Ricordo di Georges Cogny, francese di nascita piacentino per amore

Devo a Paolo Marchi, che ne ha parlato sul suo blog Marchi di gola, la notizia, una triste notizia, che domenica si è spento a 74 anni a Piacenza, dov’era arrivato nel 1965, lui francese di nascita e di formazione, per amore (della cucina, certo, ma soprattutto di una donna), Georges Cogny.

Per molti questo nome dirà poco, essendo Cogny un personaggio schivo e di poche parole, da tempo ritiratosi nel buen retiro della Locanda Cantoniera di Farini in Val Nure, ma per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di vederlo all’opera in quel locale che contribuì a lanciare e rendere celebre, l’Antica Osteria del Teatro di Piacenza, Cogny è stato uno dei più grandi e geniali chef del suo tempo. Ed uno dei maestri che contribuì a far uscire dal bozzolo la creatività di quel giovane Filippo Chiappini Dattilo (vedi intervista) che l’avrebbe poi sostituito ai fornelli del celebre ristorante piacentino.


Serbo un ricordo indelebile di Cogny e del severo, asciutto Franco Ilari che l’affiancava, occupandosi del servizio ai tavoli e della proposta dei vini e della prima volta che gli feci visita.
Correva l’anno di grazia 1983, ed io, collaboratore dal 1981 della Gazzetta di Parma diretta dal mitico direttore Baldassarre Molossi (il mio primo grande maestro, con Montanelli, il secondo sarà Germano Pellizzoni), ero andato a trovare Cogny per una di quelle belle interviste e ritratti di chef che all’epoca realizzavo, partendo da Bergamo e girando l’Italia, per il nobile quotidiano del Ducato.

Quante belle persone conosciute e incontrate all’epoca, Gualtiero Marchesi nel suo bunker sotterraneo di via Bonvesin della Riva a Milano, Giorgio Pinchiorri & Annie Feolde, Ezio Santin, Antonio e Nadia Santini, alcune delle quali,  gli indimenticabili Angelo Paracucchi, Franco Colombani, Giancarlo Godio, Andreas Hellrigl, salite in quello speciale paradiso dove riposano i grandi cuochi ! Ora li ha raggiunti Cogny, un francese simpatico, ma rigoroso, una persona cordiale e disponibile, non di tante parole, ma di ben precisi fatti e tanta sostanza, che mi meravigliò, nel magnifico pranzo che mi proposte al termine dell’intervista, con un piatto spettacolare che ricordo perfettamente ancora.
Una specie di pizza, o di tartelette, con una base di pasta sfoglia leggerissima, su cui erano disposte verdere e fettine sottili, cotte appena e belle sugose, di sella di coniglio. Sopra, a mò di spettacoloso ornamento, una rete di ricamature e di riccioli, non ricordo fatti con quale materia prima, che rendeva fantasmagorico ed incredibile quel piatto incredibile e geniale…

Dopo quell’intervista, non ebbi più modo d’incontrare Cogny, che sapevo trasferitosi in collina a Farini nella sua Locanda Cantoniera, ma per quanto negli anni mi fosse talvolta venuta la tentazione di andarlo a trovare, ho sempre preferito rinunciare, per mantenere vivo e indelebile il ricordo di quell’unica volta che cucinò per me, a Piacenza, facendomi toccare il cielo della grande cucina, dell’inventiva assoluta, con un dito…

Come amava dire il Gioann Brera quando gli toccava salutare l’ultimo viaggio di un amico, che ti sia lieve la terra Georges…

0 pensieri su “Ricordo di Georges Cogny, francese di nascita piacentino per amore

  1. GRAZIE SIG.ZILIANI PER AVER RICORDATO IL GRANDE MAESTRO DELLA CUCINA GEORGES LO HANNO FATTO IN POCHI PROBABILMENTE E’ PIU’ FACILE RICORDARE I GRANDI SHOWCHEF DEI GIORNI NOSTRI,FACILMENTE DIMENTICANDOSI DEI GRANDI MAESTRI DEGLI ANNI OTTANTA CHE HANNO FATTO LA GRANDE RISTORAZIONE CON SOLO UNA GRANDE PASSIONE E UN GRANDE AMORE PER QUELLO CHE IO CONSIDERO IL LAVORO PIU’ BELLO DEL MONDO.
    DISTINTI SALUTI ISA

  2. Ho avuto il piacere di incontrarlo solo 4 5 volte nella mia vita e sempre alla cantoniera dove alcuni anni fa aveva riaperto con l’aiuto di un giovane cuoco.Sono stati pranzi assolutamente indimenticabili, l’ambiente,la moglie,ii menù; tutto era armonioso e di straordinaria qualità.Ero con alcuni amici e a noi non sembrava vero di mangiare così bene in un posto così alla mano.La signora serviva con semplicità e amore piatti di altissima cucina accompagnandoli con commenti malinconi che si rifacevano spesso alla gioventù del maestro GEORGES.Era straordinario mangiare alla cantoniera tanto quanto scambiare due chiacchere con lo chef,schivo e riservato a tal punto che non veniva mai fuori dalla cucina.Non mi dimenticherò mai quei pranzi e quei vini francesi unitamente alla figura di un grande maestro che ha fatto grande un territorio.Grazie Maestro e grazie a questo BLOG che mi ha dato la possibilità di scriverlo.CIAO.

  3. Au revoir mon cher Georges
    Des années de bonnes ripailles et vins fins nous ont ravis mon épouse et moi même
    A ta chère Lucie nous adressons nos plus vifs souvenirs et dans l’attente de l’embrasser nous pensons bien a elle qui a su te donner sa tendre affection
    Sois reçu au paradis des Chefs
    Elisabeth et Jean

  4. Ho tanti ricordi del caro George,dall’ANTICA OSTERIA DEL TEATRO alla CASA CANTONIERA,io appassionato di cucina e compagno di scuola di FILIPPO DATTILO CHIAPPINI,L’ultima volta da GEORGE,avevo portato anche mia madre,anche lei scomparsa,e ricordo con amore quei piatti che LUI personalmente era venuto a spiegare.Un grande cuoco riservato e amico di tutti.

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