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	<title>Commenti a: Daniele Cernilli rende omaggio all’A.I.S: chapeau bas!</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
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		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 12:06:46 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo la reazione di un &quot;fenomeno da baraccone&quot; a quanto ho scritto sopra: &quot;Il metodo Ziliani ormai ha fatto proseliti nei suoi pupilli e nella sua faccia di bronzo... Embarassed
E infatti pure Ziliani ormai parla bene di Danile Cernilli sul suo sito! Probabilmente ha letto il mio post sul Gambero (divenuto un consiglio). Crying or Very sad. Mi verrà il diabete a leggere. Dopo che per un anno e mezzo non hanno la decenza di riconoscere la propria inferiorità di fronte ad altri cose uniche. Facendole passare sotto silenzio, che indecenza! E ora si parla per rappacificarsi coi neo capetti&quot;. A voi commentare, se volete, simili affermazioni. Una cosa é certa: cavare sangue da una rapa é impresa impossibile...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo la reazione di un &#8220;fenomeno da baraccone&#8221; a quanto ho scritto sopra: &#8220;Il metodo Ziliani ormai ha fatto proseliti nei suoi pupilli e nella sua faccia di bronzo&#8230; Embarassed<br />
E infatti pure Ziliani ormai parla bene di Danile Cernilli sul suo sito! Probabilmente ha letto il mio post sul Gambero (divenuto un consiglio). Crying or Very sad. Mi verrà il diabete a leggere. Dopo che per un anno e mezzo non hanno la decenza di riconoscere la propria inferiorità di fronte ad altri cose uniche. Facendole passare sotto silenzio, che indecenza! E ora si parla per rappacificarsi coi neo capetti&#8221;. A voi commentare, se volete, simili affermazioni. Una cosa é certa: cavare sangue da una rapa é impresa impossibile&#8230;</p>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
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		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 22:06:16 +0000</pubDate>
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		<description>quali &quot;passaggi&quot; Mirko? Ci può aiutare a capire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quali &#8220;passaggi&#8221; Mirko? Ci può aiutare a capire?</p>
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		<title>Di: Guerrini Mirko</title>
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		<dc:creator>Guerrini Mirko</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 20:51:43 +0000</pubDate>
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		<description>...Perchè non chiedete al Presidente greco (mi sembra)dell&#039;ASI, di cui faceva parte AIS cosa ne pensa di Cernilli e company e più in generale della categoria, o meglio, dei vertici della categoria italiana sommeliers?!...
Non penso che un articolo carino, basato su ricordi strappalacrime della propria infanzia, possa far dimenticare certi passaggi dell&#039;AIS...però siamo in italia, quindi va bene così...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Perchè non chiedete al Presidente greco (mi sembra)dell&#8217;ASI, di cui faceva parte AIS cosa ne pensa di Cernilli e company e più in generale della categoria, o meglio, dei vertici della categoria italiana sommeliers?!&#8230;<br />
Non penso che un articolo carino, basato su ricordi strappalacrime della propria infanzia, possa far dimenticare certi passaggi dell&#8217;AIS&#8230;però siamo in italia, quindi va bene così&#8230;</p>
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		<title>Di: Francesco Annibali</title>
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		<dc:creator>Francesco Annibali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 13:53:06 +0000</pubDate>
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		<description>però Cernilli fa finta di dimenticare che molti sommeliers, con il loro atteggiamento supponente hanno per molti anni allontanato fior di potenziali appassionati dal mondo del vino.

Concordo poi che Bibenda sia un esempio di managerialità. Ma &quot;all&#039;italiana&quot;, bisogna sottolineare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>però Cernilli fa finta di dimenticare che molti sommeliers, con il loro atteggiamento supponente hanno per molti anni allontanato fior di potenziali appassionati dal mondo del vino.</p>
<p>Concordo poi che Bibenda sia un esempio di managerialità. Ma &#8220;all&#8217;italiana&#8221;, bisogna sottolineare&#8230;</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
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		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 09:44:33 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;AIS è sicuramente una associazione molto meritevole perché consente di comprendere, con il necessario rigore  dei suoi corsi, gran parte della realtà che ci circonda che è fatta di vigne, vini, cantine ed enoteche. L&#039;AIS è quindi di aiuto per chi voglia, filosoficamente, capirne di più di vigne e vini e per i giovani che vogliano intraprendere professioni nel settore enologico e della ristorazione.
