Südtirol ist nicht Italien: ma allora l’Alto Adige è non è “Italia” ?
Uno ci mette tutta la buona volontà possibile per dimenticare la vecchia, antipatica, vicenda dei “Sindaci e vicesindaci di 113 dei 116 comuni della provincia di Bolzano che nel 2006 hanno sottoscritto, sull’onda di un’analoga iniziativa degli Schützen, una petizione per chiedere a Vienna l’inserimento nella sua nuova Costituzione di”un riferimento alla funzione dell’Austria, quale potenza tutrice dell’autonomia dell’Alto Adige”.
Uno torna, con la migliore disposizione d’animo e la volontà di dimenticare anche l’altrettanto spiacevole episodio, da me segnalato in maggio, di discriminazione ai danni di un ferroviere di origine italiana di Laces, e un altro ai danni di una ragazzina di Villandro, parla, scherza come se nulla fosse con il simpatico Sindaco “teologo e vigneron” di Termeno, si sente dire – e si sforza di crederci – che è acqua passata, che non vale la pena di tornarci sopra, che la cosa non era poi così grave, che, come mi ha detto un collega di Werner Dissertori, il Bürgermeister di Cortaccia Oswald Schiefer, avevano firmato per un atto di simpatia nei confronti dei Sindaci che avevano promosso l’iniziativa della petizione all’Austria, ma poi una mattina visita il sito Internet di un quotidiano nazionale in lingua italiana e cosa ci trova mai ?
Semplicemente questa “simpatica” fotografia – che temo non sia solo una goliardata come certe smargiassate della Lega Nord - che ritrae un gruppo di membri della Südtiroler Freiheit (per chi non comprendesse il tedesco Libertà per il Sud Tirolo), già membri della Union fur Südtirol, davanti ad un cartello che secondo i promotori di questa iniziativa (qui presentata, ovviamente solo in lingua tedesca) dovrebbe essere collocato in migliaia di esemplari all’ingresso delle località altoatesine che in questo periodo e durante tutto l’anno accolgono un sacco di turisti di lingua italiana.
Il cartello, realizzato nei colori bianchi e rossi simbolo dell’Austria e del Tirolo, riporta – a titolo di ammonimento più che di benvenuto – questa eloquente scritta: “Südtirol ist nicht Italien”, che tradotto nella lingua di Dante significa “l’Alto Adige non è Italia”.
A volere la collocazione di questi cartelli è la “pasionaria” separatista Eva Klotz, che si batte per l’autodeterminazione dei sudtirolesi e contro la “snazionalizzazione degli altoatesini di lingua tedesca”.
Bene, siamo curiosi di vedere se davvero questi cartelli verranno realizzati e posti, tanto per indicare chiaramente che aria tira a chi si fosse distratto, all’ingresso dei 116 comuni della Provincia di Bolzano e cosa dirà, di fronte a questa presa di posizione tanto chiara, il potente Landeshauptmann, ovvero presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder (a sua volta vice presidente della Regione Trentino – Alto Adige/Süd Tirol), nato (proprio come me) il 23 settembre, ma del 1941, a Falzes.
Nell’attesa che si pronunci, che dica, apertis verbis, come la pensa sulla brillante idea del cartello “Südtirol ist nicht Italien”, che interpreta, basta girare per siti Internet e blog riconducibili all’area dei “patrioti” e filo-secessionisti sud tirolesi (vedi: 1 – 2 – 3) un sentire diffuso, perché non fargli sapere, inviandogli una cortese e mi raccomando ben educata e-mail ai suoi indirizzi (1 - 2) di posta elettronica, oppure agli uffici stampa della Provincia di Bolzano (1 - 2), o all’Ufficio affari di Gabinetto, come vediamo, noi italiani amici e frequentatori assidui dell’Alto Adige – Süd Tirol questa allegra pensata e quali reazioni ci provoca?
p.s. segnalo che sul sito Internet di una delle persone che sono sinora intervenute con loro commenti, che si presenta con il nome di pérvasion, si segnala una posizione che cerca di andare oltre la contrapposizione tra italiani e süd tirolesi e che viene esemplificata graficamente da questa immagine

Bene, quando ad agosto andrò su, dovrò guardarmi le spalle? Mi viene in mente il film “Pane e cioccolata”…
Scritto da Roberto Giuliani, il 14 Luglio, 2007 at 13:35
E pensa che c’è gente che dice che “Se l’Alto Adige non è diventato come l’Irlanda del Nord è perché abbiamo pagato un prezzo”. Il prezzo sarebbe l’autonomia alla provincia. Anni fa (non so adesso) in Alto Adige era persino possibile, con non so più che trucchetto, farsi pagare dalla provincia persino lo stipendio delle colf.
Scritto da Tommaso Farina, il 14 Luglio, 2007 at 14:10
io so che ad esempio un cittadino dell’altoadige ci costa di più che uno della sicilia in termini di sgravi fiscali e agevolazioni…
Ve beh che è una questione di principio però in certi momenti si sta sul serio esagerando!
In ogni caso alla provocazione SudTirol ist nicht Italien io risponderei…
E ALLORA COSA %&°ç E’????
tradotto
SO WAS %&°ç IST????
Scritto da andrea gori, il 14 Luglio, 2007 at 15:52
@Tommaso Farina: “Vino al vino” è un blog enologico nel quale si parla - giustamente - anche di questioni serie che vanno oltre la vigna e le denominazioni. Però è necessario farlo in maniera adeguata, altrimenti si rischia di venire fraintesi o di fare danni. L’Alto Adige non è diventato come l’Ulster perché i suoi abitanti, a differenza dei cattolici nordirlandesi, oltre ad avere la pancia piena (grazie a Mamma Italia, certo, ma anche alla loro operosità e alle loro capacità)non vengono discriminati. Il Sudtirolen non è l’Ulster perché l’identità delle sue genti viene rispettata e perché l’Italia non ha mai commesso l’enorme sciocchezza di esercitare un controllo militare sulla regione, neppure quando qualche sprovveduto si è messo a piazzare petardi sotto i tralicci. La discriminazine sociale, lavorativa e religiosa è una cosa che gli abitanti di Bozen (Bozen!) e provincia fortunatamente neppure possono immaginare e che al limite viene esercitata, come ha segnalato Franco, “al contrario”. Le presunte pulsioni separatiste da avanspettacolo espresse da gente come i signori ritratti nella foto sopra sono una questione, mentre i “troubles”, ovvero la guerra civile in piena regola che ha caratterizzato a lungo la vita di Belfast, sono stati ben altro, vale a dire una tragedia. Quindi citare - come ha fatto lei mettendola in bocca alla solita non identificabile “ggente” - una cretinata come “Se l’Alto Adige non è diventato come l’Irlanda del Nord è perché abbiamo pagato un prezzo” non mi pare una scelta azzeccatissima, perché rappresenta un falso storico e può servire al massimo a mettere ulteriore distanza tra gli altoatesini e il resto d’italia.
Detto questo, va da sé che lei è liberissimo di pensarla in un certo modo ed esprimere le sue opinioni. Però a me (ma forse anche a qualcun altro…) potrebbe sembrare qualunquista nonché irrispettosa dei cittadini civili di quella regione la sua affermazione relativa ai trucchetti per pagarsi la colf. Capisco che i denari destinati alle autonomie locali possano dare in un certo modo fastidio, però le ricordo che ci sono altre regioni a statuto speciale che godono di certi privilegi. E le ricordo -anche se in realtà non credo sia necessario- che c’è una Costituzione a stabilire certi principi, precisamente con gli articoli 5 e 6, 116, 117. Una Costituzione della quale vado personalente parecchio orgoglioso per diverse ragioni, caro signor Farina, tra le quali il fatto incontestabile che in quelle pagine c’è tanta, tanta tolleranza. Ed è proprio in quelle pagine, scritte grazie al sacrificio di coloro che credevano in un mondo libero e tollerante, che le suggerisco andarsi a leggere la vera ragione per la quale Bolzano non diventerà mai come Belfast.
Per il resto mi trovo d’accordo con Franco e condivido l’idea di una forma di protesta civile via mail. Però mi tocca precisare che non credo che quelle della Lega Nord siano tutte “smargiassate” riconducibili alla categoria delle goliardate. Alcune, incontestabilmente, lo sono: però atti di vigliacco razzismo, come ad esempio quello di Borghezio che sale con la sua truppa sul Torino-Milano per disinfettare i sedili occupati dalle prostitute nigeriane -ragazze sfruttate e sottoposte a indicibili violenze - rappresentano a mio avviso qualcosa di ben più odioso,triste e pericoloso della pur antipaticissima idea dei “secessionisti” altoatesini. Io credo che da quelle parti la peggiore delle “bloody sunday” potrebbe essere caratterizzata da rivolte soffocate nel Lagrein Dunkel anziché nel sangue.
Scritto da Marco Arturi, il 14 Luglio, 2007 at 16:29
Caro Marco, la mia era la citazione di parole pronunciate da qualcuno che ora non ricordo. Forse Durnwalder, forse Silvius Magnago, forse qualcun altro ancora. Mi dia qualche ora, e riuscirò a riportarle con esattezza il nome dell’uomo che le ha dette. Sono riportate in un vecchio libro di Gian Antonio Stella, Schei.
Scritto da Tommaso Farina, il 14 Luglio, 2007 at 17:16
Sono riuscito a informarmi subito. Il concetto l’ha espresso Massimo Cacciari anni fa. Adesso non ho in mano il libro Schei, ma se interessa (e se al proprietario del blog non dispiace) sono disposto a riportare qui entro domani (o dopodomani) tutte le citazioni con le cose che ho riportato. Ho anche trovato una frase del separatista altoatesino Hans Stieler, che disse: “Ci hanno comprato l’anima”. Tenga comunque conto che non intendevo attaccare o offendere chicchessia, ma solo riportare qualche dato di fatto giornalistico.
Scritto da Tommaso Farina, il 14 Luglio, 2007 at 17:29
Una volta parlando per caso con un - gentilissimo - contadino del Tirolo austriaco, sentii per la prima volta la definizione: “nel Tirolo italiano”. Che il Tirolo sia politicamente ed amministrativamente in Italia non ci sono dubbi.
Dubbi non ci sono neanche sul fatto che per lingua, architettura, sentimenti, uve e gastronomia non siano in Italia. Io per me farei volentieri a cambio: Istria per Süd Tyrol. Preferenze a parte che siano conseguenti e richiedano la secessione dalla Repubblica Italiana. Chissá che a fine giornata non convenga all’erario ?
Ah i nostri nonni e bisnonni morti nella Grande Guerra? Onore e pace all’anima loro. Sono passati quasi novant’anni e all’altoatesino che se ne vuole andare ponti d’oro. Un po´di conseguenza, dall’ una e dall’altra parte e ci ritroveremo con il confine di Stato a Rovereto.
Se poi qualcuno mi chiede e si chiede se ha senso parlare di confini nazionali
rispondo: no, secondo me sono cose superate, ma se qualcuno se ne vuole andare certo non sprecherei soldi e tempo per trattenerlo. E questo vale per Lega Nord, Sudtirolo, Padani Varii, Indipendentisti Siculi e Separatisti Gavardesi.
Scritto da Carlo Merolli, il 14 Luglio, 2007 at 20:58
@ Carlo. Sono veramente e profondamente d’accordo con te. Forse a causa di motivazioni biografiche (tu abiti all’estero, io ho una famiglia con doppia nazionalità) entrambi cominciamo seriamente a pensare che la questione dei confini nazionali comincia a diventare più un limite che una identità. In mondo vivranno i miei figli, che hanno doppia nazionalità e che forse, chissà, andranno a vivere in una terza nazione? Le vere barriere sono ancora oggi le lingue, una volta superate quelle ci si accorge rapidamente che i confini non esistono più, almeno mentalmente. Fare il pendolare tra Roma e Milano, o tra Milano e Londra che differenza fa ormai?
Io sono un amante dell’alto adige, dove cerco di passare almeno due settimane all’anno, e lo sono non perché è italiano o austriaco o altro, ma perché è un territorio che mi piace e mi piacerebbe lo stesso di qualsiasi nazionalità fosse, per me non cambierebbe una virgola, se sono contenti loro, tanto mi basta, E lo stesso per le altre regioni che si sentono “costrette”. Che si stacchino pure. Io auspicoe che prima o poi ci si diluisca dentro una nazione nuova, e del resto credo che il microcosmo italiano sia ormai al collasso per eccesso di provicialismo e per asfissia da isolamento e nazionalismo provinciale. Quando vedo certi episodi nostrani, che occupano le prime pagine di tutti i giornali per mesi, e li pongo in un contesto leggermente più grande, neanche mondiale ma solo europeo più vicino, tipo Francia Spagna Germania Inghilterra, mi rendo conto di quanto poco influenti siano quegli episodi in un contesto diverso, e di quanto inutili siano tante polemiche e prese di posizione. Magari già fossimo così aperti all’esterno da potercene bellamente fregare dei furbetti del quartierino, assolutamente ininfluenti e ininteressanti se presi in un contesto appena appena più largo dei 500 km tra Roma e Milano.
Scritto da gianpaolo, il 14 Luglio, 2007 at 22:04
Eccomi qua a fornire le precisazioni doverose promesse prima.
1) La frase virgolettata che ho riportato nel mio primo commento non è di Cacciari: l’ha pronunciata nel 1996 Gianfranco Cerea, all’epoca (non so adesso) preside di economia all’Università di TRento. Riportata a pagina 160 sul libro SChei di Gian Antonio Stella, testuale: “Vogliamo essere chiari fino alla brutalità? Se l’Alto Adige non è diventato l’Irlanda del Nord è perché qualcuno ha capito che andava pagato un prezzo”.
