Uno schietto Merlot casentino: il Castelpoppi di Casina d’Agna
Qualcuno se lo starà sicuramente chiedendo: ma oltre ad abbuffarvi di prosciutti, sambudelli, rigatini, pecorini, formaggi di capra, funghi, tortelli e tutte quelle altre squisitezze che l’albero della cuccagna casentinese offre, di vino durante la rassegna I Sapori del Casentino, ne avete bevuto oppure no? Hai voglia ! Abbiamo delibato, come già segnalato, i vini della poco distante Rufina fiorentina, qualche fortunato (alias Sandro, Gianluca, Marco ed io), venerdì sera, alla Taverna degli Orsi un Chianti classico 2004 di Castell’in Villa e soprattutto un Rosso di Montalcino 1999 di Poggio di Sotto da leccarsi i baffi, e poi, con un’incursione fuori regione, il Pinot bianco, il Sauvignon, il Pinot nero, il Cornelius rosso ed il Moscato rosa della Cantina Produttori di Colterenzio, nel corso della cena che ha visto protagonista, sul tema materie prime casentinesi, Herbert Hintner del Zur Rose di Appiano.
Ma non è finita, perché presenti nel Gola Tenda e ben serviti da un gruppo di sommelier A.I.S. abbiamo conosciuto i vini proposti da quattro aziende vinicole del Casentino, espressione di vigneti che crescono, non senza qualche fatica (tra cui l’assalto dei cinghiali e dei caprioli che stanno creando seri problemi di equilibrio ambientale), in questa vallata.
Vini veri, vini schietti, vini che non ricercano, in genere, effetti speciali, vini pensati per farsi bere ed emblema di questo approccio concreto e onesto alle cose vinicole mi sono parsi i Merlot, ebbene sì, Merlot della piccola azienda agricola Casina d’Agna di Giovanni Ceccarelli.
Chi mi conosce sa bene come alla parola Merlot, in Toscana poi, mi si siano rizzate le orecchie e mi sia disposto in posizione d’attacco, ma, accidenti, di fronte a questi vini genuini, ruspanti, simpaticissimi, bevuti con piacere a pranzo sabato all’Osteria dei Sapori e poi ribevuti domenica a pranzo nella conviviale disfida del prosciutto, le mie preoccupazioni di trovarmi di fronte all’ennesima noiosa laccatura aretina, stile Petrolo o Sette Ponti, tanto per non fare nomi, a vini costruiti, privi di legame di territorio, senza personalità e senza carattere, ruffiani per piacere a certa stampa e a certe guide, sono immediatamente sparite.
Il merito è dell’approdo sincero, appassionato, di un agronomo di 77 anni, ben portati, Giovanni Ceccarelli appunto, che con la collaborazione di un gruppo di persone che si sono fatte contagiare dal suo entusiasmo e dalla sua sana voglia di fare, e dell’Istituto della Viticoltura di Arezzo, sta conducendo un’azienda piccola ma non troppo, 10 ettari, in quel di Poppi, e per questioni personali, per un background maturato nella precedente attività di consulente di grandi realtà agricole (vedi Maccarese), si è innamorato del vitigno bordolese e non oggi, ma oltre trent’anni fa, nel 1973, ha pensato bene di impiantarne “di straforo” un primo vigneto.
Oggi gli ettari vitati a Merlot oltre che essere diventati regolari si sono moltiplicati e posti di fronte al Castello di Falterona, a Poppi, su terreni argilloso calcarei fanno bella mostra di sé e costituiscono un vero e proprio caso di ampelo-diversità.
Proposti come Rosso di Toscana Igt, i Merlot sono attualmente due, un Castelpoppi annata 2004 ed una riserva 2003 dove c’è anche una piccola parte di Canaiolo.
Nei programmi del dinamico Ceccarelli, gentiluomo d’antico stampo, persona di squisita umanità, c’è il recupero di una varietà locale, il Mammolo, che vorrebbe aggiungere al Merlot per temperarne la gradazione, che in questi ultimi anni è diventata, a suo avviso, eccessiva e per dare un pizzico in più di personalità ai vini.
Ma come sono questi vini casentinesi (di altri, assolutamente ancora nella mente degli dei, si occupa Marco in questo post che tratta del progetto di recupero di antiche varietà locali portato avanti nel Vivaio di Cerreta dai bravi tecnici, Luca su tutti, del settore Agricoltura e Foreste della Comunità Montana) ? E possono pensare di rivitalizzare un’antica tradizione di “vino vermiglio” delle colline di Poppi, tra i più rinomati della Toscana, che risale al 1400 e vanta citazioni e lodi da parte di Machiavelli, Lorenzo il Magnifico, Andrea Bacci – “i luoghi del Casentino sono notissimi per i vini e per altre prerogative” - ?
Il Merlot 2004 base, che non ha fatto nessun affinamento in legno, ma vinificazione in vasche di cemento vetrificato e affinamento in acciaio, è beverino schietto, sapido, senza nessuna nota verde – vegetale aggressiva, equilibrato, dotato di un frutto succoso, di una bella acidità, pimpante, fresco e soprattutto dotato di una beva invidiabile, oltre che di un prezzo, intorno ai quattro euro, da applausi.
Il Merlot riserva, affinatato in tonneau per oltre 12 mesi, mostra innanzitutto, anche nel caso di un’annata universalmente calda come il 2003, una sorprendente freschezza, una bella vivacità d’espressione, una buona articolazione aromatica, con un bel frutto vivo, croccante, varietale ma senza eccessi, di buona dolcezza, un carattere sapido e terroso al gusto, una buona materia e una certa persistenza e un’acidità ben calibrata e presente, che lo rendono perfetto accompagnatore dei piatti della saporosa (e gustosa) cucina locale, ma possono benissimo farlo abbinare a piatti a base di carne, a primi piatti con ragù di carne, tipici delle cucine di altre zone.
Un vero vino del territorio, un esempio di come, avendo qualche problema il Sangiovese a maturare compiutamente (molto meglio, allora, godersi i vini della poco distante (una trentina di chilometri ed un numero indefinito di curve e controcurve), il Casentino, in attesa che diano i primi risultati i tentativi pionieristici di chi si è azzardato a piantare Pinot nero e domani, perché no, potrebbe verificare cosa succede con un Riesling renano, possa puntare anche su questo vitigno. Che altrove, nell’aretino ed in Toscana, interpretano, come il Cabernet o altre uve, sotto forma di marmellata al gusto di legno francese, ma che qui rimane ancora vino, vino vero, vino schietto, vino da bere. E scusate se è poco…
Via di Casina Rossa 1 Pratovecchio AR
Per informazioni sull’azienda: e-mail





