinteressandosi altamente di cosa c&#8217;é dietro di chi sia prezzolato o integerrimo. Leggersi le recensioni, leggerne il piu´possibile, da piu´fonti possibili. Farsi una propria idea e a fine giornata riconoscere  che l&#8217;etica é una gran bella cosa nelle aule di filosofia, ma che ha ben poco a che fare con le recensioni dei vini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5231</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 11:41:20 +0000</pubDate>
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		<description>al sor Merolli, quando scrive &quot;quale diritto abbiamo noi, come fruitori, consumatori a pretendere che un recensore non viva del proprio lavoro?&quot;, sfugge una fondamentale differenza. Un conto é vivere del proprio lavoro scrivendo articoli, venendo pagato dagli editori che li pubblicano, da associazioni che ti chiedono di collaborare per organizzare degustazioni. Ben altro conto é, invece, essere pagato dalle aziende per delle consulenze (di che tipo é tutto da capire) e poi sulle proprie guide o sui giornali che si editano portare in palmo di mano proprio quelle aziende di cui si é ben retribuiti consulenti. 
Anche a me capita talvolta di scrivere articoli e recensioni e note di degustazione su singole aziende e singoli vini, ma si tratta di una mia libera scelta e non giudizi che nascono, anche, da un rapporto di collaborazione-consulenza con quelle aziende. Se il sor Merolli questa fondamentale differenza non la capisce, beh, peggio per lui...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>al sor Merolli, quando scrive &#8220;quale diritto abbiamo noi, come fruitori, consumatori a pretendere che un recensore non viva del proprio lavoro?&#8221;, sfugge una fondamentale differenza. Un conto é vivere del proprio lavoro scrivendo articoli, venendo pagato dagli editori che li pubblicano, da associazioni che ti chiedono di collaborare per organizzare degustazioni. Ben altro conto é, invece, essere pagato dalle aziende per delle consulenze (di che tipo é tutto da capire) e poi sulle proprie guide o sui giornali che si editano portare in palmo di mano proprio quelle aziende di cui si é ben retribuiti consulenti.<br />
Anche a me capita talvolta di scrivere articoli e recensioni e note di degustazione su singole aziende e singoli vini, ma si tratta di una mia libera scelta e non giudizi che nascono, anche, da un rapporto di collaborazione-consulenza con quelle aziende. Se il sor Merolli questa fondamentale differenza non la capisce, beh, peggio per lui&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Merolli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5226</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 10:33:04 +0000</pubDate>
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		<description>@Andrea :  a scanso di dubbi: &quot;qualcuno scrive&quot; e  &quot;determinate persone&quot;, sono io, Carlo Merolli. L&#039;essere gettato nel calderone dell&#039;anonimitá - in un blog di civili e paritarie discussioni - e´oltre ad  essere un po´offensivo,  anche indice di un atteggiamento di superioritá da parte di Franco, che mi sembra fuori posto. Comunque: questo é il suo stile e qui siamo solo ospiti.

Detto questo: i suoi colleghi britannici saranno poco ieratici e non altrettanto abili a fare fruttare la frutta, ma la sostanza e´la stessa e la tradizione del coinvolgimento dei recensori nel ramo vino é, appunto, una tradizione, e come tale é molto piu´vecchia di Franco, che ha solo cinquant&#039;anni e di me, che ne ho cinquantotto. Questo é un fatto riscontrabile, ma quello che puo´essere interessante - alla luce della critica a Luca Maroni - o a chi per lui - é proprio
la domanda: quale diritto abbiamo noi, come fruitori, consumatori a pretendere che un recensore non viva del proprio lavoro? Se esuliamo per due minuti da i soliti bersagli storici di Franco ( Luca Maroni, GR, James Suckling e qualche altro) e proviamo ad allargare il discorso, ci dobbiamo chiedere: cosa preferisco in un recensore ? che sia preparato ed abile o che sia integerrimo ?

La domanda non é oziosa e la risposta ideale sarebbe tutte e tre le cose: integerrimo, preparato ed abile. In un mondo ideale, certo. Ma nel mondo reale, bisogna forse accettare altri presupposti. Prendiamo Luca Maroni ( ma il discorso vale per tutti) : Franco scrive : &quot;che fa il consulente (pare che arrivi a spiegare loro come fare il vino…) per determinate aziende e poi, guarda caso, queste aziende si beccano i punteggi più elevati nelle guide editate dallo stesso…&quot;. Bene! la cosa é nota e quando io leggo, se ne ho voglia, la guida di Luca Maroni so giá che il recensore dá un occhio di riguardo alle ditte di cui ha curato l&#039; immagine e magari anche la produzione del vino.

A parte che non credo che nessuno sia talmente stupido da coinvolgersi in vini decisamente cattivi, sarebbe il Luca Maroni del caso un bel pirla, se desse cattivi punteggi a vini che ha contribuito a fare o mettere in sesto. Ogni scarrafone é, notoriamente, bello a mamma suoia. Allora ? dove é il dramma ?

Ma! si dirá, cosi´si prende in giro il consumatore che si fida del recensore. 
Forse un consumatore, non tutti consumatori. Un consumatore ogni tanto, non tutti e sempre. Perché ? perché ci sono abbondanti esempi di &quot;cani da guardia&quot; la rete é piena di blog di recensori, le guide sono cinque o sei e raramente un Luca Maroni pirla avrebbe vita lunga. E se la ha i casi sono due : o ha una qualche ragione o é piu´bravo di quanto i suoi critici vanno sostenendo. 

Secondo me il &quot;rimedio&quot; c&#039;é: fidarsi solo delle proprie papille gustative. Le guide, i punteggi, i bicchieri, i grappoli &quot;i triangoli, le righe per terra&quot; sono null&#039;altro che suggerimenti, indicazioni, opinioni di appassionati che ti dicono
&quot;secondo me questo é un bel vino&quot;. Poi sta a te, al consumatore, seguire non 
le guide i guru, ma il proprio palato. O scegliere tra le guide, i guru, quelli che
piu´spesso, colgono nel vino raccomandato, i tuoi gusti. 

Accanirsi sul Luca Maroni di turno ed additarlo allo scorno dei piu´come un 
fondamentalmente &quot;disonesto intellettuale&quot; puo´ essere funzionale alla vivacitá del blog ( numero di commenti) ma alla lunga, la ripetitivitá della critica alla persona rimane sterile, non ci dice se le recensioni di Luca Maroni qualche volta &quot;ci azzeccano&quot; e - peggio per loro - é anche poco gentile verso quei - pochi o tanti - lettori che del Luca Maroni di turno sono apprezzatori.

