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	<title>Commenti a: L’irrepetibile cotica, o dell&#8217;insostenibile leggerezza del comunicare</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/l%e2%80%99irrepetibile-cotica-o-dellinsostenibile-leggerezza-del-comunicare.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 20:51:49 +0000</pubDate>
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		<title>By: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/l%e2%80%99irrepetibile-cotica-o-dellinsostenibile-leggerezza-del-comunicare.html#comment-5566</link>
		<author>Stefano Tesi</author>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 18:51:13 +0000</pubDate>
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		<description>Vabbene caro Franco,
per una volta nella vita sarò buono. Non mi va di sparare sulla Croce Rossa. Cerchiamo di capirli, questi poveri ricchi. Ci hanno messo tutta la vita a racimolare qualche miliardo, vuoi togliergli la soddisfazione di farlo sapere in giro, permettendosi di assumere addetti stampa e di organizzare eventi? E che aggettivi volete che usino? Mica vorremo che sappiano distinguere tra una dichiarazione sensata e una vanagloriosa? O che sappiamo resistere alla tentazione di autocitarsi? Dai, non bisogna essere così severi.
Anzi, diciamoci la verità: l'ampollosità, la mancanza di senso del ridicolo, l'idolatria dell'iperbole ci fanno anche un po' sorridere. I gadget pacchiani, i cartoncini d'invito pesanti come codici miniati, le pr in minigonna e tacco a spillo uscire dritte dritte dalle facoltà di "Scienza della comunicazione". Vacca boia, vi rendete conto? "Scienza della comunicazione: il massimo! L'inafferrabilità della facondia unita al rigore del sapere scientifico. Roba da far rincoglionire tanto il ragioniere che ha fatto fortuna quanto il bocconiano nato con la camicia.
Una volta una di queste pr - giuro, è tutto vero - mi invitò a un "evento" organizzato a Milano, in via Omero: "Dottore - civettava al telefono - spero proprio di vederla. Lei sa dov'è via òmero, vero?". Proprio così, disse: òmero, come l'osso, quello che nel gomito si articola con il radio e l'ulna. Come gli sarà venuto in mente di dire òmero? Ci ho pensato per anni senza trovar risposta. Possibile che, anche per sentito dire, non avesse mai orecchiato il nome del poeta, puranco senza sapere chi fosse? Possibile che il dubbio non gli sia mai venuto? O forse la signorina, certamente laureata con lode in marketing, ignorava anche l'esistenza della parola òmero e la pronunciò così, proparossitona, solo per deformazione professionale, vittima del solito grottesco americanismo che spinge qualcuno a dire bàule invece di baule, plas invece di plus, giunior invece di junior?
Ecco, costei era il bifronte propotipo dell'estensore e del committente di certi ampollosi comunicati. Comunicati che risultano ampollosi perchè è inutile l'informazione che forniscono. 
E noi vogliamo prendercela con quei poverini che in fondo cercano di fare il loro lavoro? Gli sventurati signor Uffa? Ma via. limitiamoci a fare quello che abbiamo sempre fatto: sorridiamone, casomai compatendoli.
Se proprio bisogna piangere, invece (e scusate se mi ripeto, visto che sull'argomento i miei strali li ho lanciati poco tempo fa proprio su questo blog), piangiamo di quei giornalisti o pseudotali che queli comunicati non solo li ricevono, ma soavemente li pubblicano, come se i giornali fossero un'ospitale bacheca di scempiaggini.
Ecco, volevo essere buono e invece anche stavolta mi sono fatto prendere la mano. Quasi quasi ci scrivo su un comunicato.
Ciao,
 
                                              Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbene caro Franco,<br />
per una volta nella vita sarò buono. Non mi va di sparare sulla Croce Rossa. Cerchiamo di capirli, questi poveri ricchi. Ci hanno messo tutta la vita a racimolare qualche miliardo, vuoi togliergli la soddisfazione di farlo sapere in giro, permettendosi di assumere addetti stampa e di organizzare eventi? E che aggettivi volete che usino? Mica vorremo che sappiano distinguere tra una dichiarazione sensata e una vanagloriosa? O che sappiamo resistere alla tentazione di autocitarsi? Dai, non bisogna essere così severi.<br />
Anzi, diciamoci la verità: l&#8217;ampollosità, la mancanza di senso del ridicolo, l&#8217;idolatria dell&#8217;iperbole ci fanno anche un po&#8217; sorridere. I gadget pacchiani, i cartoncini d&#8217;invito pesanti come codici miniati, le pr in minigonna e tacco a spillo uscire dritte dritte dalle facoltà di &#8220;Scienza della comunicazione&#8221;. Vacca boia, vi rendete conto? &#8220;Scienza della comunicazione: il massimo! L&#8217;inafferrabilità della facondia unita al rigore del sapere scientifico. Roba da far rincoglionire tanto il ragioniere che ha fatto fortuna quanto il bocconiano nato con la camicia.<br />
Una volta una di queste pr - giuro, è tutto vero - mi invitò a un &#8220;evento&#8221; organizzato a Milano, in via Omero: &#8220;Dottore - civettava al telefono - spero proprio di vederla. Lei sa dov&#8217;è via òmero, vero?&#8221;. Proprio così, disse: òmero, come l&#8217;osso, quello che nel gomito si articola con il radio e l&#8217;ulna. Come gli sarà venuto in mente di dire òmero? Ci ho pensato per anni senza trovar risposta. Possibile che, anche per sentito dire, non avesse mai orecchiato il nome del poeta, puranco senza sapere chi fosse? Possibile che il dubbio non gli sia mai venuto? O forse la signorina, certamente laureata con lode in marketing, ignorava anche l&#8217;esistenza della parola òmero e la pronunciò così, proparossitona, solo per deformazione professionale, vittima del solito grottesco americanismo che spinge qualcuno a dire bàule invece di baule, plas invece di plus, giunior invece di junior?<br />