Inoltre,i corsi AIS permettono di intraprendere percorsi di più ampia consapevolezza sensoriale, attraverso la specifica cultura dell&#039;analisi del vino.
Non mi sembra un caso che Cernilli, laureato in filosofia, sia diventato uno dei maggiori esperti italiani di vino. Il problema è che L&#039;AIS non sembra porsi problemi filosofisici rispetto a se stessa, irreggimentando una massa eterogenea di associati con i suoi regolamenti. Qualcuno vanta essere questo un capolavoro di democrazia, ma il fatto stesso che ci si debba mettere in divisa, a me provoca delle lievi allergie. Non mi stupisce che qualcunaltro, forse pure lui insofferente alle divise, abbia abbandonato i corsi ai primi livelli.
La saluto cordialmente e la ringrazio per il bel blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;AIS è sicuramente una associazione molto meritevole perché consente di comprendere, con il necessario rigore  dei suoi corsi, gran parte della realtà che ci circonda che è fatta di vigne, vini, cantine ed enoteche. L&#8217;AIS è quindi di aiuto per chi voglia, filosoficamente, capirne di più di vigne e vini e per i giovani che vogliano intraprendere professioni nel settore enologico e della ristorazione.<br />
Inoltre,i corsi AIS permettono di intraprendere percorsi di più ampia consapevolezza sensoriale, attraverso la specifica cultura dell&#8217;analisi del vino.<br />
Non mi sembra un caso che Cernilli, laureato in filosofia, sia diventato uno dei maggiori esperti italiani di vino. Il problema è che L&#8217;AIS non sembra porsi problemi filosofisici rispetto a se stessa, irreggimentando una massa eterogenea di associati con i suoi regolamenti. Qualcuno vanta essere questo un capolavoro di democrazia, ma il fatto stesso che ci si debba mettere in divisa, a me provoca delle lievi allergie. Non mi stupisce che qualcunaltro, forse pure lui insofferente alle divise, abbia abbandonato i corsi ai primi livelli.<br />
La saluto cordialmente e la ringrazio per il bel blog.</p>
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		<title>Di: luciano</title>
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		<dc:creator>luciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 08:45:52 +0000</pubDate>
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		<description>Indubbiamente l&#039;AIS ha svolto e svolge, accanto ad altre organizzazioni, un lavoro importante.
Personalmente, per quella che è la mia esperienza, soprattutto in ambito locale (Pavia, Vigevano, Voghera), dall&#039;AIS mi sarei aspettato un rinnovamento che mi pare non ci sia stato (anch&#039;io ho frequentato i corsi per sommelliers tanti anni fa e mi sembra che ancora adesso questi corsi siano rimasti impostati come allora: possibile che non si sia sentita la necessità di cambiare qualcosa dopo 25 anni?) ma soprattutto, e questo non solo in ambito locale, una eccessiva simpatia per le case vinicole che contano trascurando invece la valorizzazione di piccoli produttori e di realtà non ancora conosciute.
Aggiungo infine che sarebbe davvero il caso di fare una seria riflessione sul linguaggio troppo tecnico e qualche volta davvero eccessivo (giustamente preso in giro dal comico che interpreta il sommellier Chicco d&#039;Uva)che allontana più che avvicinare.
Queste mie impressioni, che sono personali e possono ovviamente essere contraddette, non sono fatte per sparare sul pianista ma perchè credo che ci sia bisogno di un&#039; AIS più moderna che, soprattutto, non si creda, come qualche volta ho la sensazione,  unica depositaria della conoscenza e della bellezza  del vino.