Per questo - credo - il pallone é piú importante degli stinchi del calciatore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea :  a scanso di dubbi: &#8220;qualcuno scrive&#8221; e  &#8220;determinate persone&#8221;, sono io, Carlo Merolli. L&#8217;essere gettato nel calderone dell&#8217;anonimitá &#8211; in un blog di civili e paritarie discussioni &#8211; e´oltre ad  essere un po´offensivo,  anche indice di un atteggiamento di superioritá da parte di Franco, che mi sembra fuori posto. Comunque: questo é il suo stile e qui siamo solo ospiti.</p>
<p>Detto questo: i suoi colleghi britannici saranno poco ieratici e non altrettanto abili a fare fruttare la frutta, ma la sostanza e´la stessa e la tradizione del coinvolgimento dei recensori nel ramo vino é, appunto, una tradizione, e come tale é molto piu´vecchia di Franco, che ha solo cinquant&#8217;anni e di me, che ne ho cinquantotto. Questo é un fatto riscontrabile, ma quello che puo´essere interessante &#8211; alla luce della critica a Luca Maroni &#8211; o a chi per lui &#8211; é proprio<br />
la domanda: quale diritto abbiamo noi, come fruitori, consumatori a pretendere che un recensore non viva del proprio lavoro? Se esuliamo per due minuti da i soliti bersagli storici di Franco ( Luca Maroni, GR, James Suckling e qualche altro) e proviamo ad allargare il discorso, ci dobbiamo chiedere: cosa preferisco in un recensore ? che sia preparato ed abile o che sia integerrimo ?</p>
<p>La domanda non é oziosa e la risposta ideale sarebbe tutte e tre le cose: integerrimo, preparato ed abile. In un mondo ideale, certo. Ma nel mondo reale, bisogna forse accettare altri presupposti. Prendiamo Luca Maroni ( ma il discorso vale per tutti) : Franco scrive : &#8220;che fa il consulente (pare che arrivi a spiegare loro come fare il vino…) per determinate aziende e poi, guarda caso, queste aziende si beccano i punteggi più elevati nelle guide editate dallo stesso…&#8221;. Bene! la cosa é nota e quando io leggo, se ne ho voglia, la guida di Luca Maroni so giá che il recensore dá un occhio di riguardo alle ditte di cui ha curato l&#8217; immagine e magari anche la produzione del vino.</p>
<p>A parte che non credo che nessuno sia talmente stupido da coinvolgersi in vini decisamente cattivi, sarebbe il Luca Maroni del caso un bel pirla, se desse cattivi punteggi a vini che ha contribuito a fare o mettere in sesto. Ogni scarrafone é, notoriamente, bello a mamma suoia. Allora ? dove é il dramma ?</p>
<p>Ma! si dirá, cosi´si prende in giro il consumatore che si fida del recensore.<br />
Forse un consumatore, non tutti consumatori. Un consumatore ogni tanto, non tutti e sempre. Perché ? perché ci sono abbondanti esempi di &#8220;cani da guardia&#8221; la rete é piena di blog di recensori, le guide sono cinque o sei e raramente un Luca Maroni pirla avrebbe vita lunga. E se la ha i casi sono due : o ha una qualche ragione o é piu´bravo di quanto i suoi critici vanno sostenendo. </p>
<p>Secondo me il &#8220;rimedio&#8221; c&#8217;é: fidarsi solo delle proprie papille gustative. Le guide, i punteggi, i bicchieri, i grappoli &#8220;i triangoli, le righe per terra&#8221; sono null&#8217;altro che suggerimenti, indicazioni, opinioni di appassionati che ti dicono<br />
&#8220;secondo me questo é un bel vino&#8221;. Poi sta a te, al consumatore, seguire non<br />
le guide i guru, ma il proprio palato. O scegliere tra le guide, i guru, quelli che<br />
piu´spesso, colgono nel vino raccomandato, i tuoi gusti. </p>
<p>Accanirsi sul Luca Maroni di turno ed additarlo allo scorno dei piu´come un<br />
fondamentalmente &#8220;disonesto intellettuale&#8221; puo´ essere funzionale alla vivacitá del blog ( numero di commenti) ma alla lunga, la ripetitivitá della critica alla persona rimane sterile, non ci dice se le recensioni di Luca Maroni qualche volta &#8220;ci azzeccano&#8221; e &#8211; peggio per loro &#8211; é anche poco gentile verso quei &#8211; pochi o tanti &#8211; lettori che del Luca Maroni di turno sono apprezzatori.</p>
<p>Per questo &#8211; credo &#8211; il pallone é piú importante degli stinchi del calciatore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5209</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 07:16:22 +0000</pubDate>
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		<description>qualcuno scrive: &quot;in Inghilterra per esempio quasi tutti i maggiori recensori di vino, sono coinvolti per tradizione nel ramo e non ne fanno mistero&quot;. Siccome la situazione inglese la conosco molto bene, voglio far notare che i miei colleghi britannici sono spesso wine consultants, ad esempio selezionano vini di singoli Paesi per determinati wine merchants o importatori, ma non fanno certo come lo ieratico teorico del vino frutto... che frutta, che fa il consulente (pare che arrivi a spiegare loro come fare il vino...) per determinate aziende e poi, guarda caso, queste aziende si beccano i punteggi più elevati nelle guide editate dallo stesso... Ma tentare di spiegare queste cose a determinate persone é, come ho già detto, tempo assolutamente sprecato...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qualcuno scrive: &#8220;in Inghilterra per esempio quasi tutti i maggiori recensori di vino, sono coinvolti per tradizione nel ramo e non ne fanno mistero&#8221;. Siccome la situazione inglese la conosco molto bene, voglio far notare che i miei colleghi britannici sono spesso wine consultants, ad esempio selezionano vini di singoli Paesi per determinati wine merchants o importatori, ma non fanno certo come lo ieratico teorico del vino frutto&#8230; che frutta, che fa il consulente (pare che arrivi a spiegare loro come fare il vino&#8230;) per determinate aziende e poi, guarda caso, queste aziende si beccano i punteggi più elevati nelle guide editate dallo stesso&#8230; Ma tentare di spiegare queste cose a determinate persone é, come ho già detto, tempo assolutamente sprecato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Merolli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/sagrantino-secondo-il-teorico-del-vino-frutto-una-docg-che-non-teme-confronti.html/comment-page-1#comment-5200</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 22:33:30 +0000</pubDate>
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		<description>@Andrea: grazie per aver raccolto l&#039;invito al..calcio. Ti rispondo specie perché
il Rocca Ventosa 2004 mi ´capitato di assaggiarlo anche a me ed a parte che tre anni dopo aveva ben retto il tempo che passa, l&#039;ho trovato ben fatto
 ma niente di memorabile. D&#039;altra parte é un vino venduto nella GDO e forse
anche &quot;fatto&quot; per la GDO. Quella che Maroni chiama &quot;assenza dell&#039; amaro&quot; per me era una neutralitá gustativa ed olfattiva e quindi un limite del vino. Non mi piace esprimermi in punteggi peró anche io piu´di un decentissimo &quot;sette meno meno&quot; non glielo avrei assegnato. 

Se poi un critico é anche fortunato nella sua attivitá di consulenza, buon per lui e male a chi va (solo ) appresso alle guide e non, come fai tu e dovrebbero fare tutti, appresso al proprio palato.

Non che io ritenga sia una situazione ideale, ma in Inghilterra per esempio quasi tutti i maggiori recensori di vino, sono coinvolti per tradizione nel ramo
e non ne fanno mistero. Anzi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea: grazie per aver raccolto l&#8217;invito al..calcio. Ti rispondo specie perché<br />
il Rocca Ventosa 2004 mi ´capitato di assaggiarlo anche a me ed a parte che tre anni dopo aveva ben retto il tempo che passa, l&#8217;ho trovato ben fatto<br />
 ma niente di memorabile. D&#8217;altra parte é un vino venduto nella GDO e forse<br />
anche &#8220;fatto&#8221; per la GDO. Quella che Maroni chiama &#8220;assenza dell&#8217; amaro&#8221; per me era una neutralitá gustativa ed olfattiva e quindi un limite del vino. Non mi piace esprimermi in punteggi peró anche io piu´di un decentissimo &#8220;sette meno meno&#8221; non glielo avrei assegnato. </p>
<p>Se poi un critico é anche fortunato nella sua attivitá di consulenza, buon per lui e male a chi va (solo ) appresso alle guide e non, come fai tu e dovrebbero fare tutti, appresso al proprio palato.</p>
<p>Non che io ritenga sia una situazione ideale, ma in Inghilterra per esempio quasi tutti i maggiori recensori di vino, sono coinvolti per tradizione nel ramo<br />
e non ne fanno mistero. Anzi.</p>
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