Ecco, costei era il bifronte propotipo dell&#8217;estensore e del committente di certi ampollosi comunicati. Comunicati che risultano ampollosi perchè è inutile l&#8217;informazione che forniscono.<br />
E noi vogliamo prendercela con quei poverini che in fondo cercano di fare il loro lavoro? Gli sventurati signor Uffa? Ma via. limitiamoci a fare quello che abbiamo sempre fatto: sorridiamone, casomai compatendoli.<br />
Se proprio bisogna piangere, invece (e scusate se mi ripeto, visto che sull&#8217;argomento i miei strali li ho lanciati poco tempo fa proprio su questo blog), piangiamo di quei giornalisti o pseudotali che queli comunicati non solo li ricevono, ma soavemente li pubblicano, come se i giornali fossero un&#8217;ospitale bacheca di scempiaggini.<br />
Ecco, volevo essere buono e invece anche stavolta mi sono fatto prendere la mano. Quasi quasi ci scrivo su un comunicato.<br />
Ciao,</p>
<p>                                              Stefano</p>
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	<item>
		<title>By: m.piscitelli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/l%e2%80%99irrepetibile-cotica-o-dellinsostenibile-leggerezza-del-comunicare.html#comment-5563</link>
		<author>m.piscitelli</author>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 13:35:36 +0000</pubDate>
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		<description>(completo...) quelli più dimessi ed obiettivi. E' un bene che porlifichino gli uffici stampa, che piccole aziende o manifestazioni, emergano dalla nebulosa degli sconosciuti epr approdare sui giornali o nel web , ma inevitabilmente non tutti possoon permettersi il meglio degli addetti stampa. Forse c'è un pò di improvvisazione ma per quello che so dalla mia modesta esperienza, c'è anche molto lavoro.
Tagliando con il macete le fronde di un comunicato che tende all'esagerazione, qualche scoperta interessante si può sempre fare , non pensa? Saluti Monica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(completo&#8230;) quelli più dimessi ed obiettivi. E&#8217; un bene che porlifichino gli uffici stampa, che piccole aziende o manifestazioni, emergano dalla nebulosa degli sconosciuti epr approdare sui giornali o nel web , ma inevitabilmente non tutti possoon permettersi il meglio degli addetti stampa. Forse c&#8217;è un pò di improvvisazione ma per quello che so dalla mia modesta esperienza, c&#8217;è anche molto lavoro.<br />
Tagliando con il macete le fronde di un comunicato che tende all&#8217;esagerazione, qualche scoperta interessante si può sempre fare , non pensa? Saluti Monica</p>
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		<title>By: m.piscitelli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/l%e2%80%99irrepetibile-cotica-o-dellinsostenibile-leggerezza-del-comunicare.html#comment-5562</link>
		<author>m.piscitelli</author>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 13:30:55 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio Franco, la trovo in forma smagliante e pungente al punto giusto. Ma questa storia dei comunicati, invero, mi catapulta dall'altra parte della barricata con gli addetti stampa. Tutto è irripitebile per l'emittente del comunicato, ossia l'azienda o il comitato organizzatore di turno, e al poverino che deve tradurre nere su bianco i deliri di onnipotenza di questo e di quello tocca pompare gli aggettivi e spacciare per straordinario quello che non lo è. La verità è che chi fa la comunicazione a volte deve combatetre un corpo a corpo con il "committente" per ricondurlo sulla retta via e per affermare al propria autonomia nella scrittura  dei testi da diffondere. Non ne parliamo poi se il comittente si è convinto di capirne e pretende l'inserimento di virgolettati ampollosi e inconsistenti. Saltanto in agilità, poi, dall'altra parte, poi, c'è anche da dire che i giornalisti che si vedono arrivare decine e decine di comunicati tutti "che gridano" possono anche esserne forviati al punto da cestinare q</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Franco, la trovo in forma smagliante e pungente al punto giusto. Ma questa storia dei comunicati, invero, mi catapulta dall&#8217;altra parte della barricata con gli addetti stampa. Tutto è irripitebile per l&#8217;emittente del comunicato, ossia l&#8217;azienda o il comitato organizzatore di turno, e al poverino che deve tradurre nere su bianco i deliri di onnipotenza di questo e di quello tocca pompare gli aggettivi e spacciare per straordinario quello che non lo è. La verità è che chi fa la comunicazione a volte deve combatetre un corpo a corpo con il &#8220;committente&#8221; per ricondurlo sulla retta via e per affermare al propria autonomia nella scrittura  dei testi da diffondere. Non ne parliamo poi se il comittente si è convinto di capirne e pretende l&#8217;inserimento di virgolettati ampollosi e inconsistenti. Saltanto in agilità, poi, dall&#8217;altra parte, poi, c&#8217;è anche da dire che i giornalisti che si vedono arrivare decine e decine di comunicati tutti &#8220;che gridano&#8221; possono anche esserne forviati al punto da cestinare q</p>
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		<title>By: vocativo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/l%e2%80%99irrepetibile-cotica-o-dellinsostenibile-leggerezza-del-comunicare.html#comment-5559</link>
		<author>vocativo</author>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 13:01:05 +0000</pubDate>
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