Si apre oggi Vinexpo a Bordeaux

Come molti sanno, si è aperto ieri e rimarrà aperto sino al 21 il salone Vinexpo “réservé aux professionnels du vin et des spiritueux”, ovvero la grande rassegna biennale del mondo del vino internazionale. Anche quest’anno, come due anni fa, causa impegni di lavoro, non ho potuto recarmi a Bordeaux, ma ricordo bene, nelle diverse edizioni cui ho partecipato, facendo il mio lavoro di giornalista, sciroppandomi i 1200 + 1200 chilometri di strada da Bergamo a Bordeaux e ritorno e contando solo sull’accredito stampa e sull’ospitalità dell’organizzazione (senza aver piatito, peraltro senza ottenere risposte, come altri hanno fatto, improbabili “sponsor” e “mecenati”) la perfetta organizzazione, l’atmosfera veramente professionale, l’allestimento in due enormi lunghissimi padiglioni, i parcheggi capienti e facili da raggiungere.
Insomma, avete presente il Vinitaly ?, ecco tutta un’altra cosa…
Sarà interessante conoscere, dalla voce di alcune aziende italiane che parteciperanno in questi giorni al grande salone bordolese, come siano andate le cose, come si siano difesi i colori italiani, quale spazio e attenzione abbia avuto il vino italiano a Bordeaux.
Una domanda però: grandi aziende a parte, tipo Banfi, Zonin, Gruppo Italiano Vini, Santa Margherita, Fontanafredda, Frescobaldi, Antinori, tanto per avere un’idea, che senso e utilità ha oggi, per un’azienda agricola di medie e piccole dimensioni, partecipare ad una enorme kermesse internazionale, bellissima, professionale, seria, come si rischia di passare inosservati come Vinexpo ?

0 pensieri su “Si apre oggi Vinexpo a Bordeaux

  1. Franco

    non c’è alcun rischio di passare inosservati a Vinexpo, semplicemente perchè con costi di partecipazione così alti nessuno si sognerebbe di andare a Bordeaux senza aver completamente riempito l’agenda di appuntamenti, cioè con tutti i time-slot occupato da riunioni fissate con mesi di anticipo.

    Poiché gli espositori sono generalmente occupati al 100%, i visitatori tendono anche loro a usare Vinexpo unicamente per appuntamenti prestabiliti.

    Quindi sia per il visitatore che per l’espositore (giornalisti compresi), andare a Vinexpo senza un’agenda molto precisa e una serie ininterrotta di appuntamenti, Vinexpo è una perdita di tempo e denaro.

  2. non sarebbe il caso di rivedere Vinitaly? Sia nella formula. Sia nell’organizzazione.Sia nella “sprovincializzazione” togliendo la sede a Verona?

  3. Se c’è un limite superiore all’eccelenza quello si trova a Bordeaux…sono rientrato in nottata dopo 1300 km di pensieri, sussulti, esaltazioni ed adombramenti…ci sarebbe tanto, troppo da dire…
    posso solo dirvi che per l’italia le sorti son state altalenanti:
    per alcune aziende è stata l’occasione d’incontrare i buyers asiatici avendo prefissato gli incontri,
    per chi si è buttato per “presenza” alla ricerca di nuovi mercati, ma con in mente il vinitaly, il rischio è stato notevole e non ha sicuramente pagato…
    chi ha proposto un’idea integrata di se come la Toscana, impiegando autorevoli armi a disposizione(vedi il miglior ristorante di tutta l’esposizione), c’è stato un certo ritorno d’immagine, ma al di sotto delle aspettative sotto il profilo commerciale…
    Al nostro bel paese manca qualcosa…manca la capacità d’attrarre perchè della popria frastagliata realtà non si trasmette un’idea dinamicamente accattivante , ma solo una sensazione di scollamento…e non sarà sempre colpa dei francesi…
    Sicuramente non è di un altro vinexpo in italia ciò di cui abbiamo bisogno, non vedo proprio come competere… anzi…sarebbe meglio che il vinitaly si trasfomasse in mostra mercato…
    ma c’è veramente troppo da dire…spero di recuperar il raziocinio per riuscir a scrivervi qualcosa di più chiaro

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