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	<title>Commenti a: Chips o barrique ? Un nuovo metodo per scoprirne l’uso</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 14:45:44 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-9</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 09:21:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-9</guid>
		<description>Non é il barolo a preoccuparmi, ma le centinaia di IGT a 25-50 euro sugli scaffali che raccontano di lunghi mesi di affinamento in allier e di miscele di uve selezionatissime a preoccuparmi. Vorrei ricordare che dichiarare sull'etichetta una cosa per un'altra  é frode alimentare e che la frode é punibile per legge. E' l'ora di finirla di raccontare le favole, esigiamo una dichiarazione obbligatoria per legge del contenuto della bottiglia al posto della retroetichetta di fantasia.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non é il barolo a preoccuparmi, ma le centinaia di IGT a 25-50 euro sugli scaffali che raccontano di lunghi mesi di affinamento in allier e di miscele di uve selezionatissime a preoccuparmi. Vorrei ricordare che dichiarare sull&#8217;etichetta una cosa per un&#8217;altra  é frode alimentare e che la frode é punibile per legge. E&#8217; l&#8217;ora di finirla di raccontare le favole, esigiamo una dichiarazione obbligatoria per legge del contenuto della bottiglia al posto della retroetichetta di fantasia.</p>
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		<title>By: Marco Arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-8</link>
		<author>Marco Arturi</author>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 15:11:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-8</guid>
		<description>Roberto Giuliani ha centrato con la consueta lucidità quello che a me pare essere il cuore del problema, vale a dire il vantaggio economico che l'utilizzo dei chips comporta rispetto a quello della barrique (e, mi permetto di aggiungere, anche rispetto ad altri sistemi). E che, in assenza di norme relative all'obbligo di indicare l'utilizzo del truciolo in etichetta, assume i connotati di un potenziale inganno nei confronti di chi il vino lo acquista e quindi di una scorrettezza nei confronti di chi lo produce facendo ricorso ad altri metodi e altri strumenti. Detto questo, continuo a pensare - ma forse sono ingenuo o eccessivamente tradizionalista - che il termine "truciolo" si addica assai più alla falegnameria che alla realizzazione di un buon vino. 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto Giuliani ha centrato con la consueta lucidità quello che a me pare essere il cuore del problema, vale a dire il vantaggio economico che l&#8217;utilizzo dei chips comporta rispetto a quello della barrique (e, mi permetto di aggiungere, anche rispetto ad altri sistemi). E che, in assenza di norme relative all&#8217;obbligo di indicare l&#8217;utilizzo del truciolo in etichetta, assume i connotati di un potenziale inganno nei confronti di chi il vino lo acquista e quindi di una scorrettezza nei confronti di chi lo produce facendo ricorso ad altri metodi e altri strumenti. Detto questo, continuo a pensare - ma forse sono ingenuo o eccessivamente tradizionalista - che il termine &#8220;truciolo&#8221; si addica assai più alla falegnameria che alla realizzazione di un buon vino.</p>
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		<title>By: dameilprimo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-7</link>
		<author>dameilprimo</author>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 09:55:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-7</guid>
		<description>gentile ziliani,
una domanda rapidissima:
ma perché si parla -tanto ed ovunque- di questi trucioli?
secondo il mio parere (di semplice consumatore "informato") i problemi del vino italiano sono altri.
proprio altri.
gradirei sapere il suo parere.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gentile ziliani,<br />
una domanda rapidissima:<br />
ma perché si parla -tanto ed ovunque- di questi trucioli?<br />
secondo il mio parere (di semplice consumatore &#8220;informato&#8221;) i problemi del vino italiano sono altri.<br />
proprio altri.<br />
gradirei sapere il suo parere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-6</link>
		<author>Roberto Giuliani</author>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 07:07:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/06/chips_o_barrique_un_nuovo_meto.html#comment-6</guid>
		<description>Non penso che stia ai non esperti stabilire se il metodo sia affidabile o meno, personalmente non posso dare una mia opinione. Certamente, se i dati sono attendibili, è uno strumento utile per chiunque senta giusto potervi fare ricorso. Ritengo però che difficilmente potrà essere richiesto senza dover sborsare una discreta somma, quando sarebbe molto più corretto fare delle norme precise che impongano alle aziende di dichiarare in etichetta l'utilizzo dei trucioli.
Qualcuno potrebbe obiettare "ma ci sono tante altre sostanze che andrebbero dichiarate, anche dannose...".
E' vero, ma nessuna di queste ha un vantaggio economico cospicuo quanto il truciolo rispetto alla barrique. Il danno, quindi, sta nell'inganno verso il consumatore, che magari esborsa una bella somma per un vino taroccato (pensiamo ad un grande Barolo, che con i trucioli potrebbe non avere più la longevità e la classe che ci si potrebbe aspettare) senza potersi minimamente difendere.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non penso che stia ai non esperti stabilire se il metodo sia affidabile o meno, personalmente non posso dare una mia opinione. Certamente, se i dati sono attendibili, è uno strumento utile per chiunque senta giusto potervi fare ricorso. Ritengo però che difficilmente potrà essere richiesto senza dover sborsare una discreta somma, quando sarebbe molto più corretto fare delle norme precise che impongano alle aziende di dichiarare in etichetta l&#8217;utilizzo dei trucioli.<br />
Qualcuno potrebbe obiettare &#8220;ma ci sono tante altre sostanze che andrebbero dichiarate, anche dannose&#8230;&#8221;.<br />
E&#8217; vero, ma nessuna di queste ha un vantaggio economico cospicuo quanto il truciolo rispetto alla barrique. Il danno, quindi, sta nell&#8217;inganno verso il consumatore, che magari esborsa una bella somma per un vino taroccato (pensiamo ad un grande Barolo, che con i trucioli potrebbe non avere più la longevità e la classe che ci si potrebbe aspettare) senza potersi minimamente difendere.</p>
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