2) L’affermazione “qualunquistica” e “irrispettosa” sulla faccenda delle colf l’ha fatta Luis Durnwalder. Cito le parole del presidentissimo sempre da Schei, pagina 163: “Da noi se uno lavora due mesi poi per altri sei prende il minimo vitale garantito. Allora cosa succede? Che molti prendono la donna delle pulizie e non la pagano neanche perché tanto quella avrà poi i soldi dalla Provincia. Il minimo vitale per una famiglia con papà, mamma e due bambini è di 1 milione e 50mila lire. Per il singolo, 560mila lire. Una cifra che a tante donne slave o africane va benissimo. Per questo abbiamo qualche problemino”. Al che, Stella ha chiesto: “Ma perché non viene cambiata la legge?”. Risposta di Durnwalder: “Perché se la cambiamo per gli altri dobbiamo cambiarla anche per noi”. Questo nel 1996, adesso le cose non so come stiano.
In ogni caso, l’affermazione “irrispettosa dei cittadini civili della regione” che mi imputa Marco Arturi l’ha fatta addirittura il suo uomo forte.
Scritto da Tommaso Farina, il 14 Luglio, 2007 at 22:43
Se ancora oggi ci troviamo a commentare delle azioni di questo tipo, ciò è dovuto all’anacronismo che in quasi 100 anni nessuno abbia pensato al diritto-dovere DEMOCRATICO di lasciar decidere i sudtirolesi stessi se vogliono o meno appartenere all’Italia. Tutto ciò segue una logica della sopraffazione e dell’imposizione e non della convivenza pacifica in uno stato di diritto. Il Quebec il referendum lo ha fatto e in un futuro potrà ripeterlo, perfino il Montenegro si è separato dalla Serbia in modo democratico e pacifico.
Scritto da malkut, il 15 Luglio, 2007 at 00:18
[…] sie sicherlich ihre Berechtigung, zumal im Werbezeitalter – wenigstens das Ziel, eine Diskussion [1] [2] anzufachen, hat sie nicht […]
Scritto da Brennerbasisdemokratie. » Blog Archiv » Neither Italy. Nor Austria., il 15 Luglio, 2007 at 09:34
Sarebbe opportuno che gli amici altoatesini o sudtirolesi postassero i loro commenti in lingua italiana, per consentire la comprensione del loro pensiero da parte dei lettori di questo blog e in un fattivo spirito di dialogo. Grazie !
Scritto da franco ziliani, il 15 Luglio, 2007 at 11:19
@Tommaso Farina: Caro signor Farina, se lei prende due affermazioni altrui e le mette assieme aggiungendo il termine “trucchetto” (almeno quello sarà suo, mi auguro) rischia di dare l’impressione di condividerle nella sostanza. Che poi siano uscite dalla Bocca del Mahatma Ghandi,del presidente Kennedy o di Pippi Calzelunghe poco cambia: rappresentano rispettivamente un falso storico e una teoria qualunquista. Mi piacerebbe sapere quanti altoatesini hanno la colf. E mi piacerebbe sapere se lei (o chiunque condivida le affermazioni da lei riportate) si indigna nello stesso modo davanti alla dichiarazione dei redditi di un italianissimo tassinaro(magari siciliano o friulano)che sostiene di guadagnare quanto non gli basterebbe manco per mettere benzina e poi usufruisce del servizio pubblico (parlo di sanità e istruzione) proprio come fa chi non evade. Detto questo sia chiaro che io rispetto le sue opinioni, che non ho mai avuto simpatia per i cd. “uomini forti” e che non sono “filosudtirolen”, tanto che ho già aderito all’appello di Franco Ziliani inviando il mio disappunto via mail. L’Alto Adige, fino a diversa disposizione, E’ Italia.
@Malkut: se tutti gli altoatesini condividessero ciò che lei scrive, arrivando addirittura a parlare di sopraffazione e imposizione, le affermazioni di cui sopra - e da me contestate - sarebbero giustissime. E poi mi chiedo: ha ancora senso ciò che lei dice in tempi di integrazione europea? Vi passo una notizia in anteprima: tra Italia e Austria non c’è più neppure la dogana…Infine un’informazione di servizio, caro Makut: l’istituto referendario in Italia è regolato da quel libro del quale parlavo al signor Farina. Ma perché non provare a dargli una sbirciata?
Scritto da Marco Arturi, il 15 Luglio, 2007 at 11:22
P.S. - Sottoscrivo la richiesta avanzata sopra da Franco, anche perché postare solo in tedesco in un contesto simile sa tanto di mancanza di rispetto…
Scritto da Marco Arturi, il 15 Luglio, 2007 at 11:27
Egr. Sig. Zilliani, Lei forse non sa cos’è un Pingback. Beh, il Suo Blog ne fa uso, quello sopra è appunto un Pingback e non un commento in lingua tedesca.
Per Sua informazione:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pingback
Scritto da malkut, il 15 Luglio, 2007 at 12:18
Signor Arturi, dovrebbe studiarsi bene la differenza tra confine e dogana. Inoltre: non mi interessa molto sapere come la costituzione italiana regola l’istituto referendario. Se, e questo è un dato di fatto, nel corso di quasi un secolo ha reso impossibile un referendum su questo tema (fondamentale per la democrazia!), significa che da questo punto di vista non è un testo pienamente democratico.
Scritto da malkut [=pérvasion], il 15 Luglio, 2007 at 12:25
Danke Malkut ! Non sono un tecnico informatico e confesso che non conoscevo sino ad ora il termine Pigback. Grazie ancora per il chiarimento, mi sembrava strano che qualche “patriota” südtirolese arrivasse a postare qualche commento su questo blog. Lei mi sembra sia altoatesino, ma con persone come lei non é difficile dialogare, basta rispettarsi e non voler prevalere sull’altro… Grüss Gott !
Scritto da franco ziliani, il 15 Luglio, 2007 at 12:28
è vero, era ora che tutti gli altoa ooops. scusate südtiroler incominciassero a mettere i puntini sulla i.
Vivere da italiano é avere in cuore il grande Freistaat é durato sin troppo a lungo.
Essendo il filon ooops. ancora una volta -entschuldigen Sie- Leitmotiv di questo blog il vino avrei qualche idea come rimedio lampo per i Südtiroler Weinproduzenten
A
Immediatamente si eliminerá la -insopportabile- dicitura in lingua italiana Pinot Grigio e verrá sostituita con Grauer Burgunder o meglio ancora, per dimostrare la piú che ardita apparteneza alla Germania del Sud con il nome del professor Rüländer.
Per lo Chardonnay verrá usata la dicitura Feinburgunder o Morillon, in concomitanza ai Blutsverwandter (Parenti di sangue) della Stiria o Wachau.
Tutti i Südtiroler Weinproduzenten boicotteranno il Vinitaly,
e si partira al Vindeutsch, si potrebbe fare presso il Castell
di Messner o nella sala polifunzionale di Tramin.
Si consiglia di partecipare anche alle processioni del vescovato di München & Freising, vecchio contatto dell’asse Baviera-Südtirol, rimasto inattivo dal 1949.
Questa vecchia cooperazione é andrebbe riattivata per conquistare tutti i “deutschsprechende Märkte” dell’ America del sud
La Signora Klotz fará una richiesta al Deutscher Werbefond
per avere l’annessione a tutte le campagne di PR di vini tedeschi, alla fine se é vero che Süedtirol ist nicht Italien
il Pinot Grigio di Suedtirol venduto in America deve essere rilanciato con il nome atoctono RULÄNDER !!
Il Sig. Dürnwalder é giá aspettato dal ministro delle finanze tedesco oops. bavarese Huber per finalmente valorizzare in modo adeguato le sovvenzioni statali alla prossima provincia bavarese Südirol.
La banca degli insopportati italiani che ha inghiottito una vecchia banca bavarese aprirá una filiale vicino al Vögele
in modo che non bisogna mettere piú i soldi da salvare alla insaziabile Roma nel cofano ma si porrá versare direttamente da Bozen.
Per la frutta e tutto il resto avrei se richiesto qualche altra idea
Buona Domenica
F C D
Scritto da francesco doria coda, il 15 Luglio, 2007 at 13:09
Arturi, ho riportato dei dati di fatto, semplicemente.
Non ho espresso nessunissima indignazione su niente di niente.
Scritto da Tommaso Farina, il 15 Luglio, 2007 at 13:33
Credo che il tema sia uno solo: autodeterminazione. Se i simpatici schutzen rappresentano la maggioranza, ebbene giusto sarebbe indire una consultazione popolare per accertarlo. Che poi un eventuale successo della tesi indipendentista comporti la secessione, beh questo caro malkut - al di là della volontà italiana - non è poi così automatico: it takes two to tango, dicono gli americani, e non sarei poi così sicuro del fatto che i suoi referenti viennesi sarebbero così entusiasti di riprendersi le terre redente|
Scritto da Giampaolo, il 15 Luglio, 2007 at 13:37
Dimenticavo una cosa molto imporante:
Secondo le regole -in Südtirol vengono rispettate- il vino che dovrebbe barte dal Venetien e Friaul (wenn man so will die gute alte Zeit), potrá essere regolarmente imbottigliato come Produkt aus Südtirol o in casi paricolari con la dicitura
VVdS&F ( Vieilles Vignes de Sissi & Franz).
Un quinto del valore di queste uve potrá essere detratto dalle tasse come Sonderfond für die dritte Welt
(Fondo di sostegno per il terzo mondo)
Scritto da francesco doria coda, il 15 Luglio, 2007 at 13:47
Non penso che gli Schützen rappresentino la maggioranza, né propugno una soluzione á la Klotz, che anzi francamente trovo abbastanza sciocca. Sono però convinto che un Sudtirolo lontano dagli anacronistici stati nazionali avrebbe un futuro migliore, di vera convivenza tra i gruppi, senza la presenza solo apparentemente confortante delle rispettive mamme (Roma e Vienna). L’esercizio del diritto all’autodeterminazione potrebbe portarci ad un futuro maggiormente condiviso, sull’esempio della Svizzera. La negazione di tale diritto, invece, porta alla perpetuazione periodica di azioni divisorie come quella della Klotz e dei suoi omologhi di lingua italiana, Alleanza Nazionale in testa.
Three languages, one country: Neither Italy nor Austria.
Scritto da pérvasion [=malkut], il 15 Luglio, 2007 at 14:25
Speriamo che i cittadini di lingua tedesca dell’Alto Adige siano più intelligenti di certi fanatici sudtirolesi!
www.davideorfino.it
Scritto da davide, il 15 Luglio, 2007 at 17:25
Egregi Signori,
mi chiamo Ciro Pirone e vivo negli Stati Uniti da 8 anni, e sono piu’ che mai amante delle mie origini e di tutto cio’ che e’ Italia e si produce in Italia. Mi fa molto male leggere articoli del genere perche’ se proprio i cari amici dell’alto adige non sono contenti di essere ITALIANI, dovrebbero veramente diventare austriaci a tutti gli effetti cosi non ci ricolidizzano davanti agli occhi del mondo.
Lavoro da sempre nel settore enogastronomico e sono un grandissimo appassionato della nostra cultura del cibo e del vino, ma da oggi in poi non pubblicizzero’ piu’ i prodotti e i vini del “süd tirol”.
UN ITALIANO
Scritto da Ciro Pirone, il 15 Luglio, 2007 at 17:36
Egregio Signor Ciro Pirone, Lei è libero di fare ciò che vuole e la Sua decisione per certi versi può anche essere legittima. Ma da un punto di vista democratico non capisco quale sia il senso di un boicottaggio contro il diritto ad autodeterminarsi di qualsiasi popolazione. Lei segue la logica del possedimento e della sottomissione di un territorio non ha, oggi, nessuna ragion d’essere.
Scritto da pérvasion, il 15 Luglio, 2007 at 18:38
Egregio signor Malkut, io la differenza tra confine e dogana non ho alcun bisogno di studiarmela, perché sono convinto che le bandiere e i nazionalismi non abbiano mai prodotto altro che danni e so benissimo che sono stati utilizzati dal potere per tenere a bada l’aggressività delle genti sfruttate. E ci tengo a sottolineare che le uniche frontiere che io conosco (e riconosco) sono quelle che separano l’oppressore dall’oppresso, chi ha da coloro che non hanno, chi sa da chi non sa. E poi c’è la frontiera, che per quanto mi riguarda è un muro invalicabile, tra chi è tollerante (come cerco di essere per esempio io nei confronti degli altoatesini “separatisti”, pur non condividendone le istanze) e chi non conosce il significato della parola “democrazia”, come ad esempio lei, che - senza peraltro avere il coraggio di firmarsi con nome e cognome -si permette di insultare la Costituzione italiana, una delle leggi fondamentali più democratiche e moderne del pianeta, costata a una parte del popolo italiano sangue e umiliazioni, definendola un testo “non pienamente democratico”. E’ lei quello che forse avrebbe bisogno di studiare, egregio signore, e mi permetto di darle un consiglio: lo faccia “sul campo”, recandosi nelle tante vallate che sono state teatro della lotta partigiana oppure facendo un salto alla Fosse Ardeatine di Roma, città nella quale sono cresciuto, dove tale Priebke (adesso in semilibertà) esercitò la sua matematica, brutale e vile ferocia su 335 italiani (comunisti, cattolici, azionisti, ebrei), la cui vita è stata sacrificata in nome della libertà di tutti noi. O venga nella città dove risiedo ora, Torino - dove ad ogni angolo di strada c’è una lapide che ricorda qualche caduto per la democrazia - e avrò il piacere di condurla sotto il balcone della casa dove morì Dante Di Nanni, un nome che a lei credo dica assai poco a giudicare da cosa scrive, per raccontarle come è nata quella Costituzione (che si scrive con la maiuscola) conquistata da quella parte di italiani che si è battuta contro la ferocia e la barbarie nazifascista, della quale mi vanto di essere erede e alla quale mi permetto di dubitare che lei appartenga.