Luciano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indubbiamente l&#8217;AIS ha svolto e svolge, accanto ad altre organizzazioni, un lavoro importante.<br />
Personalmente, per quella che è la mia esperienza, soprattutto in ambito locale (Pavia, Vigevano, Voghera), dall&#8217;AIS mi sarei aspettato un rinnovamento che mi pare non ci sia stato (anch&#8217;io ho frequentato i corsi per sommelliers tanti anni fa e mi sembra che ancora adesso questi corsi siano rimasti impostati come allora: possibile che non si sia sentita la necessità di cambiare qualcosa dopo 25 anni?) ma soprattutto, e questo non solo in ambito locale, una eccessiva simpatia per le case vinicole che contano trascurando invece la valorizzazione di piccoli produttori e di realtà non ancora conosciute.<br />
Aggiungo infine che sarebbe davvero il caso di fare una seria riflessione sul linguaggio troppo tecnico e qualche volta davvero eccessivo (giustamente preso in giro dal comico che interpreta il sommellier Chicco d&#8217;Uva)che allontana più che avvicinare.<br />
Queste mie impressioni, che sono personali e possono ovviamente essere contraddette, non sono fatte per sparare sul pianista ma perchè credo che ci sia bisogno di un&#8217; AIS più moderna che, soprattutto, non si creda, come qualche volta ho la sensazione,  unica depositaria della conoscenza e della bellezza  del vino.<br />
Luciano</p>
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		<title>Di: andrea gori</title>
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		<dc:creator>andrea gori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:46:15 +0000</pubDate>
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		<description>mi accodo ad ivano (ec )nel dire bravo a cernilli e il suo omaggio alla nostra mamma comune ais e chiedo a daniele perché non passa da udine al convegno a fine mese che discutiamo insieme del linguaggio dei sommelier. secondo me in quanto italiani come tutti ne sappiamo un pò di motori un pò di calcio e un pò di moda, è normale che sappiamo anche tutti parlare di vino in maniera appropriata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi accodo ad ivano (ec )nel dire bravo a cernilli e il suo omaggio alla nostra mamma comune ais e chiedo a daniele perché non passa da udine al convegno a fine mese che discutiamo insieme del linguaggio dei sommelier. secondo me in quanto italiani come tutti ne sappiamo un pò di motori un pò di calcio e un pò di moda, è normale che sappiamo anche tutti parlare di vino in maniera appropriata</p>
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		<title>Di: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/daniele-cernilli-rende-omaggio-all%e2%80%99ais-chapeau-bas.html/comment-page-1#comment-5138</link>
		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:31:49 +0000</pubDate>
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		<description>Mio fratello Emanuele, e ne sono fierissimo, e&#039; diventato sommelier AIS, che e&#039; una buona scuola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mio fratello Emanuele, e ne sono fierissimo, e&#8217; diventato sommelier AIS, che e&#8217; una buona scuola</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
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		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:08:36 +0000</pubDate>
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		<description>Il pregio e, se vogliamo, il limite della scuola AIS è l&#039;approccio &quot;scientifico&quot; al vino e al cibo, approccio che a volte si incarta su concetti che scientifici non sono, ma rappresentano le infinite variabili dei sensi umani, dipendenti dalla personalità di ogni singolo individuo. Ma per fare &quot;scuola&quot;, per dare delle regole il più possibile precise quell&#039;approccio è inevitabile, i riferimenti devono essere certi, la descrizione di un profumo deve essere identificata nello stesso modo da tutti. Il profumo di &quot;ciliegia&quot; deve essere identificato dai 150 allievi presenti nella sala, e fa fede l&#039;olfatto dell&#039;insegnante. In questo non c&#039;è nulla di scientifico, ma serve per &quot;uniformare&quot; la riconoscibilità del singolo profumo.
Su 150 persone solo una parte lo riconosceranno naturalmente, altri magari avranno la sensazione che sia qualcos&#039;altro, magari lampone. Da quel momento dovranno &quot;credere&quot; che è ciliegia. 
Esattamente come dovranno &quot;credere&quot; che un vino vale 80 punti perché dalla somma dei valori ottenuti nell&#039;analisi organolettica, concepita secondo il metodo AIS, quello è il risultato. Però, finito il corso, ti rendi conto che la questione è assai diversa, che il gusto personale sempre e comunque influenza il giudizio, che quei parametri, se applicati rigidamente a tutte le tipologie di vino, ne penalizzerebbero sempre alcuni rispetto ad altri. Ed ecco che, allora, bisogna portare &quot;aggiustamenti&quot;, &quot;adeguamenti&quot; dettati dall&#039;esperienza sul campo, fino a dimenticarsi le fatidiche &quot;schede&quot;.
