Flying sommelier: ambasciatori del vino italiano all’estero
Molto spesso ci si dimentica che nel mondo del vino globalizzato di oggi la fortuna dei vini italiani all’estero, la possibilità di essere conosciuti e apprezzati è sempre più competenza, oltre che delle singole aziende, di consorzi di produttori, importatori e distributori e della stampa specializzata estera, della nuova categoria di quelli che potremmo definire, con un neologismo, “flying sommelier”, sommelier consulenti che dopo essersi formati in Italia scelgono terre straniere vicine e lontane, dall’Europa sino al Nuovo Mondo, per la loro attività. Sommelier di giovane generazione, uomini e donne che viaggiano, s’informano, maturano esperienze e conoscenze e cultura enoica, e che portano, nella ristorazione dei Paesi dove si stabiliscono e agiscono, quella italianità, quella passione e consapevolezza del valore dell’italica enoica produzione che di fatto li trasforma in veri ambasciatori, missionari e portabandiera.
Uno di questi personaggi è sicuramente la sommelier e wine consultant Luciana Girotto, attiva ormai da diversi anni nel Regno Unito e a Londra nella fattispecie nel campo della ristorazione e degustatrice di valore, come dimostra la sua frequente presenza nei panel tasting di degustazioni riservate a vini italiani organizzate dalla celebre rivista Decanter.
Vi invito a leggervi l’intervista che mi ha rilasciato, pubblicata nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers.





La sig.ra Girotto, che incrociai durante le mie frequentazioni all’Hotel Alkin, conferma quanto già disse il sig.Trestini il mese scorso e quanto vado dicendo da tempo: consorzi, ICE e camere di commercio varie sono solo dei gran baracconi che creano confusione, dispersione, malumori, invidie e soprattutto non ci aiutano a vendere i prodotti seri all’estero. E li paghiamo noi contribuenti!
Scritto da paolo, il 1 ottobre, 2007 at 15:20