Scritto da Marco Arturi, il 15 Luglio, 2007 at 18:51
Mi rifiuto di farmi mettere da Lei, signor Arturi, nel cassetto del nazifascismo, o del nazista, solo perché a Lei questo fa comodo. Non c’è nulla ch’io ripudi di più che la violenza, l’imposizione, la dittatura o la discriminazione. I diritti dei Sudtirolesi furono, spero che lo sappia, calpestati da nazisti e fascisti allo stesso modo.
Il fatto che anch’io ammiri la costituzione italiana, un’ottima costituzione, non toglie nulla al fatto che la sua ostilità al diritto all’autodeterminazione ed il suo attaccamento all’Italia una ed indivisibile siano degli anacronismi assolutamente non democratici. Chi ha il diritto di sancire per forza di legge l’appartenenza di un territorio ad uno stato, senza che la popolazione possa esprimersi od in chiaro contrasto con la sua volontà?
Ha ragione, io non mi firmo, ma cliccando sul mio nome giungerà al mio sito, che, anche in italiano, le spiegherà chi sono e cosa penso. Poi ovviamente non dovrebbe esserLe difficile scoprire anche il mio nome, che, ovviamente, non le dirà nulla a mio riguardo, perché sono per Lei un perfetto sconosciuto.
Three languages, one country. Neither Italy nor Austria.
Scritto da pérvasion, il 15 Luglio, 2007 at 19:04
cari amici italiani e sud tirolesi, invito tutti a mantenere il contraddittorio nell’ambito di un civile e democratico confronto di idee dove ognuno rispetta le idee dell’altro pur non condividendole e contrapponendo alla tesi dell’uno le proprie… E’ lo spirito di dialogo e di convivenza pacifica tra culture ed etnie diverse che vorrei sempre vedere fosse una regola di vita nell’amato Alto Adige - Süd Tirol !
Scritto da franco ziliani, il 15 Luglio, 2007 at 19:25
Signor Pervasion o Malkut, io non le ho dato del nazista, non ne ho intenzione e credo sia impossibile evincere un intento del genere dal mio post, tanto è vero che - siccome sono una persona tollerante e non volevo assolutamente offenderla - ho omesso per delicatezza di scrivere che all’origine della rappresaglia delle Fosse Ardeatine ci fosse un’azione militare dei Gap contro un plotone nazista del quale credo lei conosca l’origine dei componenti. Chiarito questo, ribadisco che il mio intento -forse espresso in maniera troppo “accesa” e appassionata, lo ammetto - era quello di ricordarle che la Costituzione che lei ha offeso è altamente democratica proprio perché è figlia della Resistenza. Per il resto, preferisco interrompere qui la nostra polemica che comincia a prendere una piega forse inadatta a questo tipo di blog.
Scritto da Marco Arturi, il 15 Luglio, 2007 at 21:00
La ringrazio per aver riconosciuto una sua eventuale eccessiva “accensione” (chiamiamola così) che anch’io ho senz’altro corrisposto con una difesa abbastanza aggressiva.
Io riconosco i meriti di questa grande costituzione (o Costituzione), che come è stato detto ha risparmiato al Sudtirolo situazioni nordirlandesi. Assieme all’ampia autonomia, vorrei aggiungere.
Ciò non toglie, a mio avviso, che la legge fondamentale italiana, nell’immediato dopoguerra, non potesse prevedere la riappacificazione europea come è di fatto avvenuta. In questo contesto, e me ne assumo le responsabilità, giudico la costituzione democraticamente insufficiente limitatamente al punto da me criticato, ossia la negazione del diritto all’autodeterminazione, sancito anche dai diritti umani.
Scritto da pérvasion, il 15 Luglio, 2007 at 21:10
Ringrazio il Sig. Ziliani per aver ospitato il nostro contromanifesto virtuale a quello della »Südtiroler Freiheit«. La secessione da uno stato nazionale ha, per il Sudtirolo, un senso solo nella misura in cui ciò migliori e faciliti la comprensione e la convivenza tra i gruppi linguistici. Il revanscismo invece riproduce revanscismo.
A questo proposito vorrei sottoporvi questi due link:
http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?page_id=183
http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?page_id=200
Scritto da pérvasion, il 15 Luglio, 2007 at 21:29
Tra persone intelligenti e tolleranti le cose funzionano proprio così, Pervasion. Sarà quindi un piacere ritrovarsi eventualmente a discutere con lei, ognuno a difesa delle rispettive idee. La saluto cordialmente
Marco
Scritto da Marco Arturi, il 15 Luglio, 2007 at 22:00
Ma - mi permetto un punto di vista : credo che esistano sia a livello legislativo nazionale, sia a livello europeo i mezzi ed i sistemi per una regione a ricercare la propria autonomia con mezzi legittimi. Il problema - mi sembra piuttosto - e´che a sessant’anni e passa dalla fine del secondo conflitto mondiale non vedo forti azioni corali popolarmente sentite - cioé basate su una maggoranza elettorale - per un distacco della regione dalla (tanto vituperata) bella Italia.
E´il nostro - vivaddio - il paese degli assurdi : i sudtirolesi che non sono italiani rimangono, i bergamaschi che hanno dato per unione del paese sangue a litri dei proprii bisnonni, se ne vogliono andare.
Allora: ma perché non cominciano i sudtirolesi con un referendum consultivo in cui si chiede ai propri concittadini papale papale. “Volete continuare a far parte dell’ Italia ? SI o NO”.
Poi, con i risultati e le cifre in mano vediamo che succede.
Credo ci si possa aspettare qualche sorpresa.
Scritto da Carlo Merolli, il 15 Luglio, 2007 at 22:11
Beh, il referendum mi pare il minimo. Sull’autodeterminazione non ho nulla in contrario, anzi! Se essere sudtirolese deve significare essere sudtirolese e basta che questo sia, ma deve essere condiviso dalla maggioranza e le regole che propone la Piattaforma indicata da pérvasion devono essere rispettate: fra italiani e tedeschi nessuna differenza, doveri e diritti identici, rispetto reciproco e condivisione di intenti per il sudtirolo. Ambedue le lingue devono essere imparate nel reciproco rispetto, i cartelli stradali, qualunque scritta, testo o quant’altro deve essere esposto in tutte e due le lingue senza che una sia prioritaria sull’altra. Mille altre questioni, dalle scuole al mondo del lavoro agli ospedali, tutto deve essere affrontanto e condiviso nella stessa identica maniera. Se tutto questo può essere realmente garantito e i due popoli vi si riconoscono, viva il Sudtirol. Per me che sia italiano o meno non sarà rilevante, ma voglio realmente trovarci popoli serenamente conviventi, altrimenti l’autodeterminazione è solo da una parte.
Scritto da Roberto Giuliani, il 15 Luglio, 2007 at 23:14
Caro Signor Pervasion,
mi dispiace ma non sono d’accordo con ciò che dice, il mio modo di vedere ed il mio pensiero non vuole certamente sopraffare nessuno. Io difendo soltanto l’Italia come mio Paese e sarò sempre il primo a portare avanti il made in Italy e tutto ciò che viene prodotto in Italia.
Ma se l’alto adige non si ritiene parte dell’Italia e vuole divenire parte dell’Austria, io non boicotto l’Austria o l’alto adige ma allo stesso tempo non pubblicizzerò mai un prodotto o un territorio in cui non credo e che non e’ parte del mio paese.
Cordiali saluti,
Ciro Pirone
Scritto da Ciro Pirone, il 16 Luglio, 2007 at 01:52
Una volta ho intervistato il direttore di una grande cantina sociale altoatesina. Poiche’ mi sembrava che parlasse meglio il tedesco dell’italiano, gli ho chiesto se si sentiva italiano o austriaco. Lui mi ha risposto: “sud tirolese” e la cosa mi e’ piaciuta tanto, sia perche’ il ragazzo in questione non ha avuto nemmeno un attimo di esitazione, sia perche’ in effetti mi sembra che l’Europa che vogliamo costruire e che stiamo costruendo sia appunto l’Europa delle regioni, piu’ che quella degli stati e la pronta risposta di quel giovane conferma che anche lassu’ la gente rema nello stesso senso e non al contrario. Da’ molto fastidio, non solo a me che sono italiano ma anche al giovane di cui sopra che ha origini austriache, che possano ancxora comparire delle scritte come quella ben mostrata da Franco in testa al post, che mostrano un razzismo ed un’intolleranza d’altri tempi, che credevamo sepolta con Hitler e con la spazzatura della storia. Purtroppo invece queste ideologie bestiali ci sono ancora e sconfiggerle richiede ancora pazienza, ma fermezza, per continuare ad andare avanti e non indietro, verso la pace e non verso la guerra, verso la tolleranza e non l’intolleranza. Ringrazio Franco per aver pubblicato questo post come gli altri che da alcuni anni e su testate diverse dedica con la sua proverbiale sensibilita’ allo stesso argomento, perche’ l’Alto Adige e’ terra di grandi uomini, di grandi vini e non merita certo queste situazioni di benzina sul fuoco, di ferite mai rimarginate, di strisciante nazismo.
Scritto da Mario Crosta, il 16 Luglio, 2007 at 07:37
Ma perché i Südtiroler -quando vanno in esportazione- continuano a scrivere in italiano su tutte le loro etichette di vino Pinot Grigio- e non incominciano a scriverci Grauer Burgunder??
Se proprio il Südtirol non é Italia e fare parte di questa é cosí difficilie e opprimente perché non incominciano a cambiare le cose, per primo quelle piú semplici?
Io un vino sloveno con la scritta Pinot Grigio non l’ho mai visto.
Non é che vogliono solo la parte del filetto senza comprare l’osso?
O come dire si dice dai “Italiener, die von draussn” volete
la botte piena e la moglie ubriaca?
A Giugno sono stato in Südtirol, tanti parenti austriaci non li ho visti, di tedeschi ne ho visto qualcuno, ma a mezzogiorno tutti con il panino in mano a guardare i prezzi dei menu esposti dal di fuori.
Di italiani (quelli che a Merano ricevono la risposta in tedesco) ne ho visti tantissimi, le strade ne erano piene e i ristoranti lavoravano solo con quelli.
Ma com’é, quando andate a New-York il “Cappotto” tricolore vi va bene, perché l’Italia la conoscono e quindi tutto va bene se si deve vendere qualcosa, ma in veritá questo non vi stá bene.
Qualcuno mi sa dire perché un’operaio di Bressanone viene “sponsorizzato” solo perché é regione autonoma, e quello di Arezzo no?
A questa domanda mi sa rispondere qualcuno?
Scritto da francesco doria coda, il 16 Luglio, 2007 at 07:51
Signor Doria Coda, il sentirsi sudtirolese significa appunto sentirsi parte di una terra plurilingue. Ecco spiegato perché non abbiamo difficoltà a creare etichette in lingua italiana. Purtroppo, comunque, ha ragione: C’è sicuramente chi l’italiano lo usa solo per opportunismo e non per convinzione.
Non so rispondere alla domanda sulla sponsorizzazione degli operai, perché non sono un tecnico. Comunque a me sovvenzioni di quel tipo non risultano.
Scritto da pérvasion, il 16 Luglio, 2007 at 08:56
@Doria Coda
Gli opportunismi fanno parte del vivere di tutte le popolazioni, compresa quella italiana. Qui il discorso è un altro; la piattaforma proposta nel sito di pérvasion è molto chiara e condivisibile, presuppone che la gente sia matura e in grado di guardare al futuro con intenti di cooperazione e condivisione. Finché si faranno le pulci a cercare i difetti, le furberie e le malefatte di alcuni, non si darà la possibilità a chi cerca una via più corretta e sana per affrontare un problema reale e risolverlo in modo pacifico e condiviso. Sentirsi Sudtirolesi è un diritto di chi in quella terra ci vive, come sentirsi italiani o tedeschi. La proposta ha un elemento fondamentale che la rende utile, ovvero la possibilità di essere sudtirolesi e basta, che si sia di madrelingua italiana o tedesca. Questo comporterebbe un passo avanti per la cooperazione delle due etnie, perché nessuno sarebbe più tenuto a sentirsi per forza italiano o tedesco.
Scritto da Roberto Giuliani, il 16 Luglio, 2007 at 09:16
Segnalerei questo blog http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=736 e vi sottolineerei l’intervento che ci ha fatto Roberto Giuliani
Scritto da Mario Crosta, il 16 Luglio, 2007 at 09:20
Ciò che sognano i signori di BBD non potrà mai essere realtà, si tratta solo di un’utopia. E questo non perchè è una cosa che non può piacere, ma perchè da parte dei tedeschi (compresa svp) fin’ora non c’è stato nessun segnale chiaro verso una vera convivenza pacifica. ricordo che i verdi che si battono a mio sapere per questa convivenza pacifica sono in coalizione con la svp! Finché esiste il disagio degli italiani in Alto Adige non potrà esistere la pacifica convivenza!
Scritto da davide, il 16 Luglio, 2007 at 11:05
Davide, alla luce del tuo intervento tu pensi sinceramente che si possa costruire l’Europa oppure che non ne valga la pena? Io ho 55 anni e abito all’estero, dove c’era il regime del muro di Berlino e i ragazzi si davano fuoco per strada perche’ credevano che non sarebbe mai caduto. Qualcuno diceva che era un’utopia. Invece e’ caduto, e perfino rovinosamente. Tu sei giovane, percio’ ti auguro di vivere a lungo e di poter verificare che quelle che a volte si chiamano utopie possono invece realizzarsi. Certo, ci vuole olio di gomito, capacita’ di stringere i denti. Ma voi giovani non vi tirerete indietro, vero?
Scritto da Mario Crosta, il 16 Luglio, 2007 at 11:20
si…ma ripeto, quello che intendevo dire: finchè esiste il disagio degli italiani non ci sarà mai una serena pacifica convivenza…e i signori di BBD partono con l’idea che il disagio nemmeno esiste…quindi partono col piede storto…così non si arriverà a un risultato che vada bene a tutti
Scritto da davide, il 16 Luglio, 2007 at 11:25
Davide, piu’ che di “pacifica convivenza” si dovrebbe parlare di “integrazione”. Che e’ stata difficile anche per gli USA, che nel secolo scorso hanno fatto una guerra civile sanguinosissima e hanno quasi sterminato gli originari abitanti. Oggi nei sobborghi delle metropoli hanno ancora alcuni grossi problemi razziali che non hanno nemmeno iniziato a risolvere, eppure esistono e prosperano. E quasi tutti quei cittadini si sentono “americani”.
Scritto da Mario Crosta, il 16 Luglio, 2007 at 11:34
si…ma io (cittadino italiano) non mi devo integrare se vivo nel mio stesso stato (italiano)..caso mai i tedeschi si calmino un pò adeguandosi a noi!
Scritto da davide, il 16 Luglio, 2007 at 12:12
Mi sembra evidente che la posizione di Davide è speculare, nella sfera etnica opposta, a quella di Eva Klotz. È la contrapposizione etnica dalla quale vogliamo tentare di evadere… e… sì, per ora è un’utopia, ma penso che valga la pena tentare.
Scritto da pérvasion, il 16 Luglio, 2007 at 14:33
Per Voi Südtiroler, l’Italia va bene solo quando dovete prendere, quando c’é da dare o almeno condividere, in materia e in idea, tirate fuori le scritte “Südtirol ist nich Italien”.
Il bilinguismo lo criticate, ma lo usate senza nessun problema quando avete la persona davanti che vi porta i soldi.
Mi viene in mente: Botte piena e moglie ubriaca…
Scritto da francesco doria coda, il 17 Luglio, 2007 at 07:42
Se mi è possibile sdrammatizzare, dico che la scritta in tedesco “non siamo italiani” poteva essere evitata.
Bastava dire di guardare la mise della signora con la treccia nera e tutti: Italiani, Sud Tirolesi e Tedeschi (e forse anche Americani) si sarebbero accorti della non appartenenza alla italica stirpe di questi Gentili Signori.
Luciano
Scritto da luciano, il 17 Luglio, 2007 at 13:46
Südtirol ist nicht Italien.
Das ist nun mal so. Daran konntet auch ihr Italiener nach über 90 Jahren nichts ändern ändern. Tut mir leid für Euch.
Hoch Tirol.
Scritto da Johann, il 17 Luglio, 2007 at 21:29
Ho fatto ricorso ad alcuni programmi di traduzione on line gratis (vedere http://www.carloneworld.it/Download_Traduttore.htm perche’ sono abbastanza comodi, anche se le traduzioni sono primordiali) ed ho capito il senso della frase di Johann. Penso che tutti i forumisti possano far ricorso a queste traduzioni on line gratis, cosi almeno ci si capisce e ci si sforza di capire. Occhio che pero’ non tutte le parole vengono ben tradotte, a volte occorre confrontare la traduzione anche in altre lingue conosciute o familiari. A Johann risponderei che e’ stata fatta l’Italia, ma ancora non si sono fatti gli Italiani, quindi i sud-tirolesi possono stare tranquilli per almeno altri… 90 anni. L’Italia c’e’ solo da un secolo e mezzo, prima c’erano tanti staterelli, ognuno con una cultura e una lingua diversa e ancora oggi se si parla nello stretto dialetto, un calabrese non capisce un lombardo, un napoletano non capisce un genovese e cosi via. E gli usi e i costumi sono ancora diversissimi, addirittura c’e’ intolleranza reciproca in diversi casi (per fare un esempio i nonni del mio paese chiamavano terun i meridionali e non li trattavano nemmeno alla pari). C’e’ una cosa che pero’ sicuramente ci unisce tutti: la voglia di liberta’. Gli italiani non saranno mai degli “occupanti”. Se pensate invece che i serbi hanno buttato fuori dall’Istria oppure gettato nelle foibe gli italiani per impadronirsi di tutto, cosa che hanno ripetuto nel Kossovo, se pensate che i russi nel Caucaso fecero deportare milioni di persone e ancora oggi laggiu’ c’e’ guerra, beh penso che gli ultimi 90 anni in Alto Adige non siano stati certo a quei livelli e che le tre popolazioni (tirolese, ladina, italiana) di questa vostra bellissima regione possano integrarsi senza troppi problemi. Oggi che i confini non esistono piu’, che l’Europa delle regioni e’ l’obiettivo delle prossime generazioni, non mi sembtra un’utopia. Alla manifestazione d’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea, due anni fa a Rutece, il cancelliere austriaco Wolfgang Schussel disse queste parole: “Per questo ci rallegriamo di fronte a un’Europa pacifica, prospera e sicura; delle regioni e del buon vicinato, della solidarietŕ e dei valori comuni, ma anche ottimista, cosciente delle proprie forze e fiduciosa”. Sono parole che condivido al 100%. Tut mir leid für Andere…
Scritto da Mario Crosta, il 18 Luglio, 2007 at 11:23
A qualche giorno di distanza dalle dichiarazioni di Eva Klotz, che proponeva l’installazione di cartelli, ovviamente in lingua tedesca, all’ingresso di tutti i paesi della Provincia di Bolzano, per informare il colto e l’inclita, nel caso non se ne fosse già accorto, che “l’Alto Adige non è Italia”, restiamo ancora in attesa di ricevere notizia di una qualsiasi presa di distanza da parte da parte della Giunta Provinciale di Bolzano e dal suo Presidente Luis Durnwalder. Presa di distanza che ci sembra quanto meno doverosa. Sul sito della Provincia Autonoma di Bolzano http://www.provincia.bz.it/aprov/index_i.asp non v’è traccia di alcuna posizione in merito, mentre se si visita il sito internet http://www.svpartei.org della Südtiroler Volkspartei, il partito di maggioranza in Alto Adige e si prova ad attivare la modalità che dovrebbe consentire di leggere i testi contenuti in lingua italiana, si scopre che nella lingua di Dante figura solo una breve introduzione che si apre con le parole “Vi ringraziamo per aver scelto di visitare il sito internet della Südtiroler Volkspartei in lingua italiana”, mentre tutte le altre notizie, attualità, deliberazioni, ecc. figurano esclusivamente in lingua tedesca. Ad ogni caso, mentre aspettiamo – campa cavallo… - che Durnwalder e la SVP ci facciano sapere come la pensano sull’iniziativa “Südtirol ist nicht Italien”, proposta dalla Südtiroler Freiheit di Eva Klotz, posso assicurare di aver ricevuto una telefonata dal Sindaco di Termeno, l’amico Werner Dissertori, che giudica assurda ed estremista l’idea di questi cartelli e assicura che porterà la questione all’attenzione del direttivo della SVP, perché prenda una posizione chiara in merito. Ringrazio Werner e resto in attesa, se ci saranno, degli sviluppi di questa strana vicenda altoatesina…
Scritto da franco ziliani, il 18 Luglio, 2007 at 12:47
Gli sviluppi ci sono gia’. Oltre al blog gia’ segnalato di pérvasion, provate anche a cliccare su quest’altro blog http://www.failla.it/?p=409 in cui c’e’ anche un intervento di Franco Ziliani. La discussione si e’ fatta bollente e di riffa o di raffa la cosa finisce ormai anche in tribunale. Secondo il mio modesto parere, pero’, la soluzione del problema e’ piu’ politica e civile che non giudiziaria e penale. E comunque per tornare alla passione che ci unisce, che le etichette dei vini altoatesini siano in tedesco o in italiano non cambia una virgola sull’alta qualita’, davvero esemplare, dei vini di quelle terre meravigliose. E il vino unisce, non divide, senno’ rimane solo una bevanda.
Scritto da Mario Crosta, il 18 Luglio, 2007 at 16:28
Vorrei spezzare una lancia in favore della Dott.ssa Klotz, alla quale esprimo tutta la mia solidarietà per la sofferenza nella quale versa da illo tempore. Osservo tuttavia che, nonostante tutto, il suo fisico regge bene, e non lascia trasparire segni troppo evidenti del suo malessere. Le sue iniziative, le sue provocazioni e le sue proposte mettono solo in evidenza il suo profondo stato di frustrazione e di malessere, dovuto al fatto di sentirsi minoranza, ovvero di sentirsi in una posizione di inferiorità. Le offrirò, a dimostrazione della mia solidarietà e per concretamente cercare di porre rimedio al suo patir, eine kamille Goldene Träume! ( Camomilla Sogni d’Oro).
Un caro saluto agli Italiani ed anche a quelle persone tedesche in Alto Adige che subiscono angherie di ogni sorta per il fatto di essere legate a qualche italiano.
Scritto da Paddo, il 18 Luglio, 2007 at 16:42
Buona sera a tutti mi chiamo Alessandro ho, 19 anni e da anni ormai considero l’alto adige come la mia seconda patria.
Devo confessare che sono rimasto abbastanza amareggiato di fronte all’atteggiamento della signora Klotz ma non particolarmente stupito.
Politicamente parlando la signora Klotz in questo momento è molto debole, pochi mesi fa la hanno defenestrata dal suo partito e oggi come oggi il Suedtiroler Freiheit è poco più di un movimento.
Non dimentichiamoci mai poi che il prossimo anno ci saranno le elezioni provinciali e quale modo migliore hanno i partiti germanofoni per ottenere voti se non rinvangare i vecchi attriti etnici mai sopiti (ora capite perchè l’Svp tace. Dopo la parentesi non idilliaca affianco all’attuale governo ha bisogno di recuperare consensi e in quest’ottica possiamo anche leggere le varie boutade una su tutte la toponomastica)
Sono d’accordo con chi sottolinea che soffiare su questi fuochi è pericoloso ( a proposito nessuno ricorda più i 100 e più fuochi accesi lo scorso 4 settembre con il benestare della provincia lungo il confine meridionale del Sudtirol dai cari schuetzen, eppure da casa di mio zio e non solo si vedevano bene). Bisogna però ricordare come il tema non tanto della sebestimmung quanto più dell’apparteneza etnica sia da sempre il filo guida della politica alto atesina: chi non ricorda il Los vom Trient di Magnago o la stessa figura di Georg Klotz e il suo Lass das feuer nicht ausgehen.
E di fronte a questo Roma cosa fece pagò il prezzo si dice, ma quale prezzo: l’autonomia? no di certo! Lo stato italiano rinunciò a dare all’altoadige un’alternativa alla politica conservatrice che l’Svp opera da 60 anni.
Si potrebbe obbiettare che che qualcuno aveva provato a cambiare le cose ma tutti sappiamo che fine fece A. Langer e vediamo come ancor oggi si disputi su quel nome.
Ma io sono un tipo ottimista per natura e vedo che da più parti in alto adige c’è volontà di cambiare sopratutto tra noi giovani che sempre più spesso siamo costretti a spostarci e affrontare realtà diverse e usi diversi da quelli dell’altoadige.
Ricordo ancora con piacere Carolina Kostner che agli scorsi europei cantava con gioia l’inno italiano mandando su tutte le furie Frau Klotz.
Tuttavia il vero cambiamento, il vero voltar pagina starà nel saper costruire in alto adige una nuova società finalmete libera dalla “prigione dorata” che l’autonomia ha costruito.
Una società che non sia costruita a partire dal fatto di sentirsi più austriaci o italiani o ladini bensì una società che sappia mantenere gli usi e i costumi delle varie etnie perchè questo è ciò che rende tanto speciale questa terra ma allo stesso tempo una società che abbia il corggio di riconoscersi appartenente a una realtà che va oltre il gruppo etnico: l’essere altoatesini.
E proprio perchè sono ottimista ritengo che noi giovani saremo in grado di realizzare questa società perchè so che questa citazione farà arrabbiare i filoindipendentisti ma non mi preoccupo:” Sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono e una lingua da sempre costituisce uno stumento che unisce non che divide e poi Wir sind un solo popolo”.
Scritto da Alessandro, il 18 Luglio, 2007 at 23:17
Alessandro, scusa ma ho riportato questo tuo intervento citandoti come autore anche sul blog http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=736 perche’ mi sembra che ne valga la pena. Benedetta gioventu’…
Scritto da Mario Crosta, il 19 Luglio, 2007 at 07:52
Caro Franco, ho appena verificato e mi risulta che al sito della signora Eva Klotz http://suedtiroler-freiheit.com/content/view/80/1/ il tuo intervento in lingua italiana e’ stato pubblicato al numero 23 dei commenti. Ho notato che ne hanno pubblicato anche un altro in lingua italiana ed uno in lingua ladina. Percio’ penso che non siano proprio degli ottusi. Forse c’era un filtro, ma mi sembra che pubblichino anche gli interventi in italiano. Il tuo perlomeno c’e’. Se qualche altro forumista volesse scrivere sul blog della signora Eva Klotz in italiano, forse sarebbe meglio che lo gfaccia. Perche’ non far sentire anche le opinioni delle persone di lingua italiana, o anche quelle di lingua ladina o altre lingue perfino sul loro blog? Non avremo mica timore di giocare in trasferta, vero?
Scritto da Mario Crosta, il 19 Luglio, 2007 at 08:10
Siccome sono italiano e non voglio opprimere nessun popolo o occupare nessuna nazione ho deciso di non occupare piú il Südtirol.
Infatti ieri abbiamo disdetto il contratto d’affitto della casa dove abbiamo trascorso le ferie durante gli ultimi 3 anni.
Cerceró di oltrepassare il tratto autostradale Brennero-Trento senza sosta,neanche a prendere un caffe, per non disturbare la quiete di queste felici valli.
É ora di ametterla di disagiare questo popolo e togliamo l’inconvenienza in modo che potranno continuare a parlare felici e contenti tra di loro nella loro lingua.
Lieber Herr Johann,
da Südtirol nicht Italien ist, haben wir seit gestern beschlossen dahin zu fahren.
Sie können sich darüber erfreuen dass ab sofort 4 Italiener
(oder wie man bei Ihnen zu sagen pflegt “die vom Draussn)
NICHT MEHR STÖREN WERDEN und ihr Geld woanders hintragen.
(ist sowieso nur Mafia-Geld)
In Zukunft können sich -mit Ihresgleichen- mit noch etwas mehr Ruhe in Ihre einzig-wahre Sprache unterhalten.
Alles Gute für die Zukunft
francesco doria coda und familie
Scritto da francesco doria coda, il 19 Luglio, 2007 at 08:24
Un altro intervento in lingua tedesca molto interessante, contrario alla proposta di Eva Klotz, e’ quello di Jacopo da Piacenza, che ho estratto proprio dal forum di Eva Klotz e che vi allego.
“Ich bin ein Student aus Piacenza (Emilia Romagna) der Politikwissenschaft in Wien Studiert hat.
Ich wollte an dieser Stelle nur sagen dass solche Aktionen kein Sinn mehr haben weil diese nur Hass und Vorurteile schueren und in die Falsche Richtung fuehren!
Ich verstehe mich ueberhaupt nicht als italienischer Nationalist (waehle Rifondazione Comunista)und habe in Wien viele Suedtiroler Freunde (mit deutscher Muttersprache und finde daher eure Aktion als purer Nationalismus.
Ich denke dass beiden grossen suedtiroler Volksgruppen sich mehr anstrengen koennen um aus dieser Sytuation etwas gutes fuer alle Beteiligten zu machen
Ich denke dass diese Mehrsprachigkeit eurer Region eine tolle Chance fuer die Zukunft ist…..nur die DUMMEN und die NATIONALISTEN verstehen das nicht!!!”.
Se pubblicano anche gli interventi contrari, penso che valga la pena dialogare anche sul loro blog
Scritto da Mario Crosta, il 19 Luglio, 2007 at 09:11
Eva Klotz avrà molti difetti, ma non è di certo antidemocratica.
Scritto da pérvasion, il 19 Luglio, 2007 at 10:16
@ Francesco Doria
La Signora Klotz gride e il Signor Doria risponde boicottando l’appartamento del Signor Johann.
Certo che l’azione della Signora Klotz non esprime la massima forma di intelligenza, ma rispondere faccendo un boicotaggio……….. per favore. E stiamo parlando di Europa e di gente matura………..
Scritto da stevoxx, il 19 Luglio, 2007 at 13:28
Ma una cosa io non l’ho capita? (sono sudtirolese, madrelingua tedesca). Tanti in questo forum parlano sempre del fatto, che questi cartelli provocano odio, che questi cartelli sono nazionalisti… I non lo capisco. La nostra terra e stata annessa dall’Italia nel 1919. prima eravamo 650 anni austriaci e da 800 anni tirolesi. Perchè adesso dovremmo essere, sentirci italiani. Ne abbiamo ne cultura italiana, ne storia italiana, ne mentalità italiana. E allora. Perché non possiamo dire “Südtirol ist nicht Italien?” Ho ben capito che siamo (scusate: purtroppo) integrati nello stato italiano. Però per il resto non siamo italiani. Io - e vi dico la verità - penso che tutti quelli che ci vogliono “conservare” al Italia sono i veri nazionalisiti e quelli che offendono. Se già come ho letto in questo blog, i confini di stato non contano niente, allora lasciate in pace il sudtirolo e che torni al austria. Io la penso così. Fate mi spiegare: Se il piemonte fosse stato annesso dalla francia dopo la prima guerra mondiale cosa ne direste? Non sarrebbe bene che oggi, quando i confini non contano più -come scrivete-, tornasse al italia? Spero che abbiate capito cio che voglio dire. Voi su questa vicenda pensate sempre con il cuore e il cervello di un italiano. Provate un attimino pensare anche con il cuore di un sudtirolese di un età 30 anni del quale tutti i antenati erano tirolesi e austriaci da 500 anni. Provate. Il mio italiano non è perfetto, ma ho provato a speigare le cose come le pensa uno di quelli sudtirolesi strani … Un ultima cosa al signor Ziliani: Le posso dire che il sindaco di Tramin e il sindaco di Kurtatsch le dicono quello che vuole sentire. Non perche sono convinti, ma perche lei é una persona che al momento ha una certa importanza. E che sfrutta questo potere al massimo. Sa cosa voglio dirle? Hmm. E se domani arrivasse Putin a scrivere sul vino di queste zone, allora Schiefer e Dissertori a Putin magari direbbero che la russia e la piu grande nazione che c´è. Io avevo pensato che lei queste cose le avrebbe già capito …
Scritto da Lertha, il 19 Luglio, 2007 at 19:11
parli di storia…pensi solo fino a 800 anni fa? e prima ancora? dai non si ragiona così. Con l’Italia si sta più che bene
Scritto da davide, il 19 Luglio, 2007 at 19:37
Danke Lertha per il suo commento e per le cose, civili, che sostiene. Non mi convince solo una cosa, il fatto che lei affermi che al momento ho “una certa importanza” e che “sfrutto questo potere al massimo”: mi spieghi, ammesso che questa “importanza” esista (ma le assicuro, in una giornata come quella di oggi, dubito profondamente di essere “importante”, sempre che lo sia…) in quale modo sto sfruttando il mio “potere”. E in cosa consiste questo potere, nella facoltà di esprimere liberamente quello che penso ? Spero poi che il Burgmeister di Tramin sia sincero nel dirmi le cose che mi ha detto, quando ci siamo incontrati a Tramin, e ieri quando mi ha telefonato…
Grüss Gott !
Scritto da franco ziliani, il 19 Luglio, 2007 at 19:41
@davide: si parlo di storia. Prima ancora? sicuramente non apparteneva al Italia d’oggi. Magari, - e sara questo che vuole sapere, apparteneva per un tempo al impero romano. Però anche gran parte della germania apparteneva all’impero romano, e anche england.
@ziliani: Grazie per la risposta. civile. Non le convince la cosa del potere? Bah, dunque, da quello che ho sentito io, dal punto enologico lei é molto importante per il Südtirol. (scusate se non uso Alto Adige, ma questo nome si e inventato Napoleone e Tolomei la ripreso - certo anche con il pensiero di negare l’appartenenza al tirolo.) Quello del potere l’ho sentito della gente che stava con lei al Gewürztramier Symposion. Per il resto signor ziliani, ognuno puo´esprimere quelle che pensa. Anzi, deve. Pero, lei non ha mai pensato che i Bürgermeister magari in questo punto non dicono del tutto la verità? Lei ha mai saputo quello che i due Bürgermeister dicono quando lei non c’è. Quando parlano alla loro gente. Cosa dicono - non su di lei - ma sull’argomento del tirolo unito ecc.? io ci penserei davvero… Guardi, e lo dico a tutti. Noi non abbiamo contro gli italiani. sono gente come noi, brava e meno brava. Ma, tranne i Tirolesi Italiani in Trentino hanno una cultura, una mentalità, insomma una provenienza completamente diversa della nostra. Per quello si può vivere lo stesso uno vicino al altro, in rispetto. In quale stato, si vedrà. io non direi, che nell’Austria gli italiani sudtirolesi starebbero male …
Scritto da Lertha, il 19 Luglio, 2007 at 20:37
Scritto da Lertha, il 19 Luglio, 2007 at 19:11
Re: bravo Herr Lertha, Le son vicino col cuore e con lo spirito. Mi piacerebbe risponderLe in tedesco ma purtroppo non conosco lingue straniere (salvo l’ italiano, non perché l’ abbia studiato, ma perché altro non è che il toscano imbastardito dagli italiani, scialacquato e inquinato dal manzonismo degli stenterelli).
La storia d’ Italia, come sosteneva Benedetto Croce, e c’ è da credergli se ha campato d’ Italia per tutta una vita, comincia nel 1861, non perché vi fosse un’ Italia da far risorgere, ma perché a un re di Sardegna tornò comodo buttarla per quel verso allo scopo di dare un contenuto morale alle porcate che stava tessendo dall’ Alpe alla Sicilia (sull’ esempio di Abramo Lincoln, che portò a termine la guerra di secessione buttandola nell’ ultimo anno sull’ antischiavismo, lui che non era mai stato antischiavista, per giustificare moralmente una guerra tanto sanguinosa quanto inutile e assicurarsi il favore del Nord).
Non si faccia convincere:“la differenza reale tra civiltà italiana e le altre consiste in ciò: la classe intellettuale italiana credeva [… e crede! ndr] che il suo popolo non fosse solo il discendente naturale, autentico, ma in verità il solo erede legittimo di Roma. Essa sperava in una resurrezione in Italia dell’ antico potere di Roma (…) Questa credenza assunse una tale forza nelle “classi colte” (non del popolo, ndr) dell’ Italia che lasciò tracce nel loro pensiero nel corso dei secoli” Giuseppe Prezzolini. Le tracce son poi diventate incrollabili certezze, fede assoluta in un mito da dar nome di rinascimento a un’ epoca che segnò il ritorno delle tirannie, fino alla prima versione dello Stato italiano monarchico sorto, no, risorto grazie a un “risorgimento”, fino all’ ultima versione, quella democratica e repubblicana uscita dalla resistenza(?), definita “secondo risorgimento”. E ti pareva!? non si fa che risorgere da queste parti, peggio dell’ araba fenice…
Della Toscana, e della Lingua toscana, se ne riparlerà se si presenta l’ occasione; e sarà altra acqua, molta acqua, per il Suo mulino..
un saluto per tutti
rredini
Scritto da rredini, il 19 Luglio, 2007 at 21:18
Sono concorde con Lertha in tutti i punti. L’Italia è stata una serie di annessioni in buona parte illeggittime sul profilo del diritto internazionale perpetrata con l’inganno dai Savoia, perche rischiavano la rovina e temevano di essere travolti dall’onda della rivoluzione francese.
Il Sued Tirol NON è Italia, l’ho sempre pensato, non capivo perchè fino a quando non ho studiato per conto mio la storia, perchè le scuole italiane ricevono l’incipit romano di nascondere la vera storia di alcune popolazioni per cancellarne l’identità e mantenerle sotto la propria visione statalista.
Quanto scrive Lei, signor Ziliani, nell’articolo di questo suo blog dimostra solo un’ottusa visione, ignorando fatti concreti antecedenti.
In particolare l’Italia è stata fatta con annessioni di regioni appartenenti ad altre nazioni, il Sued Tirol, se non addirittura l’annessione di nazioni intere, come la Venetia e il Regno di Sicilia.
Il Sued Tirol era austriaco da 650 anni, la Venetia è una nazione che era stato indipendente da oltre 1000 anni, entrambi annessi ad uno stato, l’Italia, che non conta nemmeno 150 anni.
Qualcuno ha parlato dell’inutilità dei confini. Non è questione di confini, è questione di identità, è questione di governo, ed ogni governo deve essere calzato come un guanto alla popolazione che se lo da; per questo esiste il diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Saluti, Claudio G.
Scritto da Claudio Ghiotto, il 22 Luglio, 2007 at 10:17
NOTIZIA APPRESA ADESSO DAL BLOG DELLA SIGNORA CONCETTA FAILLA
“il procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser, a proposito del cartello “Südtirol ist nicht Italien” dice che in queste ore ci potrebbero esere novità per via dell’esposto presentato dall’ On. Biancofiore di FI (”Alto tradimento contro lo Stato” ) e quello presentato da AN (”Iniziativa irresponsabile e portatrice di nuove tensioni tra i gruppi etnici”).
Cuno Tarfusser sta attendendo una relazione dalla Digos per possibile ipotesi di reato di opinione”
Scritto da Mario Crosta, il 26 Luglio, 2007 at 11:57
Egregio Dott. Crosta,
mi permetto di chiederLe la Sua opinione su queste immagini:
http://www.flickr.com/photos/77086329@N00/245600151/
http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=210
Fossi italiano, sarei convinto che queste foto sono un danno più grande all’immagine di questa grande nazione che le stupidagini della Suedtiroler Freiheit.
Inoltre penso che un eventuale reazione della magistratura di Bolzano sarebbe niente di meno che un’ulteriore leggitimazione per tali signori.
Cordialmente
Werner Pramstrahler
Scelga Lei su quale sito mi vuole rispondere.
Scritto da Werner Pramstrahler, il 26 Luglio, 2007 at 20:09
Mi permetto di aggiungere:
Forse non tutti sanno di chi si tratta sulle foto: Sono militanti di AG impegnati nella “lotta contro la discriminazione degli italiani in Alto Adige”.
Werner
Scritto da Werner Pramstrahler, il 26 Luglio, 2007 at 20:12
Caro Werner, ti ho gia’ risposto sul sito della signora Concetta Failla, ma lo faro’ anche qui per completezza d’informazione e, tanto per la precisione, non sono Dottore…
Eccoti il testo del mio commento:
“Caro Werner, la gestualita’ non e’ prerogativa solo di una parte (politica, sociale o comportamentale). Ci sono giovani che fanno ancora il saluto romano, ci sono quelli che alzano ancora il pugno sinistro, ci sono quelli che fanno il gestaccio dell’ombrello, ci sono quelli che alzano il dito medio, e tante altre manifestazioni gestuali piu’ o meno condivisibili o condannabili. Ho 55 anni e non mi fossilizzo piu’ di tanto sui gesti, che quando sono fatti dai giovanissimi anzi mi fanno ridere a crepapelle, ma preferisco concentrarmi piuttosto sui contenuti e non ho nessun timore a discutere con gente di destra o di sinistra o di centro e nemmeno di riconoscere il buono oppure il cattivo in ciascuna posizione. Come ho gia’ scritto, “a proposito di destra, di centro o di sinistra, penso che i retrogradi si trovino da tutte le parti, come i simpatici o gli antipatici, gli intelligenti e gli scemi, le biondone o le brunette, le belle stangone o le racchie, gli omminicchi e i quacquaracquà”. E per lo stesso motivo non definirei “stupidagini” quelle della Suedtiroler Freiheit.
Per quanto riguarda l’intervento della magistratura, ho già espresso il mio pensiero con la frase “La plakataktion e’ stato il modo scelto dalla signora Klotz per gettare benzina su un fuoco mai spento e potra’ anche essere fermata, ma quel fuoco continuera’ a covare sotto la cenere, purtroppo, se affrontato con i soli metodi repressivi che, ripeto, sono pur legittimi”.
Scritto da Mario Crosta, il 27 Luglio, 2007 at 07:23
c’è aria di divisione in alto adige, non penso che i giovani stiano a guardare
Scritto da Andrea, il 31 Luglio, 2007 at 13:43
Caro Franco,
come ho scritto a Concetta Failla www.failla.it ed a Davide Orfino www.orfino.mioblog.it,
purtroppo nel sito della bbd a questo post http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=788#comment-3294
e’ comparso poco fa questo commento (ovviamente anonimo) che vi riporto. Ritengo la cosa non di cattivo gusto ma una velata minaccia e poiche’ tengo famiglia e non ho mai avuto timore di pubblicare la mia identita’, sono spiacente, ma prefersico cautelare l’incolumita’ della mia famiglia e oscurarmi da tutti quei blog italiani dell’AA di cui l’anonimo scrive. Per ora ha vinto lui anche se non ha proprio capito niente. Auguro comunque a tutti un buon lavoro.
“amici di bbd, chi è veramente l’onnipresente CROSTA? dove trova tutto ’sto tempo da perdere per darvi contro? da cosa è spinto? da chi? cosa lo motiva a presentarsi in tutti i blog italiani dell’AA per gettare fango su di voi, a parlare di sé, a ripetersi di continuo, ad offuscare gli altri con la sua logorrea? quali fini hanno le sue noiose, dotte e approfondite spiegazioni? perchè tutti danno corda a tali poemi e lui nonostante tutto dà ancora retta a voi? perchè prima spronava bbd ad aprirsi e ora vi costringe a colpi di insinuazioni a ritirarvi nel blog? quali ragioni ha l’interesse verso la vostra identità, dimostrato dalle sue numerose ricerche in internet? una fissazione? cosa lo infastidisce a tal punto? è un maniaco, uno stolto o semplicemente un malintenzionato?
quirein
Am 30. August 2007 um 10:17 Uhr”
Scritto da Mario Crosta, il 30 Agosto, 2007 at 12:29
MA PIANTATELA CHE SIETE ITALIA!! 600.000 PERSONE SONO MORTE PER VOI E COSI LE RINGRAZIATE? UN MINIMO DI BUON SENSO SI VEDE CHE MANCA AGLI AUSTRIACI!
Scritto da Federico, il 30 Agosto, 2007 at 17:32
Grazie, Federico, ma vorrei precisarti che agli Austriaci il buon senso non manca, infatti hanno “scaricato” da un bel pezzo gli autonomisti Alto Atesini, sono stati firmati dei pacchetti tra l’Italia e l’Austria proprio per porre fine una volta per tutte alla questione. La SVP con Magnago si e’ impegnata anch’essa a non mettere in discussione l’italianita’ in cambio di circa 9.000 miliardi di investimenti statali in Alto Adige.
Non sono gli Austriaci o gli altoatesini di madrelingua tedesca a cui manca il buon senso, ma un gruppo di giovani di Bressanone che hanno perso il lume della ragione e gettano benzina su un fuoco, quando le braci sono ancora calde. Si sono scelti una bandiera cubana e hanno un blog da cui sciamano su tutti gli altri, anche sul Papero Giallo dove Bonilli ne ha mandato uno praticamente a farsi… benedire, come dei troll, per continuare a girare il coltello nella piaga.
Ho provato a cercare di capirne le ragioni, finche’ ho capito chi sono. Avranno forse studiato troppo, ’sti architetti “itagliani” dell’indipendenza altoatesina che non avranno mai, e ho constatato che hanno nomi e cognomi italiani. Roba da vergognarsi.
Se avessero mantenuto un livello di discussione, presentandosi come persone e non nascondendosi sotto un nick name, la discussione anche accesa sarebbe continuata. Invece hanno preferito minacciarmi.
Non sono piu’ anonimi, pero’, le forze dell’ordine sanno gia’ chi sono e questo mi basta.
Ma ero partito convinto come Roberto Giuliani che un giorno o l’altro si sarebbe pure dovuto fare un plebiscito, quindi con tutte le buone intenzioni di dar loro una mano, e invece dopo queste discussioni mi sono accorto che siamo in Europa, bisogna guardare avanti e un’altro staterello in piu’ non e’ proprio necessario.
Hanno ottenuto il contrario di quello che potevano avere.
Ma ti ripeto, Federico, che sono “itagliani” e non Austriaci.
Scritto da Mario Crosta, il 31 Agosto, 2007 at 07:09
L’ Austria aveva capito tutto di questi :guerre, fame e calci in culo! Con noi sono diventanti pure ricchi. Ci mettiamo a tavola facciamo i conti e poi possono tornare pure dall’altra parte
Scritto da romolo, il 31 Agosto, 2007 at 21:10
Romolo, non vogliono tornare dall’altra parte, con la SVP si sono impegnati (e sono abbastanza disciplinati) a non rivendicare questo ritorno… a che cosa, poi, che non di la’ non li vogliono? Ma c’e’ un manipoletto (che non supera il 15%) che vuole l’indipendenza sia dall’Italia che dall’Austria, cioe’ un nuovo staterello e fa casino per questo. L’Europa abbatte a fatica, ma lo fa, le vecchie frontiere e qualcuno ne vuole piantare delle altre. E’ questo che non capisco, perche’ non e’ andare avanti ma e’ andare indietro. Come fa il gambero.
Scritto da Mario Crosta, il 3 Settembre, 2007 at 13:55
Con riferimento a quanto scritto esprimo la mia profonda indignazione per essere stato coinvolto e chiamato in causa in una questione di cui non ho mai parlato con il sig. Ziliani. Ho semplicemente conosciuto in un incontro sul noto vino Gewürztraminer a Termeno il sig. Ziliani che mi é stato presentato dal Collega Werner Dissertori come quel giornalista che si era espresso negativamente sulla presa di posizione contro la petizione presentata dalla grande maggioranza dei sindaci su iniziativa dell´Associazione degli Schützen.In detta occasione, non sono mai entrato nel merito della questione e ribadisco di aver firmato la petizione, come la generalitá dei miei Colleghi, per opportuna valutazione politica e per solidarietá agli Schützen che interpretando la volontá comune perorano da sempre la causa autonomistica .
Scritto da Oswald Schiefer, il 18 Settembre, 2007 at 12:33
Herr Oswald Schuster o ha la memoria corta o dice cose non vere. Confermo la battuta che mi ha fatto, alla presenza del suo collega Werner Dissertori. Si é trattato solo di una battuta, ma c’é stata ed io, per sua norma, caro burgermeister, non racconto bugie. Prendiamo atto che Herr Schuster ha firmato la petizione “per solidarietá agli Schützen che interpretando la volontá comune perorano da sempre la causa autonomistica”. Turisti italiani ricordatevi di questa cosa, se vi punge vaghezza di passare per Cortaccia, pardon Kurtasch….
Scritto da franco ziliani, il 18 Settembre, 2007 at 12:41
“…noi italiani amici e frequentatori assidui dell’Alto Adige – Süd Tirol questa allegra pensata e quali reazioni ci provoca?”
Ma scusi, quando noi “italiani brava gente” (ma sono davvero cambiate tante cose dal fascismo? una “Entnazifizierung” come in Germania da noi non si è mai fatta) ci rechiamo all’estero, dove cioè è PALESE che non ci troviamo in Italia, che effetto ci fa? Quando troviamo una bandiera svizzera appesa tra due case nel canton Ticino, messa lì a simboleggiare “Siamo in Svizzera” (cioè, NON in Italia), che effetto ci fa? Glielo dico io: in Südtirol l’effetto è quello di chi conserva una cattiva coscienza imperialista e antilibertaria ereditata di prima mano dai tempi del fascismo. È la stessa questione delle medaglie olimpiche date ad altoatesini che non sanno cantare l’inno di Mameli (peraltro icona lampante di un fascismo latente nella nostra società): senza di loro la compagine italiana non avrebbe vinto quasi nulla. Allora bisognerebbe ringraziarli, invece di sputare veleno addosso ai vincitori. L’”Italia”, supposto stato-nazione inventato dal nulla per assecondare mire espansionistiche e brama di potere di pochi, non è altro che un contenitore inadatto in cui si insiste a rinchiudere una realtà che è più larga, sfaccettata, complessa. Come la maggior parte degli stati “civili e progrediti” dell’Europa occidentale, del resto. Che solo stati sono, per nulla “nazioni”.
Scritto da Diego Ferioli, il 19 Settembre, 2007 at 14:18
Mi ha scritto il Sindaco di Termeno Werner Dissertori e, autorizzato a farlo, riferisco:” Egregio Signor Ziliani, mi sento orgoglioso di essere citato nella sua nominata website, ma le chiedo di interpretare le mie espressioni in maniera corretta:
1) Ho sottoscritto la petizione degli Schützen perché ritengo molto importante che la clausola della potenza tutrice venga inserita nella nuova Costituzione dell’Austria in quanto purtroppo i diversi governi italiani nel tempo non sempre hanno mantenuto le loro promesse.
2) Per quanto riguarda la campagna della “Südtiroler Freiheit - freies Bündnis für Tirol” ho solo detto la mia opinione che questi cartelli “Südtirol ist nicht Italien” sono veleno per la convivenza in pace. Per questo il partito SVP ed io ci distanziamo da questa campagna.
Per il futuro preferisco risolvere i problemi a quattr’occhi con un buon bicchiere di Gewürztraminer e non tramite Internet e giornali……Distinti saluti Werner Dissertori”. OK Werner, a presto su al tuo Plattenhof e zum woll !
Scritto da franco ziliani, il 20 Settembre, 2007 at 15:52
Sehr geehrter Herr Ziliani,
sehen Sie sich folgenden Link an:
http://www.suedtiroler-freiheit.com/content/view/194/1/
Gruß aus Süd-Tirol
Scritto da Richard, il 21 Ottobre, 2007 at 16:01
eins, zwei, drei
und Süd-Tirol isch wieder frei!
Saluti dallo Stato libero del Tirolo
Scritto da Lorenz, il 23 Ottobre, 2007 at 21:14
cacnadronsi
Scritto da sitlicna, il 7 Novembre, 2007 at 14:47
Süd-Tirol war nie Italien, ist nicht Italien und soll auch nie Italien sein!
EIN TIROL
Scritto da LosVonRom, il 13 Novembre, 2007 at 19:59
beh, non si può proprio dire che non abbia le idee chiare (anche se poche e prevedibili) l’amico Fritz che non degnandosi nemmeno di scrivere nell’odiata lingua italiana e di farsi capire, lancia il suo grido di Via da Roma! http://www.losvonrom.tk
Scritto da franco ziliani, il 13 Novembre, 2007 at 20:39
Ciao a tutti.
Scrivo da Verona, e volevo dire la mia sulle questioni sin qui riportate. Da diversi anni ho avuto modo di scoprire le bellezze dell’Alto Adige-Südtirol: ho visitato Merano-Meran, Vipiteno-Sterzing, Bressanone-Brixen, Brunico-Bruneck, Dobbiaco-Toblach, San Candido-Innichen, Varna-Vahrn e via dicendo, rimanendo ogni volta stupito da una terra che, in ogni stagione, sorprende con colori, gusti, accoglienza e pulizia. E ogni volta scopro che molto ancora c’è da vedere, da gustare, da incontrare. Le sensazioni che vivo quando mi trovo in Alto Adige-Südtirol sono irripetibili, la vivo come la mia seconda terra.
Purtroppo, da pessimo veneto, confesso che sono astemio, e quindi il capitolo vini lo lascio a migliori intenditori di me. Ma mi premeva lasciare un messaggio molto semplice, senza troppi fronzoli: l’Alto Adige-Südtirol è una provincia magnifica, e mi duole il cuore sentir parlare di secessione, di manifesti alla Los von Rom, di atti di discriminatori nei confronti della minoranza italiana, di cartelli antiitaliani disposti agli ingressi dei paesi e delle città, di pregiudizi e stereotipi che ormai han fatto il loro tempo ma che tuttavia son duri a morire.
E’ vero, il popolo italiano non sarà lo specchio preciso di quello altoatesino, ma credo che non lo sia nemmeno di quello friulano, di quello siciliano, campano o toscano. L’Italia è una nazione giovane, che proviene da una storia molto recente e travagliata, nata dalle ceneri di staterelli divisi tra loro, territori dilaniati da corone e poteri politici avversi durante gli ultimi tre secoli.
Perciò io dico, perchè fossilizzarci su posizioni antitedesche quanto antiitaliane? Perchè io voglio credere, ci credo, e so di non sbagliarmi, che come esistono “italiani” che parlano bene e considerano loro fratelli gli altoatesini, così ci saranno altoatesini che parlano bene e considerano loro fratelli gli “italiani”. E non c’è inno che tenga, è una questione di fede, di disponibilità d’animo l’amore per la patria e per i propri fratelli, triestini, torinesi, fiorentini, napoletani, romani o siculi che siano. Qualche altoatesino tedescofono mi può rassicurare?
Scritto da Emiliano, il 24 Novembre, 2007 at 00:02
Vivo da circa un anno in Sud Tirol dove mi trovo discretamente bene.Purtroppo questi episodi(sud tirol ist nicht italien” mi avvilisce molto, anzi troppo….Come si puo’ essere divisi, viviamo nell’anno 2008 dove l’europa unita dovrebbe essere un pensiero comune…
Sono passati circa 100 anni dalla unione o separazione(dipende dai punti di vista) dell’alto adige. Per quanto tempo ancora si dovra’ vivere cosi’!?
Credo che si debba dare poco risalto a queste persone, evidenziando casi opposti come la meravigliosa famiglia della mia ragazza 100% brixina dove la differenza linguistica viene vissuta solo come tale.
Scritto da francesco celano, il 10 Dicembre, 2007 at 20:38
Francesco, certo che leggendo notizie come questa
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=226620
pubblicata oggi su Il Giornale e corredata da foto eloquentissima, viene da pensare che atteggiamenti, civili e intelligenti, come quelli della famiglia della sua ragazza tendano ad essere sempre meno minoritari, purtroppo, in provincia di Bolzano…
interessante, per cogliere il polso della situazione, questa crestomazia di commenti di lettori del quotidiano milanese:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=226625
Scritto da franco ziliani, il 11 Dicembre, 2007 at 07:37
Salve a tutti! Sono una altoatesina che abita a Brennero e che quindi è costretta, come forse già sapete, a passare davanti a quel cartello quasi ogni giorno. Faccio presente che sono completamente bilingue, ho amici sia di madrelingua tedesca che italiana. Ciò nonostante considerandomi una cittadina EUROPEA questo cartello mi ferisce, perchè pone dei confini, dei limiti ecc. Geograficamente parlando l’Alto Adige appartiene all’Italia ma vige un regime di Autonomia. Tanti non capiscono qui cosa significhi, a quanto siamo fortunati, tanti preferiscono lottare contro dei mulini a vento, cercando di raggiungere poi, che cosa??? Un piccolo commento a chi crede fermamente in quel cartello: fate solo una brutta e ridicola figura…
Scritto da Mari, il 11 Dicembre, 2007 at 23:10
Bravissima Mari, condivido in pieno quel che lei dice. Tentano di proporsi come “patrioti” sono invece solo degli estremisti e dei nemici della convivenza civile. Facendo così ottengono solo un risultato: che tanti italiani, anche antichi amici dell’Alto Adige come me, preferiscano girare al largo dal Sud Tirolo e andare direttamente in Tirolo, in terra austriaca. Tirolo per Tirolo forse é meglio essere “stranieri” in Austria che in provincia di Bolzano!
Scritto da franco ziliani, il 11 Dicembre, 2007 at 23:25
Riporto qui un mio commento di stamattina sul post impostato da Gabriele Di Luca alias Etranger su http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=1026#comments
“Si tratta di un cartello su un fondo privato con una scritta che rappresenta una semplicissima opinione. Non si puo’ impedire ne’ ad un cittadino austriaco ne’ ad un cittadino italiano di manifestare pacificamente le rispettive opinioni in casa propria. Il pericolo non sta nel cartello, ma nel non occuparsi della conflittualita’ patriottarda, ma penso anche etnica, che gli stanno a monte e che si possono misurare per esempio anche a Bolzano fra cittadini di madrelingua diversa che convivono nello stesso quartiere e mal si sopportano. Non e’ possibile continuare a sopportare la dittatura di un solo partito e per giunta etnico che fa il bello ed il cattivo tempo senza nemmeno un contraltare politico interetnico, fondato sul rispetto di tutte le culture, tradizioni, usi, costumi, lingue dei cittadini che avendo qui la residenza hanno dunque il diritto che lo Stato gli garantisca perlomeno il mantenimento dell’identita’. E’ una questione molto semplice: il monolitismo culturale e’ una ricchezza o una poverta’? La diversita’ fa paura? A me no, anzi metterei un bel cartello tricolore per chi va in Austria con scritto “Bevetevi subito un buon caffe’ prima di andare avanti, perche’ piu’ in la’ non lo sanno ancora fare…”.
Scritto da Mario Crosta, il 12 Dicembre, 2007 at 09:51
Continuo a non capire italiani e tedeschi che si accapigliano per sentirsi legati all’Italia o all’Austria. Molti non si sentono neanche europei. Bene. Questo è il segnale evidente che c’è ancora molto da lavorare per superare concetti che non hanno più alcun senso (se una volta l’avevano era perché la patria era vista come qualcosa in cui identificarsi, come lo Stato). L’appartenenza ad una patria o ad un’etnia hanno valore solo quando queste rappresentano cultura, storia, costumi, religioni. Ma queste non devono rappresentare un limite nella convivenza e nell’apprendimento della cultura, storia e religione di altri popoli. Se si continua a ragionare così (che è quello che vuole chi detiene il potere e controlla l’economia), non saremo mai in grado di capire la differenza fra condivisione e tolleranza (meglio l’intolleranza). Il sudtirolo è rappresentato da una mescolanza di etnie che possono convivere e rispettarsi, smettere di temersi, ragionare con una testa evoluta e moderna, solo se la smetteranno di farsi abbindolare da questo o quel politicante di turno. I popoli possono cooperare senza temersi. Il sudtirolo potrebbe diventare un esempio per tutti, ed è per questo che deve essere sudtirolo e basta, non italiano non tedesco. E’ ora di crescere.
Ci sarà sempre chi è più conservatore, rigidamente fermo su vecchie posizioni, ma intanto i giovani devono guardare ad un mondo migliore, dove le barriere, i confini, le patrie, rappresentano un limite, non una crescita, così come ancora oggi le differenze razziali vengono usate come strumento di sopraffazione.
Scritto da Roberto Giuliani, il 12 Dicembre, 2007 at 16:57
E aggiungo che è proprio in nome della patria, della religione (che in realtà si nascondono dietro al potere economico e al controllo dei popoli) che ci sono ancora molte guerre nel mondo. Sono specchietti per le allodole ai quali le nuove generazioni non devono più credere. Un tempo si adoravano gli idoli, oggi se ne può fare a meno. Impariamo ad amare le differenze invece di temerle.
Scritto da Roberto Giuliani, il 12 Dicembre, 2007 at 17:09
Grazie di queste belle parole, Roberto, soprattutto la conclusione “Impariamo ad amare le differenze invece di temerle”. Rimarcare confini e’ rimarcare barriere, limiti, distanze. Invece per entrare in comunicazione, per capirsi, per venirsi incontro, per darsi una mano occorre eliminare confini, limiti, barriere, distanze. Che sono soprattutto mentali, come hai ben scritto nel post della bbd. Credo dunque che dovrei pure rinunciare anche al fantomatico cartello scherzoso sulla qualita’ del caffe’ in Austria perche’, come ha scritto Gabriele Di Luca alias Etranger, se ne trova uno sensazionale per esempio a Innsbruck, in centro, da Mainardo…
Scritto da Mario Crosta, il 12 Dicembre, 2007 at 21:23
E aggiungo… comunque mai cosi buono come a Napoli!
Scritto da Mario Crosta, il 12 Dicembre, 2007 at 21:25
Ma per gli amanti del buon caffe’ completo l’indirizzo di innsbruck come da suggerimento di lilith: “Questo gioiello di posto si chiama “Sospetto” e si trova vicino al “Goldenes Dachl” in una strada laterale (a sinistra). Seilergasse 1 credo sia l’indirizzo esatto. Oso dire che in tutto il Sudtirolo non si trova un caffè così buono!”
Scritto da Mario Crosta, il 13 Dicembre, 2007 at 14:51
Io penso che cartelli come questo, cosí come certe affermazioni del presidentissimo Luis Durnwalder sulla scuola bilingue siano devastanti per la convivenza e ancora di piú per il gruppo italian che oramai é letteralmente allo sbando.
Mi permetto di lasciare un riferimento al mio blog per descrivere un po’ il clima generale che si respira : http://ssette-bloggando.blogspot.com/2007/11/e-alla-fine-stremati-si-arresero.html
Scritto da Sergio Sette, il 14 Dicembre, 2007 at 18:19
Prima della prima guerra solo il 3% della popolazione dell’Alto Adige si dichiarava di madrelingua italiana
Gruppo linguistico 1961
Tedesco 61.70 %
Italiano 35,20 %
Ladino 4,10 %
Gruppo linguistico 1991
Tedesco 67,99 %
Italiano 27,65 %
Ladino 4,36 %
Gruppo linguistico 2001
Tedesco 69,15 %
Italiano 26,47 %
Ladino 4,37 %
in max. due generazioni, i Sudtirolesi di mader lingua italiana ( emigranti della terza, quarta generazine ) conteranno max. 15%.
Scritto da Andreas Hofer, il 16 Dicembre, 2007 at 21:37
io credo che dopo due generazioni questa percentuale sará ben minore.
Il problema é la scuola. Io mando mio figlio alla scuola in lingua tedesca perché desidero che si integri bene nella nostra provincia. La scuola italiana non garantisce affatto l’insegnamanto della seconda lingua e la scuola “mista” é da noi VIETATA per legge (cosa che fa rabbrividire ma é cosí…) quindi sono costretto ad iscrivere mio figlio a quella tedesca.
Quale lingua pensate che parleranno i miei nipoti ?
Scritto da Sergio Sette, il 17 Dicembre, 2007 at 14:45
una italiana può sposare un tirolese??? che problemi potrebbero esserci??datemi delle testimonianze per favore!!!!!il mio ex(di merano)mi ha lascita perchè si fa condizionare dalla gente del suo posto che non vuole che i tirolesi si “mischino”con gli italiani e in più il padre è anziano e ha combattuto per difendere le sue tradizioni altoatesine ai tempi di mussolini. questo sicuramente lo condiziona ancora di più.che dovrei fare??io so con certezza che questo è l’unico motivo per cui mi ha lasciata ma non mi dò pace.
ho bisogno di testimonianza a favore di unioni tra italiani e tirolesi. se non ce ne sono a favore ma solo a sfavore fatemi sapere comunque….
Scritto da ila, il 2 Gennaio, 2008 at 16:57
Ribadisco che una Buona destra non farebbe male a questo Paese !
Scritto da franco, il 2 Gennaio, 2008 at 17:28
Ila, quel meranese che ti ha lasciato non sa neanche quale tesoro ha perso. Non ti preoccuoare, sei bellissima e c’e’ sicuramente chi ti merita.
Scritto da Mario Crosta, il 2 Gennaio, 2008 at 20:06
La Storia ha i suoi cicli ma è onesta, come il tempo galantuomo.La modernizzazione di quel territorio è merito degli italiani dalle cose più banali a quelle più importanti. Lo stile , il gusto , l’accoglienza , la creatività , il dinamismo. Voi mi direte ma chi lo certifica? La Storia!Avete mai sentito parlare di un Rinascimento tirolese?Avete mai visto per il mondo tracce di una civiltà tirolese paragonabile a quella Romana? Basterebbe un minimo di rigore del ns. Stato e quei signori tra un calcio al culo, costante della loro “storia”, e un piatto di minestra calda attuale, sceglierebbero, come stanno facendo la seconda opportunità. Ma della vergogna della Lega in questo Paese nessuno ne parla?
Scritto da franco, il 3 Gennaio, 2008 at 07:53
Politica corrotta, mafia, senso dello stato alle cozze, rifiuti in strada. Ovviamente sto parlando dell’Austria, mentre da noi in Sudtirolo queste cose, grazie alla forza civilizzatrice dell’Italia non potranno mai avvenire.
Scritto da pérvasion, il 21 Gennaio, 2008 at 23:02
“Politica corrotta, mafia, senso dello stato alle cozze, rifiuti in strada…”
esatto anche questo! Taormina, Amalfi, l’Umbria, La Toscana,l’Arte, lo Stile,il Design e poi il Vaticano il vostro caro angelo custode. E adesso torna anche la Destra che riequilibrerà anche i privilegi
Scritto da franco, il 22 Gennaio, 2008 at 08:01
Io sono sudtirolese, nata e cresciuta in Alto Adige e sono di madrelingua italiana. Queste sono ecclatanti uscite per finire sui giornali ed assicurarsi imtroiti adeguati…qui da noi si vive bene anche tutti insieme. Io vivo in un paese in cui le famiglie di madrelingua italiana si contano sulle dita delle mani ma non mi sento per niente discriminata e ho tantissime amiche che parlano in tedesco e vi assicuro che per noi non è un problema anzi… e i miei figli stanno crescendo perfettamente bilingui e questa è una cosa stupenda…forse prima di parlare di noi sudtirolesi bisognerebbe imparare a conoscere come realmente si vive da noi, e due settimane in estate non bastano…
Scritto da Neny, il 5 Marzo, 2008 at 11:10
gentile Neny, ha ragione, due settimane in estate non bastano, ma tante tantissime visite fatte nel giro di vent’anni, dal 1982 sino al 2005 non sono forse sufficienti per capire che aria tira (finissima nelle vostre bellissime valli, ma pesante per la minoranza linguistica italiana) in Alto Adige - Sud Tirol? Suvvia!
Scritto da Franco Ziliani, il 5 Marzo, 2008 at 11:48
Chissà, forse sarò troppo idealista ma io che faccio parte di suddetta minoranza e vivo questa realtà tutti i giorni non sento di respirare una brutta aria, io vivo bene in questa realtà e non lascerei mai l’ Alto Adige.
Non mi sento discriminata e
anzi ho imparato mondo dal mondo tedesco e dalle loro usanze e grazie al confronto e all’ incontro con loro credo di essere diventata una persona più completa…esempio: proprio in questo momento nella cameretta di mio figlio ci sono tre bimbi che giocano e sono uno tedesco, uno italiano e uno mistilingue…sarò idealista ripeto ma per me è questo che davvero conta…aldilà di catelloni e ristretti numeri di nostalgici e mitomani
Scritto da Neny, il 5 Marzo, 2008 at 13:38
@Neny
Gut gesagt! Menschen wie du sind die Zunkunft des Landes! Unser Staat heißt Europa, unsere Hauptstadt ist Brüssel, unser Parlament ist in Straßburg, unsere Zentralbank ist in Frankfurt a.m., unsere Währung ist der EURO, unser Feiertag ist der 9.Mai ( Europatag ), unsere Region liegt in Europa, Wien und Rom haben wir keine Rechenschaft zu geben. Lang lebe Europa, lang lebe unser Land wo Menschen in Frieden leben, wdeutsch, italienisch und ladinisch sind unsere Sprachen.
Scritto da Aleister Crowley, il 6 Marzo, 2008 at 15:49
fantastici questi sudtirolesi che intervengono su un blog italiano dimostrando la loro volontà di dialogo e di farsi comprendere scrivendo in tedesco! Un perfetto ritratto dell’arroganza che anima molti sudtirolesi, non tutti, ma tanti, nei confronti degli italiani: complimenti!!!
Scritto da Franco Ziliani, il 6 Marzo, 2008 at 16:05
@Franco
Tranquillo Franco, non sapevo che non capisci il tedesco. E´pero´strano….pensando che conosco tanti italiani ( dal Piemonte fino in Sicilia ) che sanno leggere inglese e tedesco.
Calm Franc, I did not know that you do not understand the German.
Strange … I know many Italians (from the fine Piemonte in Sicily) that they know to read to English and German.
Tranquille Franc, je ne savais pas que tu ne comprends pas l’allemand.
Il est pero’étrange… connais tant d’italiens (du Piémont fin en Sicile) qu’ils savent légères inglese et allemand.
Tanti Saluti dall´Euregio Tirol/Südtirol/Alto Adige/Trentino
http://www.europaregion.info/
Nostro ufficio comune di collegamento Bruxelles
http://www.europaregion.info/it/21.asp
I nostri recapiti:
Rappresentanza della Regione Europea Tirolo – Alto Adige/Südtirol – Trentino presso l’UE
45-47, Rue de Pascale
B-1040 Bruxelles
Telefono: 0032 2 743 27 00
Fax: 0032 2 742 09 80
info@alpeuregio.eu
Scritto da Aleister Crowley, il 6 Marzo, 2008 at 16:26
allora signora rappresentante della “Regione Europea Tirolo – Alto Adige/Südtirol – Trentino presso l’UE” abbia la compiacenza di tradurre nella lingua di Dante, in italiano, il suo commento postato nella lingua di Goethe… e degli Schuetzen…
Scritto da Franco Ziliani, il 6 Marzo, 2008 at 16:34
@ Franco
Dicevo….
@Neny
Detto bene! Gente come te e noi siamo il futuro della regione! Nostro Stato si chiama Europa, nostra capitale e´ Brüssel, nostro parlamento e´a Straßburg, la nostra banca centrale e´a Frankfurt a.m., nostra valuta e´il EURO, nostro giorno di festa e´il 9.maggio ( Europatag ), nostra regione e´in Europa, ne´a Vienna e ne´a Roma dobbiamo rispondere . Lunga vita all´Europa, lunga vita alla nostra regione dove la gente vive in pace, il tedesco/italiano/ladino e´la nostra lingua!
Scritto da Aleister Crowley, il 6 Marzo, 2008 at 16:53
Vedi Franco….. quando un Tirolese e´un Italiano parlano insieme…spesso non si capiscano….. e´una tragedi che dura ormai da 1000 anni…. noi vogliamo solo la liberta´. Noi abbiamo combattuto contro Napoleone, alla Insorgenza Tirolese nel 1809 cerano un 15 per cento di italiani con noi!!
Con la nostra liberta´- l´italia perde una regione di testoni - ma avvra´ un buon
vicino.
Scritto da Aleister Crowley, il 6 Marzo, 2008 at 17:03
@Franco
Dimenticavo:
Nostra gente e´come il nostro vino….. tu che sei esperto, sai di che cosa parlo…
I tedeschi amano gli italiani,ma non li stimano - gli italiani stimani i tedeschi, ma non li amano.
Scritto da Aleister Crowley, il 6 Marzo, 2008 at 17:31
Aleister Crowley
caro signore
credo che l’aria stia cambiando, dice un proverbio arabo” temi l’ ira dell’uomo silenzioso e buono”. Tra poco qualcuno vi presenterà il conto con gli interessi, credimi saranno salati
Scritto da franco, il 6 Marzo, 2008 at 17:35
Vi comunico che Davide Orfino, il giovane di Vipiteno che ha pubblicato un post di Franco Ziliani sul suo blog e che e’ intervenuto anche in questo post agli inizi, ha appena cambiato sito. Si trova su www.davideorfino.net anziche’ al piu’ volte bersagliato www.orfino.mioblog.it
Purtroppo in Alto Adige ci sono anche quelli che ridendo e scherzando sembrerebbo solo dei pazzi o dei buontemponi, ma in realta’ sono vandali informatici.
Scritto da Mario Crosta, il 6 Marzo, 2008 at 18:53
@Franco
Lei scrive:Tra poco qualcuno vi presenterà il conto con gli interessi, credimi saranno salati.
E chi sarebbe mai??? La mafia? Beppe Grillo? I vostri politici corrotti? Andreotti? Mastella?
Ma lasciateci vivere la nostra vita! Noi non siamo italiani, siamo Tirolesi e l´italia ci deve lasciare andare la nostra via…che e´la liberta´!
“hasta la victoria siempre”
http://it.youtube.com/watch?v=1P0HL9LX1Hs
http://it.youtube.com/watch?v=d2s8D190f5c
http://it.youtube.com/watch?v=SEo74azyNfw
http://it.youtube.com/watch?v=ZHhgCXXQ4Ac
Scritto da Aleister Crowley, il 9 Marzo, 2008 at 21:47
è la Storia amico mio.La Storia vi presenterà il conto con gli interessi. Da soli non avete Storia e cultura, il Vs, benessere si chiama Italia e soprattutto ( complimenti per la Sua ignoranza) Adreotti a cui qualcuno molto più intelligente di Lei a sempre offerto le vacanze di Natale a Merano. L’hasta molto spesso fa brutti scherzi ed entra dove uno non vorrebbe.
Scritto da franco, il 10 Marzo, 2008 at 12:45
Quant’e’ bella giovinezza,
che pur fugge tuttavia,
chi vuol esser lieto sia,
del doman non v’e’ certezza.
(Lorenz, il Magnifico).
Scritto da Mario Crosta, il 10 Marzo, 2008 at 13:06
A proposito di Lorenz, scusa Franco ma per completezza d’informazione ti segnalerei anche questo sito http://www.1809-2009.eu/ che e’ scritto nelle tre lingue dell’Alto Adige/Südtirol e in una bella pagina contiene delle interviste in video di personaggi locali riguardo al futuro. Penso che valga la pena ascoltare anche queste voci, visto che l’anno prossimo ci saranno delle commemorazioni ed e’ giusto che non diventino occasione di ulteriori divisioni, anzi di maggior integrazione.
Scritto da Mario Crosta, il 10 Marzo, 2008 at 16:52
Quando si parla del diavolo….
Insorgenza Tirolese
Alla ripresa della guerra nell’aprile del 1809 tutto Il Tirolo insorse. Malgrado l’Austria fosse costretta, dopo pochi mesi, ad un armistizio, i Tirolesi di lingua italiana e tedesca guidati da Andreas Hofer, oste della Val Passiria, che nel frattempo era stato scelto quale Comandante supremo, continuarono nella lotta e sconfissero l’esercito francese che dovette sgombrare l’intera regione.
Nel corso della guerra di liberazione del 1809, Andreas Hofer condusse i tirolesi alla vittoria per ben tre volte contro le truppe francesi al comando di Napoleone Bonaparte.
GOD BLESS TYROL
Scritto da Lorenz, il 10 Marzo, 2008 at 21:08
Tre lingue - una patria - Questo e´il Tirolo!
Tirolesi di lingua italiana, ladina e tedesca
Referendum 2009
Scritto da Lorenz, il 10 Marzo, 2008 at 21:10
Quand si parla del diavolo….
Ciao Mario ( alter Fuchs )
@Franco
Se la Storia ci presenterà il conto con gli interessi…
ma allora, la storia che cosa presenterà all´italia???
Apocalipse???
Scritto da Lorenz, il 10 Marzo, 2008 at 22:21
Voi siete stati sempre mezzadri! C’è un proverbio che dice ” non c’è peggior padrone di che è stato servo” . Ma servo torna ad essere. La Storia presenta sempre il conto. Voi siete un territorio che non produce niente, se non il minimo per la Vs. sopravvivenza, la ricchezza è dovuta solo all’enorme benefici che l’Italia vi ha dato, l’Austria (come ha fatto per secoli) Vi avrebbe dato molti calci al culo.
Scritto da franco, il 11 Marzo, 2008 at 07:01
Lorenz,
questa estate avrete l’onore ed il piacere di ospitare una visita ufficiale di papa Benedetto XVI, un papa di madrelingua tedesca. Non sprecate questa grande occasione. Il modo migliore di accoglierlo e di dargli il benvenuto lo sai benissimo qual’e': un gesto quanto meno di inizio di dialogo fra le diverse parti ancora in conflitto. Non e’ un caso che io abbia suggerito anche qui il sito che mi hai segnalato. Bisogna saper ascoltare e trovare strade nuove. Se quelle percorse fin qui in 90 anni di amministrazione dello Stato italiano della provincia di Bolzano non stanno accontentando nessuno, chi propone soluzioni alternative ha il dovere di cominciare a parlare, a confrontarsi con chi non vuol muoversi dalle proprie posizioni ma e’ comunque scontento della situazione esistente. Guardarsi in cagnesco, farsi i dispetti, provocare baruffe, eccetera fra movimenti politici opposti che non si parlano nemmeno non e’ certo la migliore accoglienza di un papa. Di piu’: un papa di origine tedesca, un papa che da ragazzino sai bene da quali idee si era lasciato purtroppo coinvolgere e ha dovuto farne ammenda con un apostolato di pace, un papa che e’ stato attaccato brutalmente dagli integralisti islamici ma che non smette di lavorare per la pace in Palestina, un papa che ha bisogno almeno da voi cattolici delle Dolomiti un segno di rispetto e di affetto. Come e’ possibile che cattolici separatisti e cattolici nazionalisti non riescano nemmeno a sedersi ad un tavolo a discutere sul futuro?
Non ti metto il faccino col sorriso perche’ il mio avrebbe gli occhiali neri, ma ti invito a lavorare con me per un incontro tra la Klotz e la Marazzo nello spirito appunto di un comune benvenuto al papa ed alle decine di migliaia di giovani che invaderanno gioiosamente le Dolomiti per l’occasione.
Scritto da Mario Crosta, il 11 Marzo, 2008 at 08:36
La Storia presenta sempre il conto.
Hai ragione Franco. Il conto per l´italia sarra´salato! Sul Sud-Tirolo ride il sole, su Napoli il mondo!
“ddeu u ndi lìbbara du vedhanu arriccutu e du riccu mpovarutu”.
( proverbio da Reggio Calabria )
Scritto da Lorenz, il 11 Marzo, 2008 at 08:40
franco non Ziliani, scusa una piccola annotazione: che l’Alto Adige/Südtirol non produca niente, scritto proprio in questo blog che si occupa di vino, mi sembra davvero fuori posto, non trovi? Se tu avesi qualche dubbio, prova a entrare in questo sito ww.fws.it di coraggiosi vignaioli indipendenti (dalle grosse cantine sociali) e vedrai quanta bella gente e quanti ottimi prodotti. Quasi tutti sono di madrelingua tedesca, con due o tre eccezioni, ma per chi ama il vino non e’ il linguaggio che fa la differenza, anzi!
Scritto da Mario Crosta, il 11 Marzo, 2008 at 10:50
Scusate la fretta, mancava una w: i sito e’ http://www.fws.it/
Scritto da Mario Crosta, il 11 Marzo, 2008 at 11:18
Mario
ribadisco che non producono niente. Sa quanti vignaioli indipendenti e con ben altre difficoltà ci sono in altre parti d’Italia. La loro voglia di “autonomia” sarebbe stata credibile se quello spara-petardi di Klotz non avesse accettato il piatto di minestra dall’Italia negli anni ‘60 ma fosse andato avanti per riaproppriarsi della Sua terra. Allora da parte mia tanto di cappello. Altrimenti scegliere: o i privilegi o tornare alla fame, perchè dall’altra sponda gli spara-petardi li eliminano con una settimana
Scritto da franco, il 11 Marzo, 2008 at 12:03
Franco, se il nostro benessere si chiama Italia, secondo te i nostri fratelli del nord invece muoiono di fame??
Scritto da Peter, il 11 Marzo, 2008 at 12:07
franco non Ziliani, ma a Bolzano hanno il diritto di tenersi il 90% delle tasse che dovrebbero pagare, e possono decidere provincialmente di spenderseli come vogliono. Qualcosa producono, visto che si tratta di cifre milionarie. Pensi che non sia giusto che lo stesso diritto venga riconosciuto prima anche a tutte le altre regioni autonome e poi anche tutte le altre regioni?
Scritto da Mario Crosta, il 11 Marzo, 2008 at 12:40
Peter
si chiama Italia perchè vi ha creato vantaggi che nessuno vi avrebbe dato.
Mario
ti ribalto il discorso : bisogna togliere tutte le regioni autonome e bisogna decidere se fare parte di un sistema o farsi un proprio Stato. L’ambiguo sistema federale si è visto cosa ha prodotto si esurirà da solo e porterà a fondo questo Paese. La crescita reale e vera che questo Paese ha fatto ha periodi e date certe. Siamo cresciuti fino agli anni ‘65 realmente, dopo non potendo togliere il potere alla DC il Partito Comunista si è inventato le Regioni , in pratica un governo parallelo, così è nato quello che Lei definisce “federalismo”. Ci rendiamo conto che stiamo facendo ridere il mondo? Il “governatore” del Molise 700 mila abitanti cioè 2 condomini di Roma. Federali sono gli Stati Uniti dove sia la Storia e le dimensioni dei territori giustificano un simile assetto. Ma il mondo è rappresentato dal Presidente degli Stati Uniti d’Am