Ma se non ci fosse l&#039;AIS che ti instrada, che ti mette a disposizione i mezzi e le regole da cui partire, sarebbe davvero un gran guazzabuglio (come in parte è, basta andarsi a leggere i giudizi dei vari giornalisti che partecipano ad uno stesso wine tasting), ognuno ragionerebbe solo col proprio istinto e la propria sensibilità, con il risultato di interpretazioni assai discordanti, a tutto svantaggio del vino, che magari quel giorno non è neanche in forma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il pregio e, se vogliamo, il limite della scuola AIS è l&#8217;approccio &#8220;scientifico&#8221; al vino e al cibo, approccio che a volte si incarta su concetti che scientifici non sono, ma rappresentano le infinite variabili dei sensi umani, dipendenti dalla personalità di ogni singolo individuo. Ma per fare &#8220;scuola&#8221;, per dare delle regole il più possibile precise quell&#8217;approccio è inevitabile, i riferimenti devono essere certi, la descrizione di un profumo deve essere identificata nello stesso modo da tutti. Il profumo di &#8220;ciliegia&#8221; deve essere identificato dai 150 allievi presenti nella sala, e fa fede l&#8217;olfatto dell&#8217;insegnante. In questo non c&#8217;è nulla di scientifico, ma serve per &#8220;uniformare&#8221; la riconoscibilità del singolo profumo.<br />
Su 150 persone solo una parte lo riconosceranno naturalmente, altri magari avranno la sensazione che sia qualcos&#8217;altro, magari lampone. Da quel momento dovranno &#8220;credere&#8221; che è ciliegia.<br />
Esattamente come dovranno &#8220;credere&#8221; che un vino vale 80 punti perché dalla somma dei valori ottenuti nell&#8217;analisi organolettica, concepita secondo il metodo AIS, quello è il risultato. Però, finito il corso, ti rendi conto che la questione è assai diversa, che il gusto personale sempre e comunque influenza il giudizio, che quei parametri, se applicati rigidamente a tutte le tipologie di vino, ne penalizzerebbero sempre alcuni rispetto ad altri. Ed ecco che, allora, bisogna portare &#8220;aggiustamenti&#8221;, &#8220;adeguamenti&#8221; dettati dall&#8217;esperienza sul campo, fino a dimenticarsi le fatidiche &#8220;schede&#8221;.<br />
Ma se non ci fosse l&#8217;AIS che ti instrada, che ti mette a disposizione i mezzi e le regole da cui partire, sarebbe davvero un gran guazzabuglio (come in parte è, basta andarsi a leggere i giudizi dei vari giornalisti che partecipano ad uno stesso wine tasting), ognuno ragionerebbe solo col proprio istinto e la propria sensibilità, con il risultato di interpretazioni assai discordanti, a tutto svantaggio del vino, che magari quel giorno non è neanche in forma.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabrizio (ceccoman)</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/10/daniele-cernilli-rende-omaggio-all%e2%80%99ais-chapeau-bas.html/comment-page-1#comment-5136</link>
		<dc:creator>Fabrizio (ceccoman)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 06:57:26 +0000</pubDate>
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		<description>Forse sbaglio a sentirmi nominato nella riga in cui leggo: &quot;...stravagante andazzo (che si diffonde anche, paradossalmente, in ambienti, on line non, frequentati da sommelier)...&quot;.
Ad ogni buon conto, anche io critico la mia associazione, ma solo ed unicamente riferendomi ad episodi ben circoscritti, non riuscirei proprio a voltare la testa dall&#039;altra parte o limitarmi a considerare quanto di buono è stato fatto da mamma AIS, forse perchè alla mia associazione ci tengo veramente e sinceramente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sbaglio a sentirmi nominato nella riga in cui leggo: &#8220;&#8230;stravagante andazzo (che si diffonde anche, paradossalmente, in ambienti, on line non, frequentati da sommelier)&#8230;&#8221;.<br />
Ad ogni buon conto, anche io critico la mia associazione, ma solo ed unicamente riferendomi ad episodi ben circoscritti, non riuscirei proprio a voltare la testa dall&#8217;altra parte o limitarmi a considerare quanto di buono è stato fatto da mamma AIS, forse perchè alla mia associazione ci tengo veramente e sinceramente.</p>
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