Altri Barolo da conoscere: una bella serata A.I.S. in Valtellina

Eccellente davvero l’andamento della serata, ben organizzata dalla delegazione A.I.S. di Sondrio e dal delegato Natale Contini con i suoi collaboratori, che si è svolta ieri sera presso il Ristorante La Tavernetta di Castione Andevenno in Valtellina. Anche se un po’ condizionata da alcune defezioni dell’ultimo momento, sia di partecipanti colpiti dall’influenza che è tornata ad imperversare, sia di un vino, il Barolo Cerretta 2003 di Giovanni Rosso a Serralunga d’Alba, che sebbene inserito in scaletta per un disguido dovuto al corriere che avrebbe dovuto recapitare i vini, non è arrivato in tempo utile, la serata, a detta dei partecipanti e di me stesso che ero stato incaricato di condurla, è stata decisamente interessante ed istruttiva, permettendo a tutti di capire come nel mondo del Barolo, accanto ai grandi nomi affermati, ci sia spazio anche per realtà più piccole e meno note meritevoli di attenzione. Anche in virtù di un elemento fondamentale per il consumatore com’è il rapporto prezzo-qualità…

Proposti in una sequenza aperta dal Barolo Ravera 2003 (da vigneti in Novello) di Elvio Cogno, e proseguita con il Barolo Torriglione 2003 (vigneti in La Morra) dell’azienda agricola Gagliasso, con il Barolo Villero riserva 2001 (vigneti in Castiglione Falletto) di Livia Fontana, con il Barolo Vigna Merenda 2001 (vigneto, il Sarmassa, sito in Barolo) di Scarzello, e poi terminata due Barolo con vigneti in Castiglione Falletto, il Barolo Pernanno riserva 2000 di Sobrero ed il Barolo Rocche di Castiglione 2003 di Sordo, i Barolo hanno conquistato, intrigato, convinto, chi più chi meno, com’è nella logica delle cose, e come soggettività vuole, i partecipanti.

Dimostrando con questo, come lo spirito della serata si prefiggeva, quale varietà di terroir, microclimi, espressioni, diversi da comune a comune e diversificati spesso all’interno del singolo villaggio, esistano all’interno di quel grande variegato universo che è il Barolo.

Barolo di differente età in degustazione, qualcuno espressione della grande annata 2001, altri di annate più calde e con problematiche di maturazione ed evoluzione diverse come il 2003 ed il 2000, ma anche Barolo con stilistiche diverse, perché se una parte, ad esempio i vini di Livia Fontana, Sobrero, Sordo, Scarzello, avevano compiuto l’affinamento in botte grande, sia di rovere di Slavonia che di legno francese, altri, il Ravera di Cogno ed il Torriglione di Gagliasso, aveva scelto, dimostrando di averlo fatto in maniera assolutamente calibrata, la via della barrique.

Ad aggiungere un pizzico di suspence e di divertissement alla serata la bella idea di Contini di sostituire il Barolo venuto a mancare con un settimo vino, proposto in forma coperta. Un vino base Nebbiolo, ovviamente, che si trattava di capire da quale zona provenisse e quale identità precisa avesse. Da parte di degustatori esperti e conoscitori del Nebbiolo com’erano le persone presenti alla degustazione non è stato difficile individuare che “l’intruso” era un vino di casa e nientemeno che il Valtellina Superiore 2000 Prestigio dell’azienda vinicola Triacca di Villa di Tirano. Un’espressione di Nebbiolo diversa, con una fruttuosità e una dolcezza d’espressione dovuta sia alla particolare tecnica adottata che prevede la vinificazione di uve leggermente appassite in vigna, ovvero tralci recisi con uva lasciata appesa intorno ai 25 giorni, sia all’affinamento in piccoli fusti di rovere francese. Ma a dichiarare apertamente la provenienza valtellinese del vino hanno contribuito due elementi chiave, la mineralità del vino e l’acidità spiccata, decisamente più sostenuta rispetto alla maggior parte dei sei Barolo in degustazione.

Ecco, per concludere, la grandezza del Nebbiolo: la sua possibilità di interagire e di essere fedele espressione del terroir di origine esaltandone, nelle migliori espressioni, tutte le caratteristiche, in altre parole la “voce”, il marchio della terra e della roccia che rende ogni vino, se Bacco vuole, diverso dagli altri.

0 pensieri su “Altri Barolo da conoscere: una bella serata A.I.S. in Valtellina

  1. Ma come, Ziliani? E’ andato in Valtellina riuscendo a evitare tutti i cecchini appositamente assoldati dal consorzio? Senza che nessuno le bucasse le ruote dell’auto? Complimenti!

  2. “complimenti” vivissimi per il suo spirito di patata sor turigliatto, veramente spiritoso ed intelligente, bravo !

  3. Non si preoccupi troppo, signor Turigliatto, le posso garantire che Ziliani non correva assolutamente alcun pericolo, perché era attorniato da amici fedeli, nonché da diligentissime guardie del corpo che si sarebbero immediatamente messe all’opera qualora avessero notato movimenti sospetti. Non è che lei era fra gli attentatori?

    P.S. serata magnifica, la ringrazio di cuore.

  4. Confermo la splendida serata con eccellenti vini. Essendo stato il mio primo avvicinamento “serio” al Barolo voglio ringraziare calorosamente Franco per avermi introdotto alle delizie del nebbiolo.
    Non immaginavo tanti stili e diversità in vini prodotti con la stessa uva in territori non molto distanti tra loro, addirittura dalla stessa zona come quella di Castiglione Falletto. Sarebbe stato veramente bello avere tutti Barolo dalla stessa annata, ma come rimarcato anche qualche cantina non aveva più lo splendido millesimo del 2001.
    Complimenti anche alla delegazione AIS si Sondrio ed al ristorante La Tavernetta: il loro stracotto d’asino ha chiuso degnamente la serata.

    Antonio

    PS. Come vedi, Franco, ho mantenuto la parola data e mi sono impegnato a conoscere il nebbiolo, e grazie a te credo di aver iniziato nel migliore dei